In data odierna i finanzieri del Comando Provinciale di Milano, su delega di questa Procura, hanno dato esecuzione a quattro ordinanze di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliaci emesse dal G.I.P. del Tribunale di Milano nei confronti di un sodalizio criminale, attivo nell’organizzazione di eventi della movida, che ha promosso un’attività finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con conseguente autoriciclaggio dei relativi proventi.
Le indagini, coordinate da questo Ufficio e sviluppate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, hanno consentito di acquisire un numero considerevole di elementi di prova che risultano particolarmente significativi circa il modus operandi degli indagati, i quali avrebbero agito in concorso con altri partecipi dell’associazione, tra cui escort e addetti alle pubbliche relazioni.
In particolare, dalle indagini è emerso che, secondo l’impostazione accusatoria, gli indagati avevano incentrato il proprio business sul reclutamento di donne, tra cui anche escort di professione, disponibili a partecipare agli eventi organizzati dal sodalizio e pronte a rendere anche prestazioni di natura sessuale, successivamente remunerate, a favore di una clientela particolarmente facoltosa e disposta a spendere importanti cifre per beneficiare dei predetti servizi.
In particolare, secondo l’accusa, gli indagati “avevano incentrato il proprio business sul reclutamento di donne, tra cui anche escort di professione, disponibili a partecipare agli eventi organizzati e pronte a rendere anche prestazioni di natura sessuale, successivamente remunerate, a favore di una clientela particolarmente facoltosa e disposta a spendere importanti cifre”, tra cui – spiega una fonte – “personaggi molto noti” come imprenditori e calciatori.
Contestualmente alle misure cautelari personali, è stata altresì data esecuzione al sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, per un valore di oltre 1,2 milioni di euro.
L’attività della Guardia di Finanza, rivolta alla ricostruzione dei patrimoni illecitamente accumulati dall’organizzazione criminale, ha in particolar modo permesso di rilevare come le fonti reddituali degli indagati, del tutto sproporzionate rispetto a quelle dichiarate, siano di fatti esclusivamente riconducibili al business legato all’organizzazione di eventi.
La diffusione del presente comunicato stampa è effettuata in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico all’informazione con particolare riferimento al contrasto dei reati di riciclaggio/autoriciclaggio, traffico di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione, altamente lesivi degli interessi della collettività, nonché di ogni altra forma di criminalità economico-finanziaria, ferma restando la presunzione di non colpevolezza delle persone sottoposte ad indagini preliminari, da reputarsi non colpevoli fino alla eventuale sentenza di condanna divenuta irrevocabile.
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