Giornate Fai di Primavera sabato 26 e domenica 27, tutti i luoghi da visitare.

Sabato 26 e domenica 27 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Oltre 128 luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti in 57 città saranno visitabili a contributo libero, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, grazie ai volontari delle Delegazioni, Gruppi FAI e Gruppi FAI Giovani attivi in Lombardia.

 

Le Giornate FAI quest’anno compiono “trenta primavere”: dal 1993 a oggi, 14.090 luoghi di storia, arte e natura aperti in tutta Italia, visitati da oltre 11.600.000 di cittadini, grazie a 145.500 volontari e 330.000 studenti “Apprendisti Ciceroni”. Un traguardo esaltante, che tuttavia non potrà essere solo una festa. Nel pieno di una guerra che segna tragicamente la storia europea, non è il momento di festeggiare, né di invitare gli italiani a distrarsi nel puro godimento delle meraviglie del nostro Paese, ma piuttosto a concentrarsi sul significato e sul ruolo del patrimonio culturale che riflette la nostra identità, testimonia la nostra storia e rinsalda i valori del vivere civile. In cos’altro si incarna, del resto, l’identità di un popolo se non nella sua storia, nella cultura e nella tradizione? I monumenti, il paesaggio, le opere d’arte raccontano chi siamo a chi non ci conosce e alle generazioni presenti e future: il patrimonio culturale è come il patrimonio genetico di un popolo, che conserva a perenne memoria un codice di esperienze e valori condivisi su cui si fonda la nostra umanità.

Mai come quest’anno, allora, le Giornate FAI mostrano il loro più autentico spirito civico ed educativo, che è nella missione del FAI: visitare i luoghi eccezionalmente aperti dai volontari del FAI sarà l’occasione per conoscere la nostra storia e riflettere su quanto può insegnarci per affrontare il presente e il futuro, perché ciò che siamo e che abbiamo non sia dato per scontato, ma sia compreso e apprezzato come esito di lunghi e talvolta drammatici trascorsi che ci accomunano come italiani, europei, e con l’umanità tutta. Proteggere, conservare e valorizzare il patrimonio culturale, aprendolo al pubblico e invitando tutti gli italiani a conoscerlo e frequentarlo: questa è la missione del FAI, che proprio in questi tempi bui, in queste Giornate FAI, trova un senso ancor più profondo e una funzione ancor più necessaria e urgente.

 

Il FAI, come istituzione della Repubblica, ha scelto di esprimere in maniera esplicita la vicinanza e la solidarietà con il popolo ucraino esponendo i colori della sua bandiera in tutta la comunicazione e nei Beni, ma la Fondazione vuole dare un contributo concreto e perciò si impegna oggi formalmente a finanziare il recupero di un’opera d’arte del patrimonio culturale ucraino che sarà individuato non appena cesserà la guerra e sarà avviata la ricostruzione del Paese.

 

Chi deciderà di prendere parte alle Giornate FAI potrà offrire un contributo per sostenere la Fondazione. Ai partecipanti verrà suggerito un contributo non obbligatorio a partire da 3 euro e la donazione online su www.giornatefai.it consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita; per molti luoghi, soprattutto nelle grandi città, la prenotazione online è consigliata per garantirsi l’accesso alla visita. Chi lo vorrà, potrà sostenere ulteriormente il FAI con contributi di importo maggiore oppure con l’iscrizione annuale, sottoscrivibile online o in piazza in occasione dell’evento (box in fondo per dettagli).

 

Un weekend per riconnetterci alla storia e alla cultura dell’Italia, che permetterà ai visitatori di sentirsi parte dei territori in cui vivono e di cui spesso non conoscono appieno la bellezza e il valore. Verranno aperti ville e palazzi storici, aree archeologiche, chiese di grande valore architettonico o storico-artistico, esempi di archeologia industriale, castelli, biblioteche, collezioni d’arte e musei. Non mancheranno itinerari nei borghi alla scoperta di angoli meno noti del paesaggio italiano, dove si conservano tesori nascosti e si tramandano antiche tradizioni, e visite didattiche in parchi urbani, orti botanici, giardini storici e cortili, che nascono dall’impegno messo in campo dalla Fondazione per la diffusione di una più ampia “cultura della natura”.

Le Giornate FAI di Primavera si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). A coloro che decideranno di partecipare verrà suggerito un contributo non obbligatorio a partire da 3 euro, utile a sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. La donazione online consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita. Per molti luoghi, soprattutto nelle grandi città, la prenotazione online è consigliata perché garantisce l’accesso alla visita.

Sarà inoltre possibile sostenere ulteriormente la Fondazione con contributi di importo maggiore oppure con l’iscrizione annuale, online o in piazza in occasione dell’evento, un gesto concreto in difesa del patrimonio d’arte e natura italiano che permette di godere di vantaggi dedicati. In occasione delle Giornate di Primavera, gli iscritti FAI potranno beneficiare di aperture e visite straordinarie in molte città e altre agevolazioni e iniziative speciali.

Le visite si svolgeranno nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19 vigenti, l’accesso è consentito alle sole persone in possesso di Green Pass Rafforzato ed è obbligatorio l’utilizzo di mascherine FFP2. Il Green Pass non è obbligatorio per i bambini al di sotto dei 12 anni e per i soggetti esenti in base a idonea certificazione medica.

 

 

Le Giornate FAI di Primavera chiudono la Settimana Rai di sensibilizzazione dedicata ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dal 21 al 27 marzo, come ormai da oltre 10 anni, la Rai sarà infatti in prima linea al fianco del FAI con tutti i canali radiofonici e televisivi e attraverso RaiPlay per creare un racconto corale che metterà al centro la bellezza e la sostenibilità del nostro patrimonio artistico e paesaggistico.  Rai è Main Media Partner del FAI per sensibilizzare tutti gli italiani alla cura e valorizzazione del nostro Paese e supporta in particolare le Giornate FAI di Primavera 2022, anche attraverso la collaborazione di Rai per il Sociale.

 

Le Giornate FAI di Primavera 2022 sono possibili grazie al prezioso contributo di importanti aziende illuminate:

Ferrarelle, acqua ufficiale del FAI e Partner degli eventi istituzionali, da undici anni prezioso sostenitore dell’iniziativa presente con il suo Parco Sorgenti di Riardo (CE) nella lista dei luoghi visitabili e impegnata insieme alla Fondazione in importanti attività di sensibilizzazione sul corretto riciclo del materiale plastico.

