Coronavirus, Unione Artigiani delusa per le chiusure differenziate: concorrenza sleale.

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L’Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza è delusa per il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri emanato ieri sera, 11 marzo.

Diversamente dagli auspici, è stato scelto di obbligare alla chiusura alcuni esercizi e servizi non essenziali, mentre per altri è stata data facoltà di mantenere l’apertura, pur con tutte le raccomandazioni di fare stare a distanza di almeno un metro le persone fra loro e di lavarsi spesso le mani.

“Si è creato ciò che temevamo – commenta il segretario generale Marco Accornero – e cioè una inaccettabile discriminazione fra imprese libere di proseguire nella loro attività, e ditte costrette a chiudere. La ratio di un provvedimento di emergenza e di questa portata imponeva di chiedere a tutti, indistintamente, un sacrificio a beneficio della collettività. Unione Artigiani si era dichiarata concorde a questa scelta drastica ma opportuna. Il provvedimento concepito non ci soddisfa, crea confusione e forte disagio per una ingiusta differenziazione priva di logica.”

“A questo punto – conclude Accornero – chiediamo con forza che gli aiuti che saranno predisposti per le attività produttive vengano destinati prioritariamente a quelle realtà obbligate a chiudere, come per esempio parrucchieri ed estetisti, e non certamente anche alle imprese che ancor oggi sono nelle condizioni di proseguire regolarmente l’attività mantenendo attive e continue la loro produttività e il loro commercio, seppure con difficoltà crescenti.”

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