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La guerra in Ucraina tira giù la Borsa.

La targa di piazza degli Affari di Milano in un'immagine d'archivio dell'8 ottobre 2008. ANSA / JENNIFER LORENZINI

Le Borse europee proseguono in pesante ribasso a metà mattinata dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Francoforte cede il 3,3%, Parigi il 3,1%, Londra il 2,4% mentre Milano, in calo del 3,5%, indossa la maglia nera, con i titoli più esposti verso Russia ed Est Europa, come Unicredit (-7%), Pirelli (-6,9%) e Buzzi (-6,2%) sommersi dalle vendite.

Si accentua ulteriormente il balzo del petrolio, che sale di quasi il 7%, con il Brent a quota 103,5 dollari al barile e il Wti a un passo da quota 98. Riprende la sua corsa anche il gas, che balza del 33% sia ad Amsterdam che a Londra. Recuperano un po’ di terreno i future su New York, con Dow Jones e S&P in calo dell’1,6% e Nasdaq del 2,2%. Recupera terreno la Borsa di Mosca, arrivata a perdere fino al 45%: ora l’indice Moex cede il 24% mentre anche il rublo, sostenuto dalla Banca centrale russa, limita il ribasso sul dollaro al 2,5%, scambiando a 83,7 sul biglietto verde. (ANSA).


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