Fineco, una delle più importanti realtà FinTech in Europa e fra le principali reti di consulenza in Italia, crede fermamente che la cura e il valore del patrimonio artistico e culturale siano un asset strategico per lo sviluppo del Paese e per questo è il prestigioso Main Sponsor dell’evento.

Un grazie particolare a Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine, costituita da Leonardo nel 2018 per promuovere la cultura industriale e valorizzare il proprio patrimonio museale che quest’anno, in occasione dell’evento, apre al pubblico anche il Museo del Centro Spaziale del Fucino – Telespazio e il Museo WASS di Livorno; a Edison, azienda leader della transizione energetica storicamente vicina al FAI, da sempre impegnata nel miglioramento del profilo di sostenibilità ambientale dei luoghi e dei beni di interesse culturale e sociale del nostro Paese, nel 2018 ha avviato con FAI un percorso verso la sostenibilità e un uso più efficiente delle risorse e da quest’anno un progetto di tutela della biodiversità. Edison sarà inoltre presente in questa edizione con l’apertura delle Centrali Idroelettriche “Carlo Esterle” e “Angelo Bertini” (MB) e lo storico Palazzo Edison di Milano.

Si ringraziano inoltre DHL Express Italy, che riconferma il suo contributo all’iniziativa in qualità di Logistic Partner e l’Ippodromo Snai San Siro di Milano per la rinnovata apertura e il prezioso sostegno locale.

 

Si ringrazia per la collaborazione la Commissione europea, da alcuni anni partner delle Giornate FAI attraverso l’Ufficio di Rappresentanza a Milano, con la quale verranno proposte aperture speciali a tema europeo.

L’evento si svolge con il Patrocinio del Dipartimento della Protezione Civile, del Ministero della Cultura, di Regione Lombardia, di tutte le Regioni e le Province Autonome italiane.

 

Grazie di cuore alle 19 Delegazioni, 7 Gruppi FAI, 16 Gruppi FAI Giovani e il Gruppo FAI Ponte tra culture, e a tutti i volontari attivi in Italia. Ad affiancarli ci saranno gli Apprendisti Ciceroni, studenti che desiderano attuare con i propri docenti un’esperienza sul campo come percorso formativo per le competenze trasversali e l’orientamento, o che hanno scelto autonomamente di mettersi in gioco per vivere un’esperienza di cittadinanza attiva coinvolgente e memorabile.

 

Un ringraziamento particolare per il generoso sostegno alla buona riuscita della manifestazione all’Arma dei Carabinieri per il contributo alla sicurezza dell’evento e alla Croce Rossa Italiana per una partnership ormai consolidata negli anni, a prezioso supporto in questo periodo di emergenza sanitaria. Grazie al Fondo Edifici di Culto, amministrato dal Ministero dell’Interno, per averci concesso le aperture della Chiesa di S. Ignazio all’Olivella e dell’Oratorio di S. Filippo Neri a Palermo.
Ringraziamo infine in modo speciale i proprietari delle centinaia di luoghi aperti in aggiunta ai nostri Beni e le amministrazioni comunali che hanno accolto questa iniziativa.

 

 

Elenco completo dei luoghi aperti in LOMBARDIA e modalità di partecipazione all’evento su: www.giornatefai.it

IMPORTANTE: Verificare sul sito i luoghi aperti ed eventuali variazioni di programma

in caso di condizioni meteo avverse

 

Le aperture di Giornate FAI di Primavera 2022 a Milano

 

MILANO

Palazzo Edison

Costruito su progetto dell’architetto Enrico Combi tra il 1891 e il 1892 per conto della Società Strade Ferrate del Mediterraneo, nel 1923 il palazzo fu acquistato dalla Società Edison. Di particolare interesse risultano la Sala Azionisti, con la copertura a vetri colorati in stile liberty e la Sala Consiglio denominata anche Sala Fontana, perché al suo interno si trova una fontana in marmo che, oltre ad avere una funzione decorativa, serviva, grazie all’acqua emessa dalle numerose bocchette, ad assorbire il fumo dei sigari e delle sigarette consumati nel corso delle riunioni. Recentemente sono state completate due nuove aree: l’Orangerie destinata a uso uffici e la Caffetteria.

Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Palazzo INPS

Realizzato tra 1928 e 1931 su progetto di Marcello Piacentini, è un esempio significativo di architettura razionalista nonché luogo iconico della città. Mai aperto al pubblico se non in occasione di visite scolastiche, le Giornate FAI permetteranno di scoprirne i molteplici tratti, dalla facciata austera scandita da colonne ioniche e ornata da bassorilievi, fino alle ali laterali di matrice stilistica romana. I visitatori potranno apprezzare la sala rotonda, con l’orologio progettato da Piacentini e affiancato da due geni alati, e i pavimenti con tessiture di marmi bianchi e neri disposti a raggiera; potranno inoltre percorrere la monumentale scala elicoidale impreziosita dalla figura lignea del fanciullo con cornucopia realizzata dal raffinato ebanista Mario Quarti e scoprire la sala riunioni che affaccia su piazza Missori.

Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo dalle ore 10 alle 17.30. Ultimo ingresso alle 17:30.

Palazzo Orsini sede di Giorgio Armani SpA

Il palazzo storico in via Borgonuovo, proprietà di Giorgio Armani dal 1996, è tra le più prestigiose dimore milanesi di origine seicentesca. L’ampia facciata fu disegnata da Luigi Clerichetti a metà XIX secolo ed è scandita da finestre con eleganti cornici concluse al piano nobile da architravi, timpani e lunette. Il cortile risale all’intervento seicentesco, mentre gli interni sono stati realizzati da Luigi Canonica alla fine del Settecento; tra gli elementi architettonici più rilevanti si distingue lo scalone d’onore a doppia rampa illuminato dalla lanterna che si apre sulla cupola sovrastante. Al piano nobile si trovano numerose sale finemente decorate, tra cui lo spogliatoio a pianta ovale dotato di arredi ottocenteschi e soffitto affrescato da Andrea Appiani con il motivo Amore trionfante (1787). Il percorso di visita contempla anche l’affaccio sul giardino privato di casa Armani, che confina con l’Orto Botanico di Brera.

Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30. APERTURA PER ISCRITTI FAI. POSTI ESAURITI

Ippodromo SNAI San Siro

Di proprietà di Snaitech, l’Ippodromo Snai San Siro è da oltre un secolo tra i più prestigiosi palcoscenici ippici internazionali nonché l’unico al mondo a essere stato dichiarato “monumento di interesse nazionale”. Progettato dall’architetto Paolo Vietti Violi e realizzato interamente in stile Liberty, è stato inaugurato nel 1920 ed è composto da piste di gara, di allenamento, tribune e scuderie, immersi in un parco di circa 1.500.000 mq. Sulle sue piste, considerate tra le più selettive al mondo, hanno corso, lottato e vinto alcuni tra i più grandi purosangue e dei più abili fantini della storia dell’ippica. Dal 1999 il complesso ospita la scultura di Nina Akamu Cavallo di Leonardo, realizzata sulla base dei disegni di Leonardo da Vinci per il monumento – mai completato – dedicato a Francesco Sforza. I visitatori potranno ammirare anche i meravigliosi Cavalli di Design, riproduzioni in scala del Cavallo di Leonardo personalizzate da artisti di fama internazionale, e ripercorrere la storia dell’Ippodromo attraverso la mostra “100 anni di emozioni”.

Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Villa Simonetta

Nota in passato con il nome di “villa dell’Eco”, in virtù di un particolare fenomeno acustico che nel Seicento ne fece meta di scienziati e curiosi di tutto il mondo, è l’unico esempio lombardo di villa patrizia rinascimentale suburbana. Edificata probabilmente nel Quattrocento, vide il momento di più glorioso sviluppo architettonico nei primi del ‘500 con Ferrante Gonzaga, governatore di Milano, che chiamò l’architetto di fiducia Domenico Giunti per ristrutturarla e farne una “villa di delizie”. Dopo allora conobbe molti passaggi di proprietà e destinazioni d’uso – da ospedale a fabbrica di candele a osteria – fino ai danni provocati dai bombardamenti aerei nel 1943. La sua storia fu da sempre avvolta dal mistero di numerose leggende, specialmente legate alla figura di Clelia Simonetta e ai suoi amanti, misteriosamente scomparsi. Acquistata nel 1959 dal Comune di Milano, venne infine assegnata nel 1973 alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, di cui è tutt’ora sede.

Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30. POSTI ESAURITI

Panifici Militari presso Caserma XXIV Maggio

Fatto realizzare nel 1894 dalla Società Fondiaria Milanese, nell’ambito del progetto “Quartiere delle Milizie” di fine ‘800, il “Panificio militare” si presenta come una struttura all’avanguardia per l’epoca, dotata di 8 forni ed elevatori per il trasporto ai vari piani superiori di grani e farine. Al piano intermedio si trovavano i magazzini per la conservazione delle materie prime, mentre il secondo ospitava 5 macinatoi. La caserma produceva il pane e lo distribuiva in tutte le caserme della Lombardia, per un totale di oltre 70 quintali al giorno; nel corso della Seconda Guerra Mondiale ha garantito il sostentamento dell’intera città. Con la chiusura tra il 1954 e il 1957 degli ultimi sei panifici militari, quello milanese subì la stessa sorte e le Giornate di Primavera saranno un’occasione eccezionale per visitare un luogo simbolico della città, che ha consentito a molti giovani di apprendere i mestieri di mugnaio, panettiere, fornaio, contabile e macellaio, e che permane profondamente radicato nel cuore dei milanesi.

Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo dalle ore 10 alle 12 e dalle 13 alle 19. Ultimo ingresso alle 18:30.

Monastero Della Visitazione Santa Maria

Arrivate a Milano nel 1713, le monache di Santa Maria della Visitazione (le visitandine) si imposero da subito come il più importante luogo di formazione delle giovani milanesi tra i 43 monasteri presenti a Milano tra la fine del 700 e la fine dell’800. In questo periodo le mura della clausura videro passare oltre 300 educande. Nato tardo barocco con il grande corridoio con altissima volta a botte che ricorda quelli del palazzo di Brera alla semplicità degli interni alterna dettagli cesellati come il lavabo nei pressi del refettorio fino al ricco altare della chiesa con riferimenti sia a temi mitologici quali il pellicano che si strappa la carne dal petto per darla ai suoi piccoli metafora di Cristo che dona il suo corpo ai fedeli, che al mondo del teatro con la scritta che sovrasta il tabernacolo “sic dilexit”. Si visiteranno il cortile, la chiesa e la parte dedicata alla clausura. All’interno, il parlatorio con la ruota che permetteva alle educande di mantenere un minimo contatto con la città.

Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle ore 10 alle 18:30. Ultimo ingresso alle 17:30. APERTURA PER ISCRITTI FAI

Locanda Officina Monumentale – Lom

LOM, ex cascina pertinenziale al Cimitero Monumentale divenuta poi officina, in seguito luogo dismesso, è frutto di un attento intervento di recupero urbano, inserito nella mappa dei luoghi della manifattura milanese. LOM nasce dall’incontro tra Andrea Borri, Michele Borri, Stefano Micelli e Alfredo Trotta e incarna un’idea di futuro artigiano in cui produttività, ricerca, sperimentazione, comunicazione e osmosi con l’esterno si incontrano per potenziarsi a vicenda. Il restauro conservativo di LOM è stato curato e diretto dallo studio Andrea Borri Architetti. Grandissima attenzione è stata posta alle tematiche del recupero e del rispetto dell’originalità del luogo. La visita permetterà di ammirare il giardino, dove le specie vegetali, i camminatoi realizzati con le pietre recuperate dal cantiere, i mobili da esterno in legno recuperato dalle vecchie travi dell’edificio inviano un messaggio di collaborazione e sostenibilità, rafforzato dall’aspetto “sinfonico” della facciata. Sarà possibile poi entrare negli spazi di lavoro e di incontro distribuiti sui tre piani. Una vista inedita sul Cimitero Monumentale da un lato e sulla piccola Scuola di Circo dall’altro, la minimale completezza delle camere della Locanda svelano una nuova idea di lavoro.

