Uno dei beni confiscati dal Centro operativo di Reggio Calabria della Dia, 30 dicembre 2015. Il Centro operativo di Reggio Calabria della Dia ha eseguito un decreto di sequestro e contestuale confisca di beni per 21 milioni di euro nei confronti di un imprenditore dei settori edilizio, immobiliare ed alberghiero ritenuto colluso con una delle cosche storiche del versante ionico della provincia reggina. Il decreto è stato emesso dalla Procura antimafia di Reggio Calabria. I beni confiscati consistono in alcune società, numerosi immobili e vari rapporti finanziari. ANSA/ UFFICIO STAMPA DIA +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
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“Inopportuno” che “sia ancor oggi stata disposta un’apertura solo parziale degli uffici pubblici in tutta Italia: il ‘lockdown’ è finito per tutte le categorie, ma evidentemente non per i servizi pubblici”, eppure “le Conservatorie, il Catasto, Uffici di Stato Civile ed Archivi rappresentano servizi fondamentali per l’economia del Paese in un momento come questo in cui occorre spingere per la ripresa”, ma si osservano “aperture a singhiozzo, poche ore a settimana”.

La denuncia è di Federnotai, il sindacato presieduto da Giovanni Liotta, che denuncia come “già a marzo, secondo i dati diffusi dal Notariato, la flessione del mercato immobiliare è stata da record con picchi di -50% a Milano. Non è possibile proseguire su questa linea”, incalzano i professionisti, auspicando “una soluzione rapida”, perché quanto avviene è “un danno per i cittadini”. (ANSA).

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