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STAI FERMO LÌ continua a vincere premi e riconoscimenti

premio Iuvara2 - clementina Speranza

Premio per la Pace rilasciato dall’Ambasciata Svizzera, Miglior Film Cine Migrare, Premio USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana) con una menzione speciale, Special Prize Trapani Film Festival sono alcuni dei riconoscimenti del documentario Stai fermo lì proiettato anche in Corea del Sud, presso il Museo d’Arte Moderna di Ulsan, con sottotitoli in coreano. Il 18 luglio 2026 ha vinto anche il Premio Miglior Cortometraggio al III Memorial Piero Iuvara Short Film Fest Contest.

Nuovo alloro, quindi, per il documentario della giornalista e regista Clementina Speranza che ha saputo conquistare e commuovere la platea con la sua potente denuncia sui diritti umani negati, in Iran e poi ancora adesso in Germania.

Clementina Speranza ha presentato una versione inedita di 15 minuti, ritagliata e rimontata insieme a Nino Carè, tratta dall’originale pellicola di 60 minuti in cui il protagonista è Babak Monazzami. Un giovane persiano con una forte somiglianza con Johnny Depp. Babak era noto in Italia per aver interpretato con Giusy Ferreri il video della canzone Stai fermo lì, rievocato nei racconti del documentario perché porta luce nella sua vita.

Parla 6 lingue, è naturopata e un artista poliedrico: è stato presentatore di un programma di viaggi in Tv e ha iniziato a vendere a Roma i suoi primi dipinti. Suoi i quadri presenti nel documentario e la copertina del film che presenta un suo autoritratto.

premio Iuvara2 - clementina SperanzaNel documentario girato e diretto da Clementina Speranza, Babak ha raccontato tanti episodi della sua vita in modo garbato, senza spettacolarizzazioni, con molto pudore.

“Ho lasciato che Babak raccontasse e ho poi messo in ordine i ricordi. Forse la bellezza di questo lavoro sta nella spontaneità. Non c’è nulla di artefatto. È come se Babak stesse parlando con ognuno di voi faccia a faccia – afferma Clementina Speranza.

Quando lui ha visto il documentario voleva che togliessi la scena in cui si commuove nello spiegare che a malincuore è costretto ad accettare lo stato di rifugiato politico. E commenta dicendo che forse tornando indietro non lo farebbe perché il dolore di non rivedere il suo Paese e le persone care è troppo forte e ancora oggi non riesce ad accettarlo.

“La decisione di chiedere asilo politico è stata molto sofferta. Del resto, cosa pensereste se vi dicessero che per salvarvi la vita non potrete più tornare nel vostro Paese, nella vostra città, nei posti del cuore, e non potrete più vedere le persone amate?”, chiede Clementina Speranza rivolgendosi alla platea alla fine della proiezione.

“Babak sogna un giorno di poter tornare nella sua terra nonostante quello che ha passato, e questo suo sogno mi ha colpita tantissimo – ha commentato Adriana Lanzafame, cognata di Piero Iuvara -. Clementina ha saputo trasformare una ferita in arte. Con sensibilità, rispetto e forza ci ha fatto entrare in un’esistenza sospesa tra radici e lontananza, e ci ha ricordato quanto sia urgente ascoltare chi non ha voce. Per questo il primo premio è più che meritato. Grazie Clementina, per le grandi emozioni che ci hai regalato e per l’ammirazione che il tuo lavoro ha acceso in tutti noi”.

La sala era gremita nella Delegazione Comunale di Massannunziata (Mascalucia, Catania) in occasione della terza edizione del festival dedicata ai cortometraggi per riflettere sulla natura poliedrica di Piero Iuvara. Classe 1950, mancato nel 2022, poeta, giornalista e apprezzato commediografo, ha pubblicato tre raccolte di versi e numerosi racconti e reportage di viaggio, riscuotendo lusinghieri consensi di pubblico e di critica.

Per il cinema ha realizzato tre cortometraggi. Stai Fermo lì si è confrontato con 4 film: I Miricani (Regia di Dan Strano), La fame negata (Regia di Francesco Maricchiolo), Un Rêve a Versailles (Regia di Serena Viviani Siclari) e Embrasse Moi (Regia di Hristo Todorov) che ha ricevuto il Premio della Critica.

Clementina Speranza è stata premiata dall’attore Aldo Toscano, protagonista del film “Sulfur Road”, ultimo lavoro di Michael Cavalieri. Presentatori della serata: Concetto Sciuto, Francesca Calì e Valentina Carmen Chisari. 

La giuria era composta dai registi Lavinia Zammataro e Salvo Campisano, e da Nello Pappalardo, grande amico di Piero Iuvara ed esperto di cinema e teatro al fianco di Pippo Fava. Sul palco Mary Lanzafame, moglie di Piero Iuvara e Maria Iuvara, la sorella. Nei loro interventi hanno tratteggiato il profilo umano e la straordinaria urgenza creativa di Piero, ricordando la sua abitudine di svegliarsi in piena notte per dare forma a idee che spaziavano dalla poesia al teatro. La sorella Maria ha inoltre sottolineato la felicità della famiglia nel vedere il suo sapere trasmesso ai giovani autori attraverso la scelta del cortometraggio.

premio Iuvara - alloro

“A Piero piaceva scrivere le sceneggiature per i cortometraggi, sono quindi lieta di questo evento. Sono felice che abbia vinto Clementina Speranza, la storia del suo documentario mi ha emozionata e sono certa che anche Piero applaude da lassù e sorride felice che abbia vinto una giovane donna”, ha affermato Mary Lanzafame.