Apertura sabato 16 e domenica 17 dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Certosa Di Garegnano

La Certosa venne fondata nel 1349, da Giovanni Visconti, Arcivescovo e Duca di Milano, che ne fece dono, con altri suoi beni personali, all’Ordine Certosino. Nel 1388 Luchino Novello Visconti, nipote di Giovanni, considerato il secondo fondatore, dona alla sua morte, tutti i suoi beni ai certosini. Nel sec. XV, l’aspetto della Certosa venne completamente trasformato. Del complesso della Certosa, poco rimane, infatti oggi si presenta in forme molto diverse, tra rinascimentali e barocche. All’interno, celebre è la decorazione ad affresco, costituita da due distinti cicli pittorici, il primo del manierista Simone Peterzano, maestro del celebre Caravaggio (1578) e il secondo del maggiore interprete del barocco milanese del pieno seicento, Daniele Crespi (1629). Nel corso dei secoli e con molti cambiamenti, qui sono giunti illustri personaggi quali Petrarca, che proprio in questo “rifugio amenissimo e saluberrimo cinto da ogni parte da fonti modeste e limpide” si dedicò al “Canzoniere” e Stendhal che accompagnò Lord Byron che “impazzì per le scene pittoriche”. Oggi perfettamente restaurata, è un vero e proprio gioiello milanese, contraddistinto da un’assoluta coerenza stilistica, frutto della riuscita integrazione fra architettura e pittura.

Apertura sabato 26 dalle ore 10 alle 17 e domenica 27 dalle 13 alle 17. Ultimo ingresso alle 16:30.

Biblioteca Del Parco Sempione

Immersa nel verde, la Biblioteca del Parco, definita anche “biblioteca giardino”, sorge sulla sommità del Monte Tordo nel Parco Sempione, quasi nascosta alla vista dei passanti. L’edificio, realizzato nel 1954 in occasione della X Triennale come Padiglione di Soggiorno o infrastruttura ricreativa, è uno degli interventi più interessanti costruiti a Milano negli anni Cinquanta con la tecnica del cemento armato a vista e l’ambizioso intento di raggiungere l’unità delle arti. Progettato dagli architetti comaschi Ico Parisi e Silvio Longhi e dall’ingegnere Luigi Antonietti. Si ammirerà l’esterno, rapportando l’edificio, per poi accedere all’interno che conserva integra la funzionalità della soluzione spaziale nonostante il perduto arredo originale. Una sosta nel patio permetterà di osservare la presenza di opere scultoree che dialogano con le forme dell’architettura. L’ultima tappa, dopo una breve presentazione del Monumento di Napoleone III (Barzaghi, 1890), suggerirà altri percorsi possibili all’interno del Parco tra le numerose opere artistiche che rendono questo spazio verde urbano un vero museo a cielo aperto.

Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Per questa apertura non è prevista la prenotazione.

Cittadella Degli Archivi
La struttura, che occupa un’area di circa 20.000 mq nel quartiere Niguarda, periferia Nord di Milano, risale al 1964. Aperto al pubblico nel 2016, il polo archivistico del Comune di Milano custodisce attualmente circa 80 km lineari di documenti per un totale di 500.000 buste. Di particolare pregio è il cosiddetto “Fondo Storico”, costituito da migliaia di fascicoli oggetto di costante studio e valorizzazione, che raccoglie la documentazione amministrativa dal 1802 (anche se in alcune pratiche sono presenti carte risalenti al Cinquecento) al 1927. Attualmente è in fase di realizzazione un nuovo impianto di archiviazione, che porterà l’intero complesso della Cittadella a circa 190 km lineari complessivi di documenti. Il nuovo polo prenderà il nome di Mi.MA – Milano Metropolitan Archives – e sarà una novità assoluta nel mondo degli archivi. È infatti la prima volta che si realizza un impianto archivistico di queste dimensioni. Durante la visita si potranno ammirare documenti, mappe, fotografie, manifesti, oltre all’impianto di archiviazione interamente meccanizzato: 40 km lineari di fondi – 200.000 faldoni per un totale di circa due milioni di pratiche e fascicoli – gestiti da un archivista speciale, Eustorgio. Un robot di ultima generazione dotato di intelligenza artificiale. Capace di estrarre in maniera automatica le unità presenti in ciascuna delle otto lunghe corsie d’acciaio del suo deposito, Eustorgio contribuisce a fare di Cittadella uno dei più grandi archivi meccanizzati d’Europa.
Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Torre Gorani
La Torre, risalente all’XI secolo, si erge sui resti del palazzo imperiale fatto costruire dall’imperatore Massimiano nel III sec. d.C. ed è ciò che rimane di Palazzo Gorani, un’ampia dimora che prese il nome dalla famiglia che vi abitò nel XVII secolo. I bombardamenti del 1943 distrussero il palazzo, lasciando solo il portale barocco, qualche muro e la torre. Dopo quarant’anni di abbandono, l’area e le testimonianze delle sue diverse stratificazioni hanno ora trovato la loro piena valorizzazione. Un’esperienza unica e straordinaria che permetterà, oltre all’esclusivo accesso alla Torre, di conoscere e scoprire il modernissimo contesto urbano in cui è inserita. Tramite una nuovissima scala elicoidale si potrà infatti salire in cima e godere di una magnifica vista sullo skyline di Milano, dal Castello Sforzesco a Torre Velasca, e ammirare dall’alto i resti di quest’area ricca di storia.
Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:00.  APERTURA PER ISCRITTI FAI
Progetto Mind
L’area su cui il progetto MIND sta lavorando è quella dell’Esposizione Universale del 2015 che ha visto Milano e l’hinterland protagonisti per un intero anno di manifestazioni, convegni ed eventi che hanno richiamato visitatori da tutto il mondo. Nell’area di 1,1 milioni di metri quadrati ereditata dall’Expo 2015, si sta reinventando un nuovo concetto di città in cui ci sarà più verde a disposizione, con spazi per la socializzazione, laboratori, piste ciclabili, un nuovo ospedale. La visita prevede 1 km di percorso a piedi (ritorno in pullman) nel decumano di Expo, la visita del nuovo IRCSS Galeazzi, del nuovo campo “Science for Citizens” dell’Università degli Studi di Milano, della Fondazione Triulza e per concludere dell’edificio di Human Technopole (ex Palazzo Italia). Inoltre, la sostenibilità, il riuso, le auto elettriche, la plastic free e la carbon free sono protagonisti in questo luogo.
Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle ore 10 alle 17. Ultimo ingresso alle 16:00.

