Il mercato dei mutui ipotecari italiani chiude il 2025 in territorio positivo. Secondo l’analisi condotta da Kìron Partner S.p.A., società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, sui dati di Banca d’Italia relativi al quarto trimestre 2025, lo stock di mutui in essere concessi alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione ha raggiunto quasi 396 miliardi di euro, segnando un incremento dell’+1,22% rispetto al trimestre precedente e del +3,9% su base annua rispetto al quarto trimestre 2024.
Nuovi mutui +23,9%: la ripresa è strutturale
La crescita dello stock circolante non è un dato isolato, ma riflette una dinamica profonda del mercato del credito. A sostenerla è l’aumento delle nuove operazioni di mutuo: considerando i quattro trimestri del 2025 rispetto al medesimo periodo del 2024, le erogazioni sono cresciute del 23,9%.
«La continua crescita è stata sostenuta sia dalla stabilità dei tassi di interesse, sia dalla domanda dei giovani mutuatari, incentivata dal rinnovo delle garanzie statali, che ha reso loro più agevole l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa», spiega Oscar Cosentini, Presidente di Kìron Partner S.p.A. Un dato che fotografa come la combinazione tra costo del denaro relativamente contenuto e strumenti di accesso agevolato abbia rimesso in moto una domanda a lungo compressa, in particolare tra le fasce più giovani della popolazione.
Tassi in risalita: Euribor ed Eurirs anticipano la BCE
Il quadro positivo del 2025 si confronta però con un orizzonte di maggiore incertezza per il 2026. Le tensioni geopolitiche e il conseguente rialzo delle aspettative inflazionistiche hanno invertito il trend dei tassi di mercato, con gli indici Euribor ed Eurirs già in risalita prima della decisione della Banca Centrale Europea di aumentare il tasso di riferimento di 25 punti base.
«Sebbene il 2025 abbia segnato una fase di solida ripresa per lo stock dei mutui circolante, favorita da una dinamica dei costi inizialmente in diminuzione, il mercato si trova oggi dinanzi a un potenziale punto di svolta», osserva Cosentini. La mossa della BCE, tuttavia, non ha colto di sorpresa gli operatori: «L’aumento di 25 centesimi del tasso di riferimento è stato largamente previsto dal mercato, che nella maggior parte dei casi lo aveva già scontato».
Compravendite immobiliari +4,4% nel primo trimestre 2026
Nonostante il cambio di scenario sui tassi, il mercato immobiliare mostra segnali di tenuta. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, le compravendite nel primo trimestre 2026 sono aumentate del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che, secondo Kìron Partner, suggerisce come l’aumento del costo del credito non stia frenando in modo significativo le intenzioni di acquisto delle famiglie italiane, almeno nel breve periodo.
Il combinato disposto di domanda ancora sostenuta, garanzie statali per i giovani acquirenti e un mercato immobiliare che continua a crescere delinea un 2026 ancora positivo per il settore, pur con una maggiore attenzione all’evoluzione dei tassi e delle politiche monetarie europee.
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