Il 15 agosto volontari e istituzioni insieme per il tradizionale appuntamento dedicato alle persone più fragili. Presente l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini con il presidente Luciano Gualzetti
A Milano il Ferragosto diventa anche una giornata di solidarietà e condivisione. Sabato 15 agosto Opera Cardinal Ferrari Ets rinnova il tradizionale appuntamento con il Grande Pranzo di Ferragosto, organizzato per accogliere oltre 200 persone senza dimora e cittadini che vivono situazioni di grave fragilità.
Una grande tavola apparecchiata, circa venti volontari e una giornata interamente dedicata all’accoglienza trasformeranno il Ferragosto in un momento di comunità, soprattutto per chi rischia di vivere queste giornate in condizioni di solitudine e difficoltà.
All’iniziativa prenderanno parte l’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, e il presidente di Opera Cardinal Ferrari, Luciano Gualzetti, insieme agli ospiti della struttura e ai volontari.
Ferragosto a Milano, la giornata inizia con la Santa Messa
Il programma del 15 agosto si aprirà con la celebrazione della Santa Messa. Alle ore 13 inizierà invece il Grande Pranzo di Ferragosto, offerto da Lidl Italia, partner storico di Opera Cardinal Ferrari.
L’appuntamento rappresenta ormai una tradizione della solidarietà milanese e assume quest’anno un valore particolare alla luce delle difficoltà che accompagnano la vita delle persone senza dimora durante i mesi estivi.
Se l’inverno rappresenta infatti uno dei periodi più critici per chi vive in strada, anche le temperature elevate e le ondate di calore possono trasformarsi in un serio pericolo per chi non dispone di un’abitazione o di un luogo adeguato in cui trovare riparo.
Caldo e fragilità, l’emergenza non va in vacanza
Le temperature estreme possono avere conseguenze particolarmente pesanti sulle persone più vulnerabili, soprattutto quando alla mancanza di un luogo fresco si aggiungono difficoltà nell’accesso all’acqua e ai servizi di assistenza.
È proprio nei periodi in cui Milano tende progressivamente a svuotarsi per le vacanze che diventa quindi ancora più importante garantire una rete di protezione a chi rimane in città.
Opera Cardinal Ferrari prosegue anche durante l’estate la propria attività offrendo accoglienza, ascolto, pasti, servizi essenziali e spazi protetti alle persone che si trovano in condizioni di difficoltà.
Il Grande Pranzo del 15 agosto diventa così uno dei momenti simbolici di un’attività che prosegue quotidianamente e che punta non soltanto a rispondere ai bisogni materiali, ma anche a contrastare isolamento ed emarginazione.
Venti volontari scelgono di trascorrere Ferragosto aiutando gli altri
Protagonisti della giornata saranno anche i circa 20 volontari che hanno deciso di dedicare il proprio Ferragosto agli ospiti di Opera Cardinal Ferrari.
Mentre molti milanesi trascorreranno la giornata tra vacanze e gite fuori porta, i volontari saranno impegnati nell’organizzazione e nel servizio del pranzo, mettendo tempo ed energie a disposizione delle persone più fragili.
Una presenza che assume un significato particolare proprio durante una festività nella quale la solitudine può essere percepita con maggiore intensità.
Il pranzo diventa quindi qualcosa di più di un momento conviviale: rappresenta un’occasione per creare relazioni e restituire attenzione, dignità e vicinanza alle persone che attraversano una fase difficile della propria vita.
Una Milano solidale che non lascia indietro nessuno
La presenza dell’Arcivescovo Mario Delpini e del presidente Luciano Gualzetti sottolinea il valore sociale dell’iniziativa e richiama l’attenzione sul ruolo che associazioni, volontari, istituzioni e imprese possono svolgere nella costruzione di una città più inclusiva.
Il Grande Pranzo di Ferragosto di Opera Cardinal Ferrari racconta così anche un volto di Milano che spesso rimane lontano dai riflettori: quello di una rete di persone che continua a operare anche quando la città rallenta.
Oltre 200 persone riunite intorno alla stessa tavola diventano il simbolo di una Milano che, anche a Ferragosto, prova a non lasciare indietro chi si trova maggiormente in difficoltà.
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