 

Le aperture di Milano sono su prenotazione su www.giornatefai.it

 

Si segnalano altre aperture in provincia di Milano:

 

Binasco (MI)

MUMAC – MUSEO DELLA MACCHINA PER CAFFE’ DI GRUPPO CIMBALI

Il MUMAC – Museo della Macchina per Caffè di Gruppo Cimbali, nato nel 2012, in occasione dei cento anni di attività del Gruppo e grazie alla lungimiranza del suo presidente, Maurizio Cimbali, dispone di una collezione unica al mondo di macchine da caffè professionali.

Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 14:00 alle 17:30. Ultimo ingresso alle 16:30.

Prenotazione su www.giornatefai.it.

 

IL BORGO DI BINASCO E IL CASTELLO

Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:30. Ultimo ingresso alle 16:30.

Prenotazione su www.giornatefai.it.

 

Vizzolo Predabissi(MI)

BASILICA SANTA MARIA IN CALVENZANO

Apertura sabato 26 dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 14:00 alle 17:00 e domenica 27 dalle 14:00 alle 17:00.

Ultimo ingresso alle 16:00.

Prenotazione su www.giornatefai.it.

 

Inzago (MI)

NEL CUORE DI INZAGO

Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle 10 alle 17:00. Ultimo ingresso alle 17:00. Non è prevista la prenotazione.

 

Beni FAI aperti a Milano e nel resto di Lombardia:

 

VILLA NECCHI CAMPIGLIO (MI), PALAZZINA APPIANI (MI), PALAZZO E GIARDINI MORONI (BG), MULINO DI MAURIZIO GERVASONI (BG), CASTEL GRUMELLO (SO), VILLA DEL BALBIANELLO (CO), TORRE DEL SOCCORSO (CO), VILLA FOGAZZARO ROI (CO), VILLA E COLLEZIONE PANZA (VA), VILLA DELLA PORTA BOZZOLO (VA), CASA ED EMPORIO MACCHI (VA), MONASTERO DI TORBA (VA), TORRE DI VELATE (VA), ANTICA EDICOLA DEI GIORNALI (MN)

Per informazioni e prenotazioni: www.giornatefai.it

 

 

Altre aperture in LOMBARDIA:

 

Calco (LC)

Villa La Vescogna

La Villa assunse la fisionomia attuale a cavallo tra i secoli XVI e XVII a opera dei conti Marliani, subentrati nella proprietà alla famiglia Calchi per via matrimoniale. Dopo il fallimento dell’ultimo Marliani, a fine Settecento, Villa Marliani giunse – all’inizio del secolo XIX – nelle mani dei Ghislanzoni, famiglia lecchese che annovera tra i suoi antenati Antonio Ghislanzoni, librettista di Giuseppe Verdi, che proprio alla Vescogna avrebbe trovato l’ispirazione per i testi dell’Aida. Altro personaggio celebre della famiglia fu Giuseppe Ghislanzoni, pilota aviatore nella Prima Guerra Mondiale nella stessa squadriglia di Francesco Baracca. A fine Ottocento i Ghislanzoni acquistarono anche la parte di Villa Calchi riunendo tutta la contrada della Vescogna sotto un unico proprietà come al tempo dei Calchi. In Giornate FAI si visiteranno alcune sale interne della dimora per poi proiettare l’attenzione all’esterno con il giardino all’italiana su due livelli e con l’area della grande piscina inaugurata negli anni cinquanta dell’ultimo secolo.

Apertura sabato 26 e domenica 27, dalle 10 alle 17. Ultimo ingresso alle 16:30.

Bergamo

Palazzo Frizzoni

Sede del Municipio, sorge nel cuore della città bassa, a breve distanza dall’asse viario che collega alle antiche mura veneziane patrimonio dell’Unesco. Realizzato nella prima metà dell’Ottocento, Palazzo Frizzoni è un notevole edificio neoclassico, commissionato a Rodolfo Vantini nel 1825. In occasione delle Giornate sarà possibile visitare ambienti normalmente inaccessibili al pubblico, come gli uffici del Direttore Generale, degli Assessori e del Sindaco, interessanti per i pavimenti a mosaico veneziano, le decorazioni a stucchi, gli affreschi ispirati a paesaggi romantici, e gli arredi d’epoca. Sarà visitabile anche la sala consiliare, affrescata nel 1849-50 sotto la guida di Achille Funi, mentre percorrendo la Galleria dei Cardinali, dove sono esposti i ritratti dei cardinali bergamaschi, si giungerà alla Sala Caccia, dal ricco soffitto affrescato con raffigurazioni di animali, usata dai Frizzoni, ricca famiglia di commercianti, come punto di partenza per le passeggiate nel giardino retrostante. La visita permetterà di ammirare un eccellente esempio di riuso a fini pubblici di un palazzo nato come residenza privata, senza intaccarne il fascino borghese ottocentesco.

Apertura sabato 26 dalle 14 alle 18; domenica 27 marzo dalle ore 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 18. Ultimo ingresso alle 17.

Brescia

Palazzo Arici Mazzola Panciera di Zoppola Bona

Situato nel centro della città, il Palazzo si caratterizza per le belle linee rinascimentali del suo portale e per alcuni ambienti rilevanti per la comprensione dell’ultimo barocco, inteso come creazione di spazi architettonici illusionisticamente “aumentati” attraverso l’uso di quadrature prospettiche. Tra questi, l’ingresso voltato – vero e proprio cannocchiale ottico – che con una finta prospettiva simula la vista di un giardino e un paesaggio in lontananza; il Salone del piano nobile, con codici simbolici collegati all’uso della raffigurazione dei fiori, dei personaggi teatrali, come pure degli dei che animano l’Olimpo sfondando il tetto del Salone; lo scalone d’onore, con una splendida Gigantomachia di autore ignoto che attraverso l’espediente del tromp l’oeil propone uno spazio dilatato nel quale si aprono nicchie, scaloni, fontane, balconate e cupole.

Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo dalle ore 10 alle 17. Ultimo ingresso alle 17. POSTI ESAURITI

Sale Marasino (BS)

Palazzo Martinengo

Fu costruito agli inizi del ‘500 dal conte Marco Secco d’Aragona, signore di Caravaggio e Calcio che risiedeva nel castello di Calcio. È un bell’esempio di architettura tardo rinascimentale, opera di architetto ignoto, che ha saputo con mano sicura inserirsi nella natura, sfruttandone le possibilità scenografiche, oggi in parte perdute. Assai pregevole la loggia centrale che si affaccia sul lago, interamente dipinta, modello di integrazione tra architettura e natura: quattro grandi riquadri con paesaggi fantastici, ornatissime prospettive di palazzi, giardini all’italiana e fontana con statua di Nettuno, aiuole geometriche e piscine; busti di personaggi in finto marmo. I visitatori saranno accompagnati in un palazzo eccezionale per unicità, stato di conservazione, storia e leggende. Visitando le sale si racconteranno episodi di storia recente legati ai sette pianoforti del conte Carlo Martinengo che ospitò Arturo Benedetti Michelangeli. Affacciati sul lago si ricorderà il bombardamento del 5 novembre 1944 che distrusse una parte del palazzo e causò l’affondamento del battello di linea Iseo – Montisola.

Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Como (CO)

Dosso Pisani

La villa dello scrittore scapigliato Alberto Carlo Pisani Dossi, conosciuta come Dosso Pisani, sorge su uno sperone di roccia naturale della collina di Cardina e osserva dall’alto la città di Como e il lago fino alla sua riva opposta. Circondata da uno splendido parco di alberi d’alto fusto che la immergono in una che voleva richiamare i dipinti del pittore simbolista Arnold Böcklin, la villa fu realizzata da Luigi Conconi e Luigi Perrone, e rappresenta un unicum nel panorama dell’epoca, per il forte dialogo con la natura e il gioco dei piani che segue la morfologia del terreno. Stilisticamente a cavallo tra Liberty ed Eclettismo, vi si scorgono elementi di derivazione classica intrecciati a decorazioni che ricordano Otto Wagner e la Secessione viennese. Privata e mai visitabile, la villa apre per la prima volta in esclusiva agli iscritti FAI, che potranno ammirare l’architettura e la ricchezza degli spazi interni ed esterni, come il celebre “portico degli amici”, le sale di rappresentanza del piano nobile e lo splendido panorama del lago che si gode dalle terrazze.

Apertura sabato 26 marzo, dalle ore 9.30 alle 17.30. Ingresso riservato agli iscritti FAI. POSTI ESAURITI

Montorfano (CO)

Villa Barbavara

La Villa di Montorfano fu costruita dal Conte Nicolò II al centro di un complesso preesistente che aveva funzioni strategico-difensive, risalente al 1350. Fu completata nella seconda metà del 1500. La Villa è attualmente abitata dai Conti Barbavara e non è normalmente accessibile al pubblico. La visita inizierà dal portico di fronte alla Villa con una breve introduzione alla sua storia. Proseguirà poi all’interno con il Salone d’Onore, tra ricordi di famiglia e di personaggi illustri che sono stati ospiti della Villa nel corso dei tempi. Si visiteranno alcune salette private, la Sala delle Armi e la Sala da pranzo. Il percorso continuerà poi all’esterno con una passeggiata nel Parco della Villa fino alle sponde del lago, dove si potrà ammirarne il paesaggio da una posizione privilegiata. La visita proseguirà verso l’area dove si trovano le barche da pesca fino ad arrivare alle maestose ghiacciaie, grandi edifici in pietra dove un tempo si raccoglieva e conservava il ghiaccio. In uno di questi edifici è conservata anche un’autentica Lucia, barca simbolo del Lago di Como. Si ritornerà infine verso la Villa dove si visiteranno le scuderie prima di terminare il percorso.

Apertura sabato 26 e domenica 17 dalle 10 alle 17. Ultimo ingresso alle 16.

Soncino (CR)

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La chiesa fu fondata nel 1501, nel 1520 l’edificio fu completato, nel 1528 venne solennemente consacrata alla presenza di Francesco II Sforza, ma solo nel 1530 fu conclusa la straordinaria decorazione pittorica voluta dal duca stesso forse come grandioso ex voto alla Vergine. Nonostante l’instabilità politica e finanziaria di quegli anni, Soncino vide il compimento del suo monumento artistico più pregevole. Per questo straordinario progetto, i Carmelitani godettero dell’appoggio e del mecenatismo degli Sforza e dei feudatari di Soncino, i marchesi Stampa, che ne fecero la loro cappella privata. L’apertura nelle Giornate FAI prevede una visita all’esterno, per il racconto della storia e delle fasi costruttive di questo complesso, affacciato sulla valle del fiume Oglio, e del paesaggio che lo circonda. Dopo la descrizione dell’abside e del campanile, si proseguirà all’interno per il commento dei cicli pittorici, dei fregi in terracotta e delle cappelle. In via eccezionale sarà possibile accedere ad alcuni ambienti solitamente non fruibili dal pubblico: il presbiterio e l’abside eptagonale con i monumenti funebri dei marchesi Stampa, feudatari di Soncino dal 1536, anno in cui Carlo V elevò il borgo di Soncino in marchesato concedendolo a Massimiliano Stampa fino al 1876.

Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Ultimo ingresso alle 17.

Mantova

Palazzo Municipale Di Mantova

Il Palazzo Municipale di via Roma, in pieno centro storico, è sede istituzionale del Comune di Mantova dal 1797, quando la Congregazione Delegata (cioè l’amministrazione civica sotto il governo austriaco) lo prese in affitto dal conte Giacomo Mellerio di Milano per trasferirvi gli uffici precedentemente ospitati in un’ala del Palazzo Ducale. Il percorso di visita si snoda tra gli ambienti che costituiscono gli odierni uffici comunali alla scoperta delle tracce e degli elementi che permettono di raccontare non solo la storia di questo palazzo ma, soprattutto, la storia della città, attraverso i suoi cittadini. A partire dalle lapidi commemorative poste nell’androne d’ingresso e lungo lo scalone che conduce al piano nobile. Si potranno ammirare i busti in bronzo dei personaggi mantovani illustri, a partire da quello di Virgilio del 1821 e la Sala Consiliare.

