Quasi quattro adulti italiani su dieci non raggiungono il livello minimo di competenza alfabetica. Un divario che affonda le proprie radici già nei primi mesi di vita: oltre la metà dei bambini tra 2 e 5 mesi non viene esposta alla lettura ad alta voce nell’arco di una settimana. Fondazione Cariplo, attraverso la Sfida di Mandato “Anita. L’infanzia prima”, sostiene ora l’ingresso degli asili nido in #ioleggoperché, aprendo per la prima volta l’iniziativa a tutte le strutture 0-3 anni italiane.
Alfabetizzazione, l’Italia resta indietro rispetto alla media OCSE
Il problema dell’alfabetizzazione non riguarda soltanto i Paesi in via di sviluppo e non comincia con l’ingresso dei bambini nella scuola primaria.
Secondo i dati UNESCO, nel mondo sono 739 milioni i giovani e gli adulti privi delle competenze alfabetiche di base. Anche in Italia il quadro presenta elementi di forte criticità.
Secondo l’OCSE, nell’Education at a Glance 2025, il 37% degli adulti italiani tra i 25 e i 64 anni si colloca sotto il livello minimo di competenza alfabetica, a fronte di una media OCSE del 27%.
Una distanza di dieci punti percentuali che richiama l’attenzione sulla necessità di intervenire non soltanto durante il percorso scolastico, ma già nei primissimi anni di vita.
Le competenze linguistiche e alfabetiche, infatti, si sviluppano progressivamente attraverso l’esposizione al linguaggio, alle storie, ai libri e ad ambienti capaci di offrire stimoli adeguati.
Il divario comincia già nei primi mesi di vita
A fotografare la situazione della prima infanzia sono anche i dati del sistema di sorveglianza 0-2 anni dell’Istituto Superiore di Sanità, relativi all’indagine 2025.
Nella fascia compresa tra 2 e 5 mesi, il 53,3% dei bambini non è stato esposto alla lettura ad alta voce nella settimana precedente l’intervista.
Emergono inoltre differenze territoriali particolarmente significative: la quota varia dal 33,7% del Friuli-Venezia Giulia al 68,2% della Sicilia.
La situazione migliora con la crescita. Tra gli 11 e i 15 mesi, infatti, il 68,3% dei bambini risulta esposto ai libri.
Qualche progresso è stato registrato anche rispetto al 2022: nella fascia 2-5 mesi i bambini esposti alla lettura sono passati dal 41,7% al 46,7%.
Il dato di partenza, tuttavia, continua a evidenziare quanto il rapporto con i libri e la lettura debba essere favorito già dalla primissima infanzia.
Asili nido fondamentali, ma quattro famiglie su dieci non li hanno mai utilizzati
La promozione della lettura precoce non può però essere affidata esclusivamente alle famiglie. Un ruolo centrale può essere svolto dagli asili nido e dai servizi educativi dedicati alla fascia 0-3 anni.
Una ricerca dell’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, realizzata nell’ambito della Sfida “Anita. L’infanzia Prima” per Fondazione Cariplo, evidenzia come il 92% delle famiglie consideri essenziali i servizi educativi 0-3 anni.
Nonostante questa consapevolezza, quattro famiglie su dieci non li hanno mai utilizzati.
Le ragioni cambiano a seconda dei territori.
Nelle province limitrofe al territorio di riferimento della Fondazione pesa maggiormente l’indisponibilità del servizio, indicata dal 32,3% delle famiglie che non hanno mai iscritto i figli a un nido, contro il 21,5% registrato nel territorio di riferimento di Fondazione Cariplo, che comprende Lombardia, Novara e Verbano-Cusio-Ossola.
Qui assume invece maggiore rilevanza il fattore economico: il costo viene indicato dal 24,5% delle famiglie, contro il 20% delle province limitrofe.
Musei ancora poco accessibili ai bambini tra 0 e 6 anni
Il tema dell’accessibilità alla cultura nella prima infanzia riguarda anche i musei.
Un’indagine realizzata da Fondazione Santagata e Associazione Abbonamento Musei, nell’ambito delle Sfide “Anita. L’infanzia Prima” e “Destinazione Autonomia”, ha analizzato 300 musei presenti nel territorio di riferimento di Fondazione Cariplo, ottenendo risposte da 255 strutture.
Il 60% dei musei presenta un profilo di accessibilità scarso per la fascia 0-6 anni.
Il 40% non dispone di alcuno spazio specificamente progettato per i bambini piccoli all’interno del percorso espositivo, mentre il 48% non offre servizi accessori dedicati.
Anche le dotazioni più semplici risultano ancora poco diffuse: il fasciatoio è presente soltanto nel 46% dei musei, mentre un’area destinata ai passeggini è disponibile nel 34%.
Scarseggiano inoltre servizi come scalda biberon e spazi per l’allattamento. Complessivamente, solo il 9% dei musei analizzati risulta pienamente attrezzato.
Fondazione Cariplo: gli asili nido entrano in #ioleggoperché
Di fronte a questo scenario, Fondazione Cariplo, attraverso la Sfida di Mandato “Anita. L’infanzia prima”, punta a rafforzare concretamente la diffusione dei libri e della lettura nei primi anni di vita.
Una delle principali novità riguarda l’ingresso degli asili nido in #ioleggoperché, l’iniziativa nazionale di educazione e promozione della lettura organizzata dall’Associazione Italiana Editori.
L’apertura nazionale arriva dopo quattro anni di sperimentazione con #ioleggoperchéLAB-NIDI, che ha coinvolto un numero selezionato di asili nido nel territorio di riferimento di Fondazione Cariplo.
L’esperienza maturata viene ora integrata stabilmente nel progetto nazionale, permettendo per la prima volta a tutti gli asili nido italiani di partecipare direttamente a #ioleggoperché.
L’obiettivo è aumentare la disponibilità di libri all’interno dei servizi per l’infanzia e contribuire alla creazione di ambienti educativi nei quali la lettura possa diventare parte della quotidianità dei bambini.
Donazioni di libri dal 7 al 15 novembre 2026
Con la nuova formula, gli asili nido potranno iscriversi a #ioleggoperché e gemellarsi con un massimo di cinque librerie del proprio territorio.
I nidi potranno quindi partecipare alla campagna nazionale di donazione dei libri, in programma dal 7 al 15 novembre 2026, beneficiando direttamente dei volumi acquistati e donati dai cittadini.
L’iniziativa punta così a rafforzare il patrimonio librario delle strutture educative italiane e a costruire biblioteche nei nidi accessibili, vive e integrate nelle attività quotidiane.
Un intervento che guarda oltre la semplice disponibilità dei libri. Promuovere la lettura nella fascia 0-3 anni significa infatti contribuire allo sviluppo linguistico e cognitivo dei bambini, favorire il rapporto con le storie e creare fin dall’infanzia le condizioni per ridurre le disuguaglianze educative.
Il dato del 37% degli adulti italiani sotto il livello minimo di alfabetizzazione evidenzia quanto la questione non possa essere affrontata esclusivamente quando le difficoltà sono già emerse. La sfida dell’alfabetizzazione comincia molto prima dei banchi di scuola: può iniziare da un libro aperto accanto alla culla.
Scopri di più da GazzettadiMilano.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.























































