Miriam ha saputo trasformare la propria vita, unendo carriera e passioni. Grazie all’armonia tra mente, corpo e anima, ha raggiunto un equilibrio che le consente di vivere con maggiore consapevolezza.
Insieme, approfondiremo le sfide che ha affrontato e le lezioni apprese lungo il cammino, con l’intento di ispirare chi è in cerca di crescita personale e desidera cambiare la propria esistenza.
Spinta dalla passione per il benessere e dal desiderio di aiutare gli altri nel loro percorso evolutivo, ha deciso di diventare coach. La sua trasformazione ha avuto ripercussioni non solo sul piano professionale, ma anche su quello personale, portandola a scoprire lati di sé che non aveva mai avuto modo di esplorare.
Miriam, puoi raccontarci come il tuo background da avvocato ha influenzato il tuo percorso di crescita personale e la decisione di diventare coach?
Nella mia carriera di avvocato, ho capito che aiutare gli altri va oltre la risoluzione dei casi; è una vocazione che richiede empatia, ascolto, accoglienza, leadership e decisioni tempestive. Ho anche imparato a integrare l’energia femminile e maschile, accogliendo queste risorse nel mio lavoro incessante e sotto pressione.
Essere avvocato mi ha insegnato il valore del codice e la disciplina, mentre diventare coach mi ha mostrato l’importanza di riscrivere il codice interiore. Ora aiuto le donne a difendere il loro diritto di non tradire se stesse, unendo competenze legali con pratiche di coaching somatico. Ho esperienza con persone in burnout e bassa autostima e ho guidato atlete a vincere titoli professionistici, integrando leadership e benessere.
Ho unito le mie passioni in un progetto che combina movimento, energia e femminilità, creando il Divine Code. Questo metodo consente alle donne di elevare la propria identità senza forzature, regolando il sistema nervoso e liberandosi da blocchi emotivi.
Attraverso sessioni di EFT e pratiche corporee personalizzate, le donne possono superare convinzioni limitanti e allinearsi con la loro versione elevata, incarnando la sicurezza e l’energia desiderate.
Quali sono stati i momenti chiave nel tuo viaggio di trasformazione che ti hanno spinta a unire mente, corpo e anima nella tua vita quotidiana?
Il momento decisivo è stato una frattura interiore, non un successo. Nonostante la mia efficienza, vivevo in allerta e insoddisfatta, con segnali fisici di stress. Ho iniziato a integrare mente, corpo e anima, comprendendo che prendersi cura del corpo migliorava anche la mia salute mentale.
La consapevolezza corporea e tecniche come la respirazione aiutano a riconoscere e gestire lo stress, prevenendo l’esaurimento e favorendo il benessere. Le esperienze di vita, positive e negative, si riflettono nel corpo, influenzando il nostro modo di relazionarci. Il mio corpo sapeva che stavo vivendo solo a metà.
Come hai affrontato le sfide nel conciliare la tua carriera di avvocato con la nuova passione per il coaching?
All’inizio pensavo di dover scegliere tra due mondi ed ero bloccata, soprattutto dalla paura del giudizio altrui. Ma con il tempo ho capito che la vera evoluzione non è scegliere, è integrare.
Non ho lasciato la mia identità personale, l’ho espansa. Ho smesso di separare razionalità e spiritualità. Oggi la mia forza è proprio questa unione. Non ho abbandonato il mio percorso, sono evoluta nella versione di me più autentica.
Se dicessi che è stato facile mentirei. E’ stato un percorso molto scomodo, che ha richiesto un duro lavoro interiore di accettazione.
La vera rivoluzione non è cambiare lavoro, è cambiare livello di coscienza.
Quali pratiche o rituali quotidiani segui per mantenere l’equilibrio tra le diverse dimensioni della tua vita?
La mia giornata non inizia più controllando il telefono, correndo in cucina a bere un caffè a stomaco vuoto. Inizia dal mio stato interno.
Inizio a regolare il mio sistema nervoso con pratiche di respirazione e dedico qualche minuto per scrivere su un quaderno; quando scrivo esprimo sempre gratitudine.
Scrivo sempre i miei desideri come se si fossero realizzati, anche se al momento sembrano impossibili. Il momento in cui scrivi, stai cospirando a tuo favore. Alla sera tengo ad le gambe sollevate al muro, un mano sul cuore e una sulla pancia, eseguo la respirazione diaframmatica e ascolto musica a 432hz. Mi aiuta moltissimo a regolare il sistema nervoso.
L’amore per me stessa non è accendere una candela, fare il make up o la skincare. Certo è anche questo, ma soprattutto adottare questi piccoli rituali per riconnettermi a me stessa.
In che modo la tua esperienza personale di trasformazione ha influenzato il tuo approccio nel guidare gli altri nel loro percorso di crescita?
Lavoro sull’identità prima che sugli obiettivi, sul sistema nervoso prima che sulla perfomance.
Non insegno strategie scollegate dal corpo, né tantomeno teoria, insegno integrazione per permettere a chi si rivolge a me di acquisire un metodo definitivo che possa applicare da solo e senza più l’aiuto di un operatore ogni volta che ne sente il bisogno. E’ un metodo che si puo’ integrare in ogni sfera della propria vita: relazioni, carriera, famiglia, denaro.
Perché la leadership non si impara, si incarna.
Qual è stato l’insegnamento più prezioso che hai appreso durante il tuo cammino e che vorresti condividere con chi è in cerca di una rinascita personale?
Ho imparato che tutto ciò che non è allineato al tuo codice ti deluderà, non per punirti, ma per svegliarti. E che spesso non siamo bloccate, ma disallineate.
La rinascita inizia nel momento in cui smetti di negoziare con ciò che ti rimpicciolisce.
Come descriveresti il tuo concetto di successo oggi, e in che modo è cambiato rispetto a quando hai iniziato il tuo percorso professionale?
Quando ho iniziato, il successo era performance, riconoscimento, risultati. Oggi per me la più alta forma di successo è la coerenza.
E’ addormentarmi la sera sapendo che le mie scelte rispettano i miei standard. A non rimpicciolirmi per non sentirmi giudicata o per farmi accettare.
E’ sentirmi al sicuro nel mio corpo.
E’ prendere decisioni incarnate al mio essere.
Il successo per me oggi non è fare di più, è essere di più.
Cosa consiglieresti a chi si trova all’inizio del proprio percorso di trasformazione personale e professionale?
Non cercare di diventare un’altra persona. Ricordati chi sei e soprattutto impara ad ascoltarti, smetti di tollerare ciò che non senti in linea con te solo perché se lo aspettano gli altri.
Non serve più motivazione, serve più decisione, serve più allineamento. Non chiederti chi vuoi diventare, chiediti chi vuoi essere. Ogni donna ha il diritto di non accontentarsi delle briciole, ma prima deve scegliere di onorare il suo codice.
Grazie, Miriam, per aver condiviso con noi la tua incredibile esperienza di trasformazione. La tua storia rappresenta un potente esempio di come il coraggio e la determinazione possano guidarci verso una vita più autentica e gratificante.
Un ringraziamento speciale va anche a tutti voi che ci avete seguito; speriamo che questa puntata vi abbia ispirato a scoprire nuovi orizzonti e a valorizzare il vostro potenziale.
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Con interviste affascinanti e momenti di intensa riflessione, il pubblico sarà catapultato in un universo dove creatività e determinazione si fondono. Questo dimostra che il cambiamento non è solo un’opzione, ma un’avventura straordinaria da affrontare con coraggio e passione.
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