La manifestazione dei Patrioti europei in Piazza Duomo

Il corteo dei Patrioti europei ha attraversato sabato pomeriggio Milano da Porta Venezia fino a piazza Duomo, dove è stato allestito il palco della manifestazione che ha riunito leader politici provenienti da diversi Paesi. Durante il percorso si sono levati cori contro l’Unione europea, l’immigrazione e alcune istituzioni locali. In piazza, la Lega ha rilanciato temi politici nazionali, tra cui la richiesta del ritorno di Matteo Salvini al Viminale.

Nel suo intervento, Salvini ha citato Oriana Fallaci, definendola “una grande patriota italiana”, e ha parlato di una piazza che “chiede libertà di pensare, sognare, parlare, amare, anche contro il pensiero unico che Bruxelles vorrebbe imporre”. Il leader della Lega ha respinto le accuse rivolte alla manifestazione: “Sono dispiaciuto che questa piazza sia stata presentata come sovversiva, razzista, fascista o perfino nazista”.

Sul tema migratorio, Salvini ha ribadito la linea dei Patrioti:

“Non abbiamo bisogno di un esercito europeo, ma di un’Europa che ci aiuti a difenderci dal fanatismo islamico e dall’immigrazione clandestina”.

“Il problema non è l’Islam, ma chi usa la religione per negare diritti. Chi ritiene che una donna valga meno di un uomo non è il benvenuto”.

Sulla “remigrazione”, ha spiegato: “Non significa mandare via chiunque, ma introdurre un permesso di soggiorno a punti: se sbagli, torni a casa tua”.

Il vicepremier ha poi affrontato il tema della crisi energetica, chiedendo la sospensione del Patto di stabilità e delle sanzioni sul gas russo, citando la decisione degli Stati Uniti di sospendere alcune restrizioni: “Se lo fanno a Washington, lo devono fare anche a Bruxelles”.

Salvini ha rilanciato la necessità di una riforma della giustizia “a partire dalla responsabilità civile dei magistrati” e ha guardato alle prossime elezioni comunali: “Prepariamoci a vincere Milano dopo 15 anni di sinistra”.

Dal palco, Salvini ha rivolto un messaggio al premier ungherese Viktor Orbán: “Hai difeso i confini e combattuto i trafficanti. Continuiamo insieme questa battaglia”.

Sul palco si sono alternati i principali esponenti della destra sovranista europea.

  • Jordan Bardella (Rassemblement National) ha definito Salvini “un uomo che ha protetto le frontiere” e ha criticato la gestione migratoria della sinistra europea.
  • Santiago Abascal (Vox) ha attaccato il governo spagnolo per la regolarizzazione di centinaia di migliaia di migranti, definendola “un effetto attrazione senza precedenti”.
  • Geert Wilders (Pvv) ha parlato di “immigrazione di massa dai Paesi islamici” e ha citato più volte Oriana Fallaci, definendola “una profetessa”. Ha fatto riferimento anche a recenti fatti di cronaca avvenuti a Milano.
  • Andrej Babiš (Azione dei Cittadini Insoddisfatti, Repubblica Ceca) ha insistito sulla necessità di “confini sicuri” e di un’Europa basata sulla cooperazione tra Stati sovrani.
  • Afroditi Latinopoulou, presidente del partito greco Foni Logikis, “Ami la tua patria e dici che le nazioni hanno confini? Sei un fascista. Ami Cristo e ti dichiaro cristiano? Sei un fascista. Questa narrazione non è più valida. Siete voi fascisti”
  • Martin Helme, presidente di Ekre, partito conservatore estone, ha denunciato irregolarità e pressioni nelle recenti elezioni in Ungheria

Sul palco anche il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara: “Se l’Europa vuole avere un futuro, e noi lo vogliamo, anziché dare vita a regole e burocrazie oppressive dovrebbe riscoprire i valori dell’occidente e difendere i nostri valori. Un occidente che deve rimanere unito: guai a farci la guerra fra le due sponde dell’Atlantico”. Così il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara dal palco dei Patrioti. “Oggi è la giornata dell’orgoglio della nostra patria, fatta di comuni con grande storia, di regioni meravigliose che non hanno pari nel mondo. Il nostro – ha aggiunto – è un sano patriottismo che non è aggressivo nazionalismo. Noi ripudiamo la guerra come strumento di aggressione perché noi amiamo la pace”.

Salvini ha aperto il suo intervento chiedendo un minuto di silenzio per Giacomo Bongiorni, morto dopo un pestaggio a Massa. Ha poi ricordato Umberto Bossi, fondatore della Lega.


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