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Maltempo in Lombardia, Fontana prepara la richiesta dello stato di emergenza

La Regione Lombardia avvia l’iter per la richiesta dello stato di emergenza dopo la violenta ondata di maltempo del 20 e 21 agosto. Precipitazioni fino a 270 millimetri sulle Orobie e 260 millimetri sull’Alto Lago di Como. Oltre 450 gli interventi dei Vigili del fuoco. Evacuazioni, frane, esondazioni e strade interrotte tra Bresciano, Bergamasca, Valtellina e Comasco.

Maltempo in Lombardia, verso la richiesta dello stato di emergenza

La Regione Lombardia si prepara a formalizzare la richiesta dello stato di emergenza in seguito alla violenta ondata di maltempo che ha investito diverse province lombarde a partire dal pomeriggio del 20 agosto.

A comunicarlo è stato il presidente della Regione Attilio Fontana, che ha incaricato gli assessori Romano La Russa, con delega alla Protezione civile e Sicurezza, e Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi, di predisporre la documentazione necessaria.

L’obiettivo è completare rapidamente la ricognizione dei danni e presentare l’istanza al Governo.

Fontana: «Musumeci sottoporrà l’istanza al Consiglio dei ministri»

Fontana ha riferito di aver ricevuto rassicurazioni dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.

«Ringrazio il ministro Musumeci – ha dichiarato Fontana – che mi ha garantito che sottoporrà al Consiglio dei ministri l’istanza della Lombardia non appena possibile».

La richiesta arriva dopo un evento meteorologico di particolare intensità che ha provocato frane, smottamenti, esondazioni, evacuazioni e pesanti ripercussioni sulla viabilità.

Piogge eccezionali: fino a 270 millimetri sulle Orobie

I numeri restituiscono la portata dell’emergenza.

Durante l’evento le precipitazioni hanno raggiunto 270 millimetri sulle Alpi Orobie e fino a 260 millimetri nell’area dell’Alto Lago di Como.

Sono stati oltre 450 gli interventi effettuati dai Vigili del fuoco sul territorio regionale.

Tra gli episodi più gravi figura il crollo del ponte che collega la frazione di Rino a Sonico, in provincia di Brescia.

A Isola di Fondra, nella Bergamasca, è stato invece necessario evacuare circa 250 persone da un campeggio, mentre alcuni Comuni della Val Brembana hanno subito situazioni di isolamento.

Criticità sono state segnalate anche in Valtellina, Valchiavenna e provincia di Como.

Comazzi: «Necessaria una ricognizione puntuale dei danni»

L’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi ha sottolineato la necessità di procedere rapidamente con la quantificazione dei danni.

«La situazione che si è determinata a partire dal pomeriggio del 20 agosto richiede una risposta adeguata alla portata degli eventi».

Regione Lombardia mantiene quindi il contatto con i Comuni e gli enti impegnati nelle operazioni di emergenza, con priorità alla messa in sicurezza dei territori e al ripristino della viabilità e delle infrastrutture danneggiate.

Secondo Comazzi, sarà ora fondamentale completare una ricognizione dettagliata delle conseguenze provocate dal maltempo per garantire alle comunità coinvolte il sostegno necessario.

Protezione civile lombarda operativa H24

La macchina regionale della Protezione civile rimane pienamente operativa.

L’assessore Romano La Russa ha confermato che la sala operativa è attiva 24 ore su 24, in coordinamento con sindaci, Uffici territoriali regionali, Vigili del fuoco e volontari.

Le situazioni maggiormente critiche riguardano il Bresciano, in particolare la Val Camonica, la Bergamasca, con le alte valli Seriana e Brembana, e la provincia di Sondrio.

L’attività è concentrata soprattutto sull’assistenza alla popolazione evacuata e sulla gestione delle interruzioni della rete viaria.

Sonico, evacuate 57 persone

A Sonico, nel Bresciano, nella serata del 20 agosto sono state evacuate 57 persone, successivamente ospitate nella Sala polifunzionale del Comune e nell’ex scuola elementare della frazione Garda.

La zona è stata interessata da una delle situazioni più delicate dell’intera emergenza, con il crollo del ponte di collegamento con la frazione di Rino.

L’Ufficio Territoriale Regionale di Brescia ha inoltre avviato i primi interventi in somma urgenza per ripristinare la funzionalità idraulica del fiume Oglio, in particolare in corrispondenza delle confluenze con i torrenti Vallaro e Rabbia.

