Salute urologica: prevenzione, cura e stile di vita

Intervista alla Dott.ssa Alessandra Cassani, Urologa e Androloga

Parlare di salute urologica non riguarda solo l’uomo anziano: coinvolge donne, uomini di tutte le età e attraversa ambiti che vanno dalla riabilitazione del pavimento pelvico alla prevenzione oncologica. Abbiamo incontrato la Dott.ssa Alessandra Cassani, urologa e androloga attiva presso il Poliambulatorio di Fondazione ATM di Milano, per capire come prendersi cura della propria salute urologica in modo consapevole.

 

D: Buongiorno Dottoressa Cassani, ci troviamo all’interno del Poliambulatorio Fondazione ATM, una struttura che si distingue per un’ampia gamma di prestazioni in regime di libera professione, fruibile non solo dai dipendenti di ATM, ma aperta anche ai cittadini milanesi. In questo contesto così completo e attento alla persona, può presentarsi e raccontarci di cosa si occupa?

 

R: Sono una urologa e androloga, quindi mi occupo di tutta la patologia uro-andrologica, sia maschile che femminile. Ho una formazione a 360 gradi che può andare dall’uomo anziano, che ha bisogno di una visita urologica per problematiche urinarie, a tutte le problematiche del pavimento pelvico, inglobando anche la sfera femminile, il pre e post-parto, con tutta la parte riabilitativa che svolgiamo anche per gli uomini.

Mi occupo inoltre di tutte le principali tematiche urologiche, sia oncologiche che benigne: problematiche di prostata e problematiche di calcolosi. Lavoro in questo ambulatorio dall’inizio dell’anno; ho un’ottima collaborazione con il centro ed effettuo ogni settimana sia visite che diagnostica — ecografie, cistoscopie e tutta la parte diagnostica urologica eseguibile in regime ambulatoriale.

 

D: Con quale frequenza è presente in questo ambulatorio e come si organizza per le visite?

R: Ricevo tutte le settimane, il martedì mattina; lavoro qui dalle otto alle dieci e mezza. Sono disponibili slot per ogni tipo di procedura o diagnostica di cui ci sia bisogno. Il consiglio è di effettuare sempre una prima visita di inquadramento e poi, in base ai riscontri emersi durante la visita, prenotare i successivi accertamenti, che possono essere la neuroflussimetria, le ecografie o altre indagini.

D: Qual è la filosofia di questo laboratorio riguardo alla prevenzione, e perché è così importante soprattutto per gli uomini?

R: L’intento del Poliambulatorio Fondazione ATM è proprio quello di puntare, nei confronti non solo dei dipendenti ma anche dei cittadini milanesi, sul tema della prevenzione. È un argomento molto importante, perché riteniamo che le persone, per una serie di motivi — sia economici, sia per la mancanza di un interlocutore adeguato — tendano a dimenticarsi di fare prevenzione. È una cosa molto frequente, soprattutto negli uomini: le donne sono più esposte ai messaggi di prevenzione, mentre l’uomo molto spesso se ne dimentica, un po’ per paura, un po’ per semplice dimenticanza. Non è una cosa consigliabile.

Noi qui forniamo un percorso di prevenzione a 360 gradi: dal punto di vista urologico si parte con tutto ciò che è laboratoristico — i prelievi — poi si effettua la visita urologica e tutto il percorso conseguente.

Tendenzialmente consigliamo di iniziare a partire dai 40 anni a chi ha familiarità, e dai 50 a chi non ce l’ha. Sarebbe una cosa che dovrebbe partire dal medico di famiglia, il quale dovrebbe consigliare in prima battuta di effettuare un PSA; ma quello non è sufficiente. È importantissimo, per tutti gli uomini, affiancare anche una visita urologica, perché il PSA fornisce informazioni ma non risposte. È quindi necessario farsi sempre visitare da un professionista: avere un PSA nella norma non garantisce che tutto vada bene.

D: Che tipo di pazienti segue principalmente in questo centro e quali problematiche tratta con più frequenza?

R: In realtà un po’ di tutto. Essendo un centro che offre molto, non seguo solo pazienti con problematiche di PSA e di controllo, ma mi occupo anche della parte riabilitativa, potendo contare su un buon centro di riabilitazione qui presente. Seguo quindi sia la riabilitazione post-chirurgica che quella preventiva, per chi ha problematiche dal punto di vista funzionale. È un servizio che tendenzialmente è poco presente nelle strutture ambulatoriali, quindi averlo rappresenta un plus di questa struttura. Ho seguito anche molti pazienti con disfunzioni del pavimento pelvico, trattate poi con un percorso riabilitativo, oltre alle classiche problematiche urologiche — problematiche di prostata e di calcolosi — gestite prevalentemente in regime ambulatoriale.

D: Quali sono i principali vantaggi offerti da questo ambulatorio rispetto ad altre strutture?

R: Il grande vantaggio di questo ambulatorio è che fornisce un percorso terapeutico completo: abbiamo tutta la parte laboratoristica, che ci dà le informazioni iniziali, poi seguiamo tutto il percorso terapeutico, sia con le visite che con l’imaging che offriamo. Il vantaggio principale è che disponiamo anche dei trattamenti ambulatoriali, che si possono effettuare con la riabilitazione, con i fisioterapisti, e dei trattamenti stillativi, ovvero i trattamenti che noi urologi eseguiamo con gli assistenti.

 

D: Quali consigli pratici darebbe ai pazienti per prevenire o gestire al meglio le problematiche urologiche nella vita quotidiana?

R: La cosa fondamentale dal punto di vista urologico è l’idratazione, perché molte problematiche urologiche hanno alla base anche una disidratazione determinata dal nostro stile di vita. Lo stile di vita sano è un consiglio che va sempre dato. Bere almeno due litri d’acqua al giorno è essenziale: per i pazienti con calcolosi, la principale causa è proprio la disidratazione — oltre alla componente genetica — e una buona idratazione fa tantissimo. Nelle problematiche urologiche in generale, mantenere un buon stato di idratazione aiuta sempre, perché le urine più diluite danno molti meno problemi. Anche in chi ha difficoltà a urinare, urine meno concentrate rendono il deflusso più agevole. Questa è la cosa fondamentale.

Non alcol, ma acqua. Quello che dico sempre ai pazienti è che il bicchiere di vino si può concedere, ma beviamo anche l’acqua insieme. Cerchiamo di essere un po’ più attenti.

Dal punto di vista dell’alimentazione, basta che sia varia e completa: non eccedere con un singolo alimento, quindi non esagerare con i carboidrati, non esagerare con le proteine, cercare di mantenere tutto il più bilanciato possibile. In base alle varie patologie, se necessario, ci appoggiamo anche a dei nutrizionisti. È una questione molto delicata soprattutto nei pazienti che soffrono di calcolosi, perché molto spesso chi ha problematiche ai calcoli delle vie urinarie ha un’alimentazione scorretta; farsi aiutare da un nutrizionista è quindi sempre molto utile in questa categoria di pazienti. Negli altri, tendenzialmente, uno stile di vita sano e un’alimentazione varia fanno sì che non ci siano grosse problematiche.

D: Possiamo concludere con il consiglio di bere tanta acqua.

R: Esatto, è il primo consiglio urologico. Ci possono essere anche altre patologie che non dipendono solo da quello, certamente. Ma è un consiglio sempre ben accetto, ed è qualcosa che notiamo spesso non venga seguito: il nostro stile di vita ci porta a bere pochissimo e a dimenticarci di idratarci. Soprattutto in inverno.

 

Poliambulatorio Fondazione ATM – Poliambulatorio Fondazione ATM

 

 


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