Cinquant’anni di carriera ai vertici dell’orologeria internazionale, tra alcuni dei marchi più prestigiosi al mondo. È la storia di Beppe Ambrosini, manager che ha contribuito alla crescita di aziende come Breitling, Piaget, Corum, IWC e Baume & Mercier, diventando uno dei protagonisti italiani del settore del lusso.
Dalla vendita degli orologi fino ai ruoli di direzione internazionale, Ambrosini racconta un percorso costruito su competenza, visione e soprattutto relazioni umane. «La velocità è cambiata, ma i rapporti tra le persone restano fondamentali», spiega, sottolineando come correttezza e fiducia abbiano accompagnato tutta la sua carriera.
Oggi è impegnato nel rilancio dello storico marchio Wyler Vetta, riportando al centro un brand che ha segnato la storia dell’orologeria italiana con importanti innovazioni tecniche e campagne di comunicazione diventate iconiche.
Guardando al futuro, Ambrosini affronta anche il tema dell’intelligenza artificiale. Secondo il manager, le nuove tecnologie potranno migliorare materiali e processi produttivi, ma non sostituiranno il valore dell’orologeria meccanica. «L’orologio è cultura, storia e artigianalità: l’intelligenza artificiale può supportare il settore, ma non potrà sostituire la creatività e l’esperienza dell’uomo.»
A settembre Ambrosini celebrerà cinquant’anni di attività professionale, guardando al futuro con la stessa curiosità che ha contraddistinto tutta la sua carriera. «La vera ricchezza è il tempo», conclude, lasciando una riflessione che va ben oltre il mondo degli orologi.
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