La protesta degli ambulanti in piazza Duca d'Aosta (Foto Mianews)
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Ambulanti dei mercati non alimentari, delle fiere e giostrai: tutti chiedono di poter ricominciare a lavorare. Oltre 200 persone si sono riunite questa mattina in piazza Duca d’Aosta con cartelloni e gazebo per protestare contro le chiusure per l’emergenza Covid e la mancanza di sostegno economico.

“La categoria degli ambulanti è stata bistrattata dall’inizio della pandemia”, spiega Nicola Zarrella presidente di Euro imprese.

“I mercati all’aria aperta sono chiusi e i centri commerciali sono aperti e pieni di gente. Questa è una grossa ingiustizia senza una base scientifica,perché all’aperto il covid ha un impatto minore. Chiediamo un’apertura immediata e un documento ufficiale della Regione e del prefetto, da cui andremo nel pomeriggio, per avere garanzia di riapertura. Altrimenti è la morte di tutti”.

“Siamo qui a manifestare perché sono 14 mesi che non lavoriamo, noi facciamo fiere e sagre e quindi siamo chiusi dall’anno scorso. Ne abbiamo abbastanza di questa situazione, siamo esasperati”, ha spiegato Luca Cacioppo, presidente Euroimprese, fiere e sagre. “Sono arrivati dei piccoli aiuti, che abbiamo dovuto ridare con le tasse. Adesso con il Decreto Sostegni non ci arriverà quasi niente, e noi come andremo avanti? Se non saremo ascoltati, la nostra protesta continuerà”.

I manifestanti hanno chiesto il diritto al lavoro con cori e cartelli, raccontando alcune delle proprie storie con il megafono. Antonella, ad esempio, ambulante da 30 anni, racconta tra le lacrime che verrà sfrattata se non riuscirà a compensare le perdite dell’ultimo anno. La richiesta di riapertura si accompagna quindi a quella di indennizzi per le perdite del 2020.

“Abbiamo presentato dei protocolli di sicurezza sulla base delle fasce di rischio, abbiamo parlato con il governo e le istituzioni, ma non è cambiato nulla”, ha aggiunto Cinzia Veneziano di Confeventi, la federazione unita di tutti gli organizzatori d’Italia.

“Gli ambulanti lombardi stanno subendo una doppia ingiustizia: i megastore stanno lavorando, anche se sono al chiuso, mentre noi che siamo all’aperto, con rischio zero, siamo chiusi”, ribadisce Alessandro Cozzolino di Usl. “In più per la prima volta ci stanno chiudendo senza darci alcuna indennità: almeno l’anno scorso Conte, quando ci ha chiuso, ha messo subito i soldi sul tavolo. Ora invece nessuno si pone il problema di come queste famiglie possano mangiare. Non si vive d’aria”.

Presente alla manifestazione anche Gianmarco Senna, presidente della Commissione attività produttive: “Gli ambulanti devono tornare a lavorare in sicurezza. Ci sono alcune categorie che sono chiuse da troppi mesi e non possono andare avanti in questo modo. Siamo fermamente convinti che debbano poter riaprire: come si va al supermercato, si deve poter andare anche al mercato all’aperto. Contingentando le entrate, con le mascherine e altre misure di sicurezza è possibile”.

“Far sentire la voce di una delle categorie che da un anno a questa parte ha pagato più di altre le conseguenze della pandemia è molto importante. Noi ci sentiamo vicini a loro perché è chiaro che se si fermano le attività produttive si ferma una colonna portante dell’economia”, conferma Massimilano Bastoni, consigliere comunale e regionale Lega.(MiaNews)

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