La salute vascolare comincia dalla prevenzione

Le malattie vascolari rappresentano una delle principali cause di disabilità e morte nel mondo occidentale, eppure spesso restano silenziose per anni, fino a manifestarsi in modo improvviso e grave. Ictus, stenosi carotidee, trombosi venose profonde, aneurismi aortici: condizioni che in molti casi possono essere prevenute o trattate efficacemente se individuate in tempo.

Ne parliamo con il Dottor Francesco Mezzasalma, chirurgo vascolare,presso il Poliambulatorio Fondazione ATM che ci guida attraverso il mondo della chirurgia vascolare — una specialità in continua evoluzione, sempre più orientata verso tecniche mininvasive ed endovascolari — e ci spiega perché la prevenzione annuale, più che l’intervento chirurgico, rappresenta oggi la vera arma contro le patologie di arterie e vene.

 

D: Può presentarsi e spiegarci di cosa si occupa come specialista?

R: Sono il dottore Francesco Mezzasalma, mi occupo di chirurgia vascolare. La chirurgia vascolare è una disciplina abbastanza significativa che si associa quasi sempre anche alla cardiologia e che ha come caratteristica principale quella di curare le patologie sia arteriose, ovvero dell’arrivo del sangue in periferia, sia le patologie di ritorno, quelle venose. Le arterie e le vene sono un po’ come le autostrade: vanno e vengono.

 

La parte principale dal punto di vista artero‑venoso è sicuramente il cuore, che è compito del cardiologo. Tutto ciò che riguarda il resto del corpo rientra invece nel campo del chirurgo vascolare. Quindi, per esempio, la prevenzione delle patologie che ostacolano l’afflusso di sangue al cervello: negli ultimi 20-30 anni siamo riusciti a ridurre quasi a zero quegli ictus che un tempo arrivavano all’improvviso, senza preavviso. Con l’applicazione dell’ecocolordoppler siamo riusciti a individuare le stenosi, cioè le riduzioni dell’arrivo di sangue al cervello, e a intervenire prima, o attuando una terapia medica oppure, nelle fasi più importanti, creando anche una terapia di tipo chirurgico, sia vascolare tradizionale che endovascolare.

 

D: Come sono cambiati negli anni i trattamenti chirurgici vascolari? Le tecniche sono diventate meno invasive?

R: Molti dei nostri interventi sono diventati poco invasivi grazie all’utilizzo di stent particolari che vengono posizionati nelle varie parti del corpo e che riducono tutto ciò che è dilatazione o restringimento. Questo vale anche per l’aorta addominale e per tutte le stenosi arteriose, comprese quelle degli arti inferiori, che possono essere studiati e corretti mediante trattamenti di tipo endovascolare.

Questa è la parte arteriosa, che è fondamentale e di sostegno per molti specialisti: il cardiologo, il diabetologo, il reumatologo; sono tutti colleghi che si basano sul sostegno del chirurgo vascolare.

 

Anche gli stessi ortopedici ci chiedono di fare screening vascolari di base per poter affrontare poi interventi ricostruttivi o particolari con la sicurezza del buon andamento vascolare agli arti inferiori, al cervello, all’aorta addominale, agli arti superiori e così via.

 

D: Quali esami diagnostici consiglia di effettuare periodicamente per monitorare la salute vascolare?

R: È utile eseguire una volta all’anno un Eco – TSA, un Ecocardiogramma per il cuore e un’Ecografia addominale. Sono esami non invasivi e fondamentali per avere la certezza di essere in buona salute.

 

Aggiungerei anche l’EcoColorDoppler delle vene degli arti inferiori, che rappresenta un esame fondamentale nella valutazione venosa. Abbiamo visto come, in epoca Covid, una larga parte della popolazione sia andata incontro a flebotrombosi, profonde e superficiali. Gli EcoColorDoppler sono esami assolutamente non invasivi perché privi di radiazioni — tanto che si eseguono, per esempio, anche in gravidanza — e hanno un significato di tipo preventivo e predittivo. Preventivo perché ti dice che non hai nulla; predittivo per dire che quello che hai rappresenta un rischio e che tipo di rischio rappresenta.

 

A tutti si consigliano queste quattro indicazioni fondamentali, due delle quali sono particolarmente importanti per il clinico vascolare: l’EcoColorDoppler TSA, cioè dei tronchi sovra‑aortici, per valutare correttamente l’arrivo del flusso al cervello, e l’EcoColorDoppler venoso degli arti inferiori, per monitorare i rischi flebotrombotici, che sono quasi sempre dovuti a varici e insufficienza venose degli arti inferiori.

 

D: Vista la sua esperienza, ha riscontrato situazioni particolari da quando lavora qui?

R: Certo, si è riscontrata la presenza di varici che sono state trattate chirurgicamente e la presenza di stenosi carotidee che sono state operate. Ma, oltre a questi casi estremi, abbiamo osservato anche molte patologie in fase pre‑chirurgica che vengono trattate con terapia medica: non tutto, infatti, richiede un intervento.

 

Oggi le tecnologie ci permettono di intervenire molto prima. Se, per esempio, una persona presenta una stenosi del 30% alla carotide, non è detto che debba essere operata. Con una terapia medica adeguata, prescritta dal chirurgo vascolare, si può evitare che quella stenosi progredisca fino a richiedere un intervento. In questo modo si svolge un’azione preventiva che frena l’avanzamento della malattia e mantiene nel tempo una condizione stabile, riducendo il rischio di dover ricorrere alla chirurgia.

 

Per questo i controlli annuali sono fondamentali: la prevenzione, insieme a uno stile di vita corretto, ci permette di mantenere un buono stato di salute nel tempo.

 

Il motivo per cui oggi viviamo molti anni in più è proprio legato alla prevenzione che siamo in grado di fare.

 

D: Può riassumere in modo semplice il percorso ideale che un paziente dovrebbe seguire per tutelarsi dalle patologie vascolari?

R: Le tre fasi sono: la prevenzione annuale, la prevenzione annuale con terapia medica e, solo se necessario, il trattamento chirurgico. La chirurgia è una freccia al nostro arco, ma non deve essere l’unica: l’ideale sarebbe rivolgersi al chirurgo vascolare in modo preventivo, per una valutazione del rischio. Questo permette di affrontare eventuali problemi con risultati migliori, intervenendo prima che la situazione peggiori e senza arrivare agli estremi. Inoltre, la prevenzione è anche meno costosa.

 

D: Qual è il valore aggiunto di un poliambulatorio multidisciplinare come questo nella gestione e prevenzione delle malattie vascolari?

R: La prevenzione è fondamentale. Questo è un ambulatorio in cui la prevenzione viene svolta in modo adeguato e multidisciplinare, perché qui lavorano molti specialisti le cui competenze sono collegate tra loro: cardiologo, diabetologo, reumatologo, fisiatra, oltre all’ecografista. Questa collaborazione ci permette di effettuare uno screening completo, capire quali sono i rischi e, in molti casi, intervenire prima che questi rischi si trasformino in patologie importanti.

 

In alcuni casi riusciamo anche a diagnosticare patologie nelle loro fasi iniziali, che richiedono trattamenti molto più semplici sia dal punto di vista medico sia da quello clinico, chirurgico e terapeutico.

Poliambulatorio Fondazione ATM – Poliambulatorio Fondazione ATM

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