Apertura sabato 26 dalle 14 alle 18 e domenica 27 dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.
Varedo (MB)

Villa Bagatti Valsecchi

La villa fu costruita nel 1878, trasformando una cascina già censita nel 1721, dagli architetti Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, discendenti dai nobili milanesi Bagatti a cui nel 1523 le monache del monastero di Santa Maria Maddalena avevano ceduto i loro terreni di Varedo. Nel XVI secolo, dopo l’unione con i Valsecchi, la famiglia vi si stabilì per sfuggire alle periodiche epidemie di peste. Nel 1884 ebbe inizio la sistemazione del grande parco. Durante la visita si racconterà la storia della famiglia Bagatti Valsecchi e verranno illustrati i vari ambienti della villa in stile eclettico e il grande parco che la circonda. Scopriremo che la villa è inserita in una aggregazione di più edifici: scuderie, serre, portineria, tra loro indipendenti, ma legati da una linea continua di percorsi. Potremo ammirare i diversi stili architettonici che la caratterizzano: colonnati e portici di stile classico, decorazioni rinascimentali alle finestre, balconcini e balaustre in ferro battuto in stile barocchetto, come gli affreschi di epoca barocca a tema mitologico presenti in diverse sale. Visiteremo il giardino all’italiana dalle forme geometriche con la grande fontana circolare, il parco su modello inglese con percorsi sinuosi, il lunghissimo viale, il galoppatoio, la ghiacciaia e i resti del Lazzaretto di Milano, acquistati dai Bagatti nel 1883, anno in cui iniziarono i lavori di demolizione dell’edificio.

Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Pieve di Porto Morone (PV)

Palazzo Capelli e il Borgo di Pieve Porto Morone

Palazzo Capelli è una splendida dimora signorile, che appartenne dall’inizio del ‘800 alla famiglia dei Conti Gallarati-Scotti, alla quale rimasero a lungo infeudate alcune terre limitrofe al paese di Pieve Porto Morone, comprese quelle del vicino paesino di Zerbo, del quale furono Signori. L’edificio risale ai secoli XVII e XVII; su un cartiglio affrescato in uno dei vani del sottotetto è raffigurato l’anno 1618. Il palazzo si trova al centro del paese e probabilmente fu eretto per rimpiazzare il castello, irrimediabilmente distrutto in seguito ai vari eventi militari. Il percorso di visita partirà dalla corte di Palazzo Capelli, dove verrà raccontata la storia del borgo – le cui origini risalgono all’epoca romana – lo sviluppo dell’abitato con la costruzione del castello dei Conti Rovescala (oggi purtroppo scomparso); si entrerà quindi all’interno del sontuoso Palazzo, per scoprirne i saloni e gli ambienti al piano terreno, tutti affrescati, e le camere da letto del primo piano, con la celebre “camera dell’Amore”. Ci si affaccerà anche sull’immenso parco privato, arricchito da essenze secolari, viali alberati e un laghetto.

Apertura sabato 26 dalle 14 alle 18 e domenica 27 dalle 10 alle 18.  Ultimo ingresso alle 17:30.

Cigognola (PV)

Castello

Svettante sulle colline dell’Oltrepò Pavese, il Castello di Cigognola è una secolare residenza privata che sorge in posizione dominante sulla Valle Scuropasso. Documentato già nel XII secolo, nel Medioevo fu conteso tra le famiglie dei Sannazzaro, dei Beccaria e dei Visconti, per trasformarsi in vera e propria corte umanistica nel Rinascimento. Nel XIX secolo Don Carlo Arnaboldi-Gazzaniga rimaneggiò la struttura in chiave neogotica. Nel ‘900, nel salotto letterario di Mimmina Bricchetto Arnaboldi si potevano incontrare personalità come Montale, Quasimodo, Croce e Bacchelli. Nel 1982 un incendio danneggiò pesantemente l’edificio; i coniugi Moratti, proprietari del Bene, ne affidarono la ricostruzione a Renzo Mongiardino, architetto, scenografo prediletto da Franco Zeffirelli e maestro del decòr storicistico, ed è così che rinacquero ambienti luminosi in cui trovano spazio arredi e opere d’arte di pregio. La visita consentirà eccezionalmente agli iscritti FAI di scoprire la residenza privata, con il Salone della Caccia, la Biblioteca, la Sala del biliardo.

Apertura sabato 26 e domenica 27 dalle 10 alle 13 dalle 14 alle 17:30. Ultimo ingresso alle 17.  APERTURA PER ISCRITTI FAI. SOLD OUT.

Cornaredo (MI)

Attrezzeria Rancati

Nata a Milano a metà Ottocento, l’Attrezzeria Rancati è la bottega d’arte della famiglia Sormani, che da quattro generazioni si occupa di realizzare oggetti di scena per le rappresentazioni teatrali e cinematografiche. Tra i primi fornitori ufficiali del Teatro La Scala, insieme alla sede di Roma ebbe il suo apice negli anni ’50, il periodo d’oro delle produzioni cinematografiche italiane e straniere – tra le tante, pellicole come La dolce vita, Roma città aperta, Cleopatra, Ben Hur. Nel 1865 la sede milanese si trasferì a Cornaredo, dove tuttora produce oggetti di metallo, legno, cuoio e materiale plastico per set e palcoscenici di tutto il mondo. Tra le tante committenze si annoverano film come Il Gladiatore, I Pirati dei Caraibi, Robin Hood, I Borgia, I Tudors, Exodus. La struttura è suddivisa in vari laboratori artigianali, dove si possono osservare le tecniche di produzione e lavorazione di vari materiali, dai metalli al legno. Custodisce inoltre un patrimonio di costumi, arredi, decorazioni di ogni forma e stile che hanno impreziosito le più importanti produzioni cinematografiche, teatrali e televisive da oltre un secolo e mezzo.

Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17.

Bormio (SO)

Chiesa del Sassello

Il nuovo Gruppo FAI di Bormio e Alta Valtellina è entusiasta di partecipare alle Giornate FAI di Primavera. Per l’occasione i visitatori potranno scoprire la Chiesa del Sassello di Bormio, che concorrerà a luogo del cuore nel prossimo censimento. Chiesa della Beata Vergine del Sassello o della Pazienza Bormio, dedicata alla Visita di Maria a Elisabetta, comunemente nota come del Sassello a motivo del sasso sul quale la chiesa è ancorata. Le prime notizie sono offerte da un’antica iscrizione conservata nello sguincio della finestrella absidale, dove si legge che l’edificio venne fatto costruire nel 1398 da Giovanni Ianacini al cui figlio Brizio rimase il compito di completarne la decorazione. Dopo la fortuna iniziale la chiesa del Sassello fu trascurata e abbondonata, con conseguente dispersione del patrimonio. Nel corso del 1600 fu avviata una campagna di recupero curata dal sacerdote Baldassarre Bellotti che a partire dal 1684 diede inizio ad una serie di migliorie: la chiesa fu ampliata e si realizzò un nuovo altare ligneo. A questo secolo risalgono anche le più antiche tavolette votive.

Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo dalle ore 10 alle 12 e dalle 14 alle 18. Ultimo ingresso alle 17.

Lonate Pozzolo (VA)

Chiesa Parrocchiale di Sant’Ambrogio

I lavori di costruzione furono interrotti più volte tra il 1500 e il 1513 a causa di guerre e saccheggi e si conclusero intorno al 1520. A partire dal Settecento agli affreschi dipinti sopra gli altari laterali subentrarono le statue dei santi corrispondenti. I santi dipinti nella volta dell’aula sono del 1903, le scene dipinte dentro le cappelle ottocentesche sono del 1947-48. Dal 1951 sotto la mensa dell’altare maggiore giace il corpo di san Fortunato martire, proveniente dalle catacombe romane. La particolarità decorativa dell’abside della chiesa lonatese consiste nella predominanza delle grottesche di grandi dimensioni, su fondo ocra puntinato negli spicchi, a monocromo nelle lesene. In ogni spicchio si stagliano maestose grandi candelabre affiancate da cornucopie, draghi alati, sfingi, uccelli, delfini, intrecciati in un lussureggiante viluppo di elementi vegetali e animali. All’interno di questo fantasioso groviglio vi sono poi coppie di angeli musicanti, in atteggiamento danzante, con i loro strumenti in mano. Pregevoli sono anche gli affreschi di una delle due nicchie della navata: la cappella di san Pietro Martire.

Apertura solo domenica 27 dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Varese
Villa Aletti Spartivento

L’edificio fu costruito alla fine dell’Ottocento per le sorelle Manini. La proprietà passò poi alla famiglia Zappelli e infine ai Belloni. In seguito alle nozze tra Amelie Belloni e Arturo Aletti, fu acquisita nel 1957 e prese di nome di Villa Aletti. Le vicende della famiglia Aletti sono legate alla realizzazione della rete ferroviaria calabro-lucana, tanto che la villa è nota come Villa Spartivento, probabilmente dal nome di Capo Spartivento, località in provincia di Reggio Calabria. Per la prima volta sarà aperta al pubblico e visitabile interamente con il suo immenso giardino all’inglese.

Apertura sabato 26 dalle 14 alle 18 e domenica 27 dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Cornate d’Adda (MB)

Centrale idroelettrica Angelo Bertini

In servizio dal 1898, la Bertini è la più antica centrale idroelettrica di Edison e con i suoi 9800 kW di potenza all’epoca era seconda soltanto a quella delle cascate del Niagara. L’impianto è collocato sul medio corso dell’Adda, in una posizione molto suggestiva, con l’opera di presa a Paderno d’Adda e l’officina elettrica a Cornate d’Adda. Il fabbricato centrale conserva le originarie forme architettoniche, con decorazioni a motivi ornamentali all’interno e rivestimenti in pietra locale, il famoso ceppo dell’Adda, all’esterno. La progettazione elettrica, concepita ex novo, fu affidata a Galileo Ferraris e Charles Brown; i lavori furono coordinati dal direttore tecnico di Edison Angelo Bertini. L’impianto, ammodernato nel 1998, è oggi telecondotto.

Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo dalle ore 10 alle 18.30. Ultimo ingresso alle 17:30.

Cornate d’Adda (MB)

Centrale Idroelettrica Carlo Esterle

Il successo della centrale Bertini indusse la Società Edison a completare lo sfruttamento idroelettrico del medio corso dell’Adda. Il 15 maggio 1914 prese servizio il nuovo impianto; nella sala macchine furono installati sei gruppi generatori, ciascuno costituito da due turbine Francis ad asse orizzontale, per la potenza di 30900 kW. Dal 1998 il macchinario è stato più volte ammodernato nel rispetto delle forme originali. Il fabbricato della sala macchine, secondo il gusto del tempo, è in stile eclettico, con forti richiami al gotico lombardo: gli ornamenti alle pareti con motivi geometrici e floreali intrecciati, le colonne all’ingresso, i pavimenti a tarsie, lampade, lampioni e grondaie in ferro battuto – tra cui i celebri doccioni a testa di drago probabilmente realizzati su disegno di del maestro del ferro battuto Alessandro Mazzucotelli, nonché le imponenti vetrate neogotiche lo rendono un esempio notevole di architettura monumentale applicata all’industria.

Apertura sabato 26 e domenica 27 marzo dalle ore 10 alle 18.30. Ultimo ingresso alle 17:30.

 

E inoltre:

 

Tantissimi altri percorsi sono previsti in Lombardia per questa edizione: dai borghi come quello di Ardenno (SO), passando per Cemmo (BS), alla scoperta del suo centro storico e delle attività della lavorazione della pietra, arrivando a Tavernole sul Mella (BS). Saranno aperti anche dei musei come il Museo Agusta a Samarate (VA), il Museo Valtellinese di Storia e arte (SO) e il Museo del Forno (BS). Apriranno le loro porte anche ville e palazzi, come Villa Litta Carini (LO), Villa Ex Magni Rizzoli (LC), Villa Monastero (BS), Palazzo Rizzini (MN) e Palazzo Zaccaria Pallavicino(CR). Anche i luoghi di culto saranno oggetto di visite come la Chiesa di Santa Maria alle Cacce (PV) o l’Abbazia Gerolomini (LO). Non mancheranno percorsi legati a tematiche ambientali come l’Acquedotto di Via Bellini a Treviglio (BG), il percorso Naturalistico di Via Gaggio (VA) e per arrivare alle Cave di Cuasso (VA). Saranno aperti anche diversi mulini come i Mulini di Cerete (BG), il Mulino Mauri, il Mulino Valsecchi ad Asso (CO) e il Mulino dei Frati (VA). Sarà possibile ammirare studi d’artista come l’Atelier di Salvatore Fiume (LC) e teatri come il Teatro Civico Roberto De Silva (MI). Queste sono solo alcune delle aperture presenti in Lombardia nel weekend del 26 e del 27 marzo. Per maggiori informazioni circa orari e prenotazioni: www.giornatefai.it