Sul palco, durante la premiazione, l’elegantissima e raggiante Clementina Speranza era emozionata e ha portato i saluti da parte di Babak e ha aggiunto:

“Se Babak fosse tornato in Iran, oggi sarebbe morto insieme agli iraniani scesi in strada in nome della libertà. Il premio va alla storia di Babak, e desidero dedicarlo ai giovani iraniani morti in nome della libertà. Non mi piace pensare che siano morti invano e continueremo a ricordarli perché sono eroi contemporanei.

Ancora prima della guerra, il 28 dicembre 2025, sono scesi nelle strade tantissimi giovani, giovani bellissimi, pieni di vitalità, di energia, chiedevano libertà e un futuro diverso, e per questo sono stati massacrati, impiccati o arrestati, e quando ti arrestano, nelle carceri succede quello che è successo a Babak: si subiscono torture psicologiche e fisiche che lasciano danni permanenti.

La guerra vera la fa il Regime Islamico contro il popolo da 47 anni, minacciando anche le voci dei dissidenti in esilio come quella di Rayhane Tabrizi (attivista e presidente dell’Associazione Manaa) finita in una lista nera di dissidenti creata dal regime e Pegah Moschirpour attivista nota al gran pubblico dopo l’apparizione sul palco del Festival di Sanremo, dopo diffamazioni, minacce e un messaggio lasciato dietro la porta di casa, in Italia vive tutelata dalle forze dell’ordine italiane.

O come Mehrbanoo Memarzadeh, danzatrice e attivista politica, che nelle sue performance a Dusseldorf interpretava il ruolo delle madri iraniane che chiedono giustizia (le madri i cui figli sono stati imprigionati o uccisi dalla Repubblica Islamica), e il 21 luglio 2026, appena ha aperto la porta della sua casa di Aachen è stata picchiata brutalmente ed è finita in ospedale.

Lo dedico, quindi, anche a coloro che continuano a lottare fuori dall’Iran per la libertà del loro popolo. Anche Babak ha subito diverse minacce e aggressioni in Germania, che non sempre gli è stato permesso di denunciare – continua la giornalista –, l’ultimo episodio, in strada, davanti casa sua a marzo 2025.

Il più feroce nel 2022 a Berlino è finito su tutte le più importanti testate tedesche tra cui BILD, The Guardian, Spiegel, Welt e dove i colpevoli non sono stati mai identificati dalla polizia tedesca seppure il fatto sia avvenuto in una strada piena di telecamere e davanti agli occhi di 3 sentinelle della polizia che piantonavano l’Ambasciata iraniana.

Anche Babak in Germania ha richiesto di essere tutelato dalla polizia, ma non è mai stato preso in considerazione. Seguo il caso di Babak da diversi anni e sono testimone che anche i suoi diritti di cittadino tedesco non vengono rispettati, come fosse un ostaggio politico”.

premio Iuvara2 - clementina Speranza La giornalista e regista ha poi aggiunto ai nostri microfoni:

“Non siamo riusciti però a goderci la vittoria del premio e le interviste perché a distanza di pochi giorni, il 4 agosto 2026, alcuni poliziotti tedeschi hanno fatto irruzione nell’alloggio in cui si trovava Babak, con l’anziana mamma e la sorella e hanno utilizzato metodi spropositati e parecchio aggressivi per risolvere questioni ordinarie. Sembrava un’irruzione della polizia iraniana in Iran: non si sono subito annunciati, ma lo hanno fatto solo dopo aver forzato la porta senza riuscire ad aprirla. Pertanto Babak e la famiglia si sono impauriti viste anche le recenti aggressioni di iraniani.

Solo in un secondo momento la polizia si annuncia e Babak insospettito per lo strano modo di operare chiama la centrale di polizia per accertarsi della presenza degli agenti. Una volta aperta la porta e appurato che il cane era in terrazza subito hanno preso violentemente Babak che era senza scarpe, nudo con solo gli slip.

Questa volta ho visto tutto: ero in video chiamata. Si scoprirà dopo che la polizia era stata chiamata da un vicino tedesco perché sentiva parlare ad alta voce, ma anche se la stessa polizia mette a verbale che al loro arrivo non hanno percepito rumori fanno irruzione in 6.

È tutto molto strano, Babak e la sua famiglia sono ancora sotto shock, queste azioni violente riaprono traumi e ferite, anche se Babak è stato rilasciato dopo qualche ora e dopo un colloquio con il giudice. Anche io sono ancora turbata. Non è normale che non si riesca ad avere tranquillità e sicurezza neanche tra le mura domestiche. E che gente perbene che dovrebbe essere tutelata e protetta, continui invece a subire soprusi.

Non è normale che la polizia continui a sbagliare e a non essere ritenuta responsabile dei danni che provoca. Babak è un mediatore di pace, un artista, credo abbia già avuto una vita difficile e abbia tutto il diritto di vivere sereno dedicandosi al sociale e all’arte. Proveremo ad agire legalmente, seppure in Germania è difficile, anzi pressoché impossibile, trovare un avvocato che agisca contro la polizia”.

Presto a Milano si terranno delle proiezioni di Stai Fermo lì con talk con la presenza della regista, del protagonista e altri ospiti.


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