Home GazzettaEconomy Milano Professioni Morti sul lavoro 2026: 370 vittime in Italia, Lombardia prima per decessi

Morti sul lavoro 2026: 370 vittime in Italia, Lombardia prima per decessi

Da gennaio a maggio 2026 sono 370 le persone che hanno perso la vita sul lavoro in Italia, un dato in diminuzione del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, ma che conferma quanto il tema della sicurezza resti una delle grandi emergenze del Paese.

Secondo l’analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, le vittime registrate nei primi cinque mesi dell’anno sono così suddivise: 269 decessi avvenuti in occasione di lavoro e 101 durante il tragitto casa-lavoro (in itinere).

Una riduzione ancora presente rispetto allo scorso anno, ma progressivamente meno marcata rispetto ai mesi precedenti. Parallelamente cresce il numero delle denunce di infortunio, arrivate a quota 261.389 (+5,5% rispetto al 2025).

Rossato (Osservatorio Vega): “Fondamentali formazione e controlli”

“Nei primi cinque mesi del 2026 il numero delle morti sul lavoro è ancora inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma la riduzione si assottiglia ulteriormente rispetto ai dati rilevati nei mesi precedenti”, spiega l’ingegner Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega.

“Le 370 vittime registrate a fine maggio, insieme alle 6 regioni in zona rossa e all’aumento delle denunce di infortunio, confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione su formazione e controlli. Particolarmente critico resta il quadro degli over 65 e dei lavoratori stranieri, che continuano a registrare indici di mortalità molto più elevati rispetto alla media nazionale”.

La mappa del rischio: sei regioni in zona rossa

Il monitoraggio dell’Osservatorio Vega divide l’Italia in base all’incidenza degli infortuni mortali, cioè il numero di decessi ogni milione di lavoratori.

A maggio 2026 finiscono in zona rossa, con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media nazionale:

  • Puglia
  • Sicilia
  • Liguria
  • Calabria
  • Trentino-Alto Adige
  • Veneto

In zona arancione si trovano Campania, Umbria, Toscana e Sardegna, mentre in zona gialla figurano Piemonte, Emilia-Romagna, Molise e Lombardia.

Lombardia prima per numero assoluto di vittime sul lavoro

Analizzando il numero complessivo di decessi avvenuti durante l’attività lavorativa, la Lombardia registra il dato più alto in Italia con 40 vittime in occasione di lavoro nei primi cinque mesi del 2026.

Seguono Veneto (31), Sicilia (26), Campania (24), Puglia (23), Toscana ed Emilia-Romagna (20), Piemonte (19) e Lazio (15).

Un dato che conferma il peso del territorio lombardo all’interno del sistema produttivo nazionale e la necessità di continuare a investire su prevenzione, sicurezza e cultura del lavoro.

Over 65: la fascia d’età più a rischio

L’analisi per età mostra come i lavoratori più esposti siano gli ultrasessantacinquenni, con un’incidenza di mortalità pari a 35,8 decessi ogni milione di occupati.

Seguono:

  • lavoratori tra 55 e 64 anni: indice 18,4;
  • giovani tra 15 e 24 anni: indice 10,5.

In termini assoluti, la fascia 55-64 anni è quella che registra il maggior numero di vittime, con 103 decessi su 269 avvenuti in occasione di lavoro.

Lavoratori stranieri: rischio tre volte superiore

Resta particolarmente delicata anche la situazione dei lavoratori stranieri.

Nei primi cinque mesi del 2026 sono 106 le vittime straniere, di cui 73 durante l’attività lavorativa e 33 in itinere.

Secondo l’Osservatorio Vega, l’indice di mortalità degli stranieri è pari a 28,2 morti ogni milione di occupati, oltre tre volte superiore rispetto a quello dei lavoratori italiani, fermo a 9,1.

Donne e sicurezza sul lavoro

Sono invece 39 le donne decedute nel 2026: due in più rispetto allo scorso anno.

Di queste, 25 hanno perso la vita durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, mentre 14 sono morte durante il tragitto casa-lavoro.

I settori con più incidenti

I comparti maggiormente colpiti dagli infortuni mortali nei primi cinque mesi del 2026 sono:

  • Costruzioni;
  • Trasporto e Magazzinaggio;
  • Attività Manifatturiere.

Il giovedì risulta essere il giorno con il maggior numero di incidenti mortali registrati (22,7%), seguito da lunedì e venerdì.

Aumentano le denunce di infortunio

Le denunce complessive di infortunio raggiungono quota 261.389, in crescita del 5,5%.

Il numero più alto arriva dalle Attività Manifatturiere (27.560), seguite da Sanità, Costruzioni, Trasporto e Magazzinaggio e Commercio.

I dati confermano come la sicurezza sul lavoro continui a rappresentare una sfida prioritaria per imprese, istituzioni e lavoratori, dove innovazione, prevenzione e formazione restano strumenti fondamentali per ridurre il numero delle vittime.


 


Scopri di più da GazzettadiMilano.it

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.