La professione del commercialista sta attraversando una fase di trasformazione profonda. Intelligenza artificiale, digitalizzazione, ingresso di nuovi capitali negli studi professionali, aggregazioni e attrattività verso le nuove generazioni sono le sfide che definiranno il futuro della categoria.
Ne è convinto Edoardo Ginevra, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano, che guarda alla riforma dell’ordinamento professionale come a un passaggio decisivo per costruire un nuovo modello capace di rispondere all’evoluzione del mercato senza perdere i valori fondanti della professione.
Milano, spesso laboratorio anticipatore delle dinamiche economiche nazionali, rappresenta un osservatorio privilegiato per comprendere i cambiamenti già in corso.
Una professione davanti a una nuova fase storica
Per Ginevra il momento attuale richiede capacità di visione e rappresentanza.
“Viviamo una fase di grande trasformazione della professione e dell’intero sistema economico”, sottolinea il presidente dell’ODCEC Milano, evidenziando come la transizione digitale, le aggregazioni professionali e il tema dei giovani siano oggi priorità centrali.
L’obiettivo è accompagnare il cambiamento mantenendo un dialogo costante con istituzioni e stakeholder, ma anche difendendo alcuni principi fondamentali legati allo svolgimento della professione.
Tra questi rientra il tema della responsabilità del professionista, in particolare rispetto al concorso nelle violazioni commesse dai clienti.
Secondo Ginevra serve maggiore chiarezza normativa: il ruolo del commercialista comporta responsabilità, ma queste devono essere definite dentro un quadro equilibrato e coerente.
Intelligenza artificiale e aggregazioni: il mercato degli studi cambia volto
Uno dei fenomeni destinati a incidere maggiormente riguarda l’evoluzione delle strutture professionali.
L’intelligenza artificiale sta modificando processi, organizzazione e modalità operative, mentre cresce la spinta verso realtà più strutturate e integrate.
Un segnale importante arriva dall’ingresso di investitori professionali nelle Società tra Professionisti (STP), un fenomeno già visibile nel mercato milanese.
Per Ginevra si tratta di un riconoscimento del valore generato dalla professione, ma anche di un cambiamento da governare.
“Il capitale per definizione ricerca il profitto, mentre la professione risponde a valori come indipendenza, tutela del cliente e della fede pubblica”, evidenzia.
La sfida sarà quindi favorire innovazione e crescita dimensionale mantenendo regole capaci di preservare l’identità del commercialista.
La riforma dell’ordinamento come occasione strategica
La trasformazione in corso rende centrale il tema della riforma della professione.
Secondo il presidente dell’ODCEC Milano non bisogna limitarsi agli aspetti organizzativi o elettorali, ma concentrarsi su una visione più ampia: costruire un ecosistema in grado di valorizzare professionisti, clienti e investitori.
La riforma dovrà definire nuovi confini operativi, intercettare i cambiamenti tecnologici e creare condizioni favorevoli per una professione moderna e competitiva.
La sfida dei giovani: rendere la professione più attrattiva
Uno dei nodi principali riguarda il ricambio generazionale.
Il problema, secondo Ginevra, non è soltanto comunicare meglio il valore della professione, ma creare condizioni concrete affinché i giovani possano immaginare un percorso sostenibile.
Il tema riguarda soprattutto la crescita professionale ed economica nei primi anni di attività.
Anche in una città dinamica come Milano, dove le opportunità sono numerose, il costo della vita rappresenta una difficoltà significativa per chi inizia.
La sfida sarà quindi costruire studi più moderni, organizzati e coerenti con le aspettative delle nuove generazioni.
Milano laboratorio della professione del futuro
Il sistema professionale milanese rappresenta una realtà complessa e diversificata: grandi studi internazionali convivono con strutture medie, piccole realtà e professionisti individuali.
Per questo l’Ordine punta sull’ascolto dei diversi modelli professionali, con l’obiettivo di comprendere esigenze differenti e individuare risposte adeguate.
Un altro tema centrale riguarda il rapporto con i clienti e la capacità di comunicare il valore reale delle attività svolte.
Dopo l’abolizione delle tariffe professionali, secondo Ginevra è diventato più difficile valorizzare economicamente molti servizi, spesso inglobati in formule generiche.
Equo compenso, aggiornamento dei parametri e maggiore consapevolezza del valore della consulenza saranno elementi chiave.
Accompagnare il cambiamento senza perdere identità
Il futuro del commercialista passerà dalla capacità di unire innovazione e tradizione.
Tecnologia, nuove dimensioni organizzative e intelligenza artificiale cambieranno strumenti e modelli, ma resteranno centrali competenza, indipendenza e ruolo fiduciario.
La sfida sarà costruire un nuovo perimetro normativo e culturale capace di accompagnare questa evoluzione, trasformando il cambiamento in una nuova opportunità per tutta la categoria.
Scopri di più da GazzettadiMilano.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



























