Vione, 70 evacuati dopo l’esondazione del torrente Vallaro

Criticità anche a Vione, sempre in provincia di Brescia.

Sono state evacuate 70 persone, tra cui 15 residenti e 55 turisti, dopo l’esondazione del torrente Vallaro.

Gli evacuati hanno trovato sistemazione nella sede locale degli Alpini, presso amici e parenti e in una struttura ricettiva nel vicino Comune di Temù.

Sono stati inoltre avviati interventi con escavatori direttamente nell’alveo del torrente.

A Ponte di Legno, invece, sono rimaste incolumi tutte le persone che si trovavano all’interno di una cabinovia la cui centralina è stata colpita da un fulmine.

Isola di Fondra, evacuate 250 persone dal campeggio

Una delle operazioni più importanti ha interessato Isola di Fondra, in provincia di Bergamo, dove sono state evacuate circa 250 persone dal campeggio San Simone.

Sessanta persone sono state trasferite nelle palestre comunali di Lenna e altre dieci in quella di Piazza Brembana. Le restanti hanno trovato ospitalità presso amici, parenti o in un condominio nelle vicinanze del campeggio.

La Protezione civile e il volontariato hanno curato anche l’allestimento e la gestione dei centri di accoglienza.

A Branzi è stata riaperta la SP2, mentre a Gandellino il sindaco ha disposto la chiusura della pista ciclabile comunale in seguito al cedimento di un muro sovrastante. Non risultano persone coinvolte.

Valtellina, frane e torrenti sotto osservazione

Numerose criticità vengono segnalate anche in provincia di Sondrio.

A Teglio sono potute rientrare nelle proprie abitazioni le 30 persone evacuate precauzionalmente dalla frazione Bondone a causa del rischio di esondazione dell’omonimo torrente.

Ad Albaredo per San Marco, una colata di detriti ha riempito una vasca di contenimento situata a monte dell’abitato. Per il rischio di nuovi distacchi sono state evacuate precauzionalmente sei persone, successivamente ospitate in albergo.

A Valfurva resta sotto osservazione il torrente Frodolfo nella zona di Santa Caterina.

A Sondalo sono state registrate segnalazioni sul versante orobico e sul reticolo idrografico maggiore, mentre a Ponte in Valtellina sono stati rilevati smottamenti diffusi con conseguenze sulle strade comunali e sulla viabilità agro-silvo-pastorale.

Nei territori di Bormio e Valdisotto rimane monitorato il livello del fiume Adda.

Como e Lecco, problemi alla viabilità

Il maltempo ha avuto conseguenze anche sulla rete stradale.

In provincia di Como, frane e colate di detriti hanno interessato la Statale Regina SS340, successivamente riaperta a doppio senso di circolazione.

Nel Bresciano i tecnici ANAS sono impegnati negli interventi necessari per ripristinare la circolazione sulla SS42.

In provincia di Lecco rimane invece chiusa la SP67 tra Premana e Pagnona, dopo la caduta di piante e materiale sulla carreggiata.

Segnalazioni sono arrivate anche dalla Valsassina e dall’area di Colico.

Emergenza sanitaria, potenziati i servizi

Parallelamente agli interventi sul territorio è stato rafforzato anche il dispositivo sanitario.

AREU e le direzioni sanitarie competenti hanno potenziato i servizi sanitari e di emergenza, mantenendo uno stretto coordinamento con il sistema di gestione della crisi.

Particolare attenzione viene riservata alla possibilità di garantire la viabilità necessaria ai mezzi di soccorso nelle zone interessate da frane, allagamenti e interruzioni stradali.

Lombardia, ora parte la conta dei danni

Superata la fase più critica, l’attenzione si sposta sulla ricognizione dei danni provocati dall’ondata di maltempo.

La quantificazione sarà fondamentale per definire l’entità degli interventi necessari e sostenere la richiesta dello stato di emergenza che Regione Lombardia intende presentare al Governo.

Il quadro resta particolarmente complesso nelle zone montane delle province di Brescia, Bergamo e Sondrio, dove il dissesto idrogeologico e le conseguenze delle precipitazioni eccezionali hanno colpito infrastrutture, collegamenti stradali e comunità locali.

La priorità rimane la sicurezza della popolazione, seguita dal rapido ripristino della viabilità e delle infrastrutture danneggiate.


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