Il Comune di Milano è pronto ad acquistare edifici residenziali sul mercato cittadino, sia da enti pubblici sia da soggetti privati, per assegnare le abitazioni in locazione a canone calmierato a cittadini con limiti di reddito.
L’operazione, inserita nel Piano straordinario per la Casa accessibile, prende avvio con la pubblicazione di due bandi: indagini di mercato esplorative non vincolanti, la prima rivolta ad altri enti pubblici proprietari di immobili sul territorio comunale, la seconda a soggetti privati – persone fisiche e giuridiche – che intendano cedere stabili in piena proprietà all’Amministrazione.
Conte: “Recuperare subito patrimonio abitativo esistente”
“Con questi bandi il Piano Casa entra in una nuova fase: non solo rigenerare aree o costruire nel lungo periodo, ma recuperare subito patrimonio abitativo esistente per aumentare l’offerta di case accessibili a Milano”, spiega l’assessore al Bilancio, Demanio e Piano Straordinario Casa Emmanuel Conte. “Vogliamo dare risposte più rapide senza consumare nuovo suolo, a partire dagli immobili pubblici già disponibili e sondando parallelamente il mercato per acquisire nuovo patrimonio residenziale da destinare ad affitti calmierati”.
I requisiti degli immobili: i criteri fissati dalla Giunta
Gli avvisi sono aperti fino al 27 luglio. Una delibera approvata dalla Giunta fissa i criteri che le proposte devono rispettare: gli edifici devono essere nella piena ed esclusiva disponibilità attuale dei soggetti proponenti, liberi da occupanti, costituire un fabbricato “cielo-terra” con destinazione urbanistica coerente con lo scopo dell’intervento, trovarsi nel territorio comunale ed essere ben connessi alla rete del trasporto pubblico locale.
Una strategia su tre livelli per la nuova infrastruttura sociale della città
“A Milano esiste un enorme patrimonio residenziale oggi non utilizzato. Il nostro obiettivo è trasformarne una parte in una nuova infrastruttura sociale della città: alloggi accessibili per chi lavora, studia e costruisce qui il proprio futuro”, prosegue Conte. “Per questo stiamo lavorando su tre livelli: nuove case sulle aree comunali, recupero del patrimonio pubblico esistente e acquisizione di nuovi immobili residenziali, pubblici o privati. È una strategia che mira ad accelerare i tempi di risposta alla domanda abitativa con una forte regia pubblica, puntando sul riuso urbano”.
100mila alloggi vuoti: l’obiettivo è attivare il patrimonio inutilizzato
I due bandi seguono i criteri di sviluppo del Piano Straordinario per la Casa Accessibile, privilegiando l’utilizzo di immobili residenziali esistenti, con tempistiche più rapide rispetto alle procedure di rigenerazione di aree ed edificazioni ex novo. L’obiettivo è rispondere nel breve e medio periodo alla domanda crescente di alloggi a canone accessibile, attivando patrimonio residenziale oggi non utilizzato: a Milano, secondo recenti stime, sono circa 100mila le unità abitative non occupate da residenti.
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