Milano sempre più calda, soprattutto di notte. L’estate 2026 sta mettendo a dura prova chi vive nel capoluogo lombardo, con temperature elevate durante il giorno e, soprattutto, minime notturne che faticano a scendere.
A raccontare il fenomeno sono i dati raccolti da una stazione meteorologica privata situata in una zona abbastanza centrale di Milano, nei pressi di Corso Buenos Aires, utilizzati in un’analisi di TempoItalia.it e MeteoGiornale.it.
Non si tratta di una stazione meteorologica ufficiale riconosciuta dalla WMO: la centralina è collocata tra gli edifici cittadini, con il termometro all’interno di uno schermo solare, all’ombra, a circa 20 metri sopra un giardino parzialmente alberato e con esposizione a nord.
Una collocazione che vuole rappresentare, secondo gli autori dell’analisi, le condizioni termiche sperimentate concretamente all’interno del tessuto urbano milanese.
Caldo a Milano, il vero problema sono le notti
Il dato che emerge con maggiore evidenza non riguarda soltanto le temperature massime, ma la difficoltà della città a raffreddarsi durante la notte.
Le rilevazioni della centralina indicano infatti minime che in diverse occasioni sarebbero rimaste oltre i 25°C, associate a temperature diurne generalmente superiori ai 35°C e con picchi prossimi ai 39°C.
Un quadro che rende particolarmente difficile il riposo notturno, soprattutto nelle abitazioni prive di climatizzazione.
Anche le rilevazioni ufficiali citate nell’analisi confermano temperature diurne molto elevate: una centralina di ARPA Lombardia in piazza Zavattari avrebbe raggiunto i 40°C, mentre nell’area presa in considerazione dall’analisi il massimo registrato da stazioni definite ufficiali è stato di 38,5°C.
Luglio 2026: 31 notti tropicali su 31
Particolarmente significativo è il confronto tra i diversi periodi analizzati dalla centralina.
Tra il 21 maggio e il 20 giugno la temperatura media registrata è stata di 26°C, con una massima assoluta di 36,7°C e una minima di 15,2°C.
La situazione cambia sensibilmente a luglio.
Dal 1° al 31 luglio la temperatura media è salita a 29,4°C, con una massima assoluta di 38,5°C e una minima assoluta di 21,1°C.
Il dato più significativo riguarda proprio le minime: durante tutto il mese di luglio, secondo le rilevazioni della stazione, la temperatura non sarebbe mai scesa sotto i 21,1°C.
In termini meteorologici significa aver registrato 31 notti tropicali su 31, considerando generalmente “tropicale” una notte nella quale la temperatura minima rimane superiore ai 20°C.
Ad agosto la media sale a 30,3°C
Il quadro diventa ancora più marcato nel periodo successivo.
Tra il 17 luglio e il 16 agosto, la temperatura media rilevata dalla centralina è salita ulteriormente, raggiungendo 30,3°C.
La massima assoluta registrata è stata di 38,9°C, mentre la minima assoluta si è fermata a 22,8°C.
In altre parole, secondo questi dati, nell’arco di trenta giorni la temperatura non sarebbe mai scesa fino a 22°C, neppure durante le ore normalmente più fresche della giornata.
Numeri che evidenziano quanto il problema del caldo urbano non possa essere valutato esclusivamente attraverso i picchi raggiunti nelle ore pomeridiane.
Milano non riesce più a raffreddarsi durante la notte
Il confronto tra la tarda primavera e la fase centrale dell’estate mette in evidenza un altro elemento.
La temperatura media della stazione è aumentata di 4,3°C, mentre la differenza tra le minime assolute dei periodi considerati raggiunge 7,6°C. L’incremento delle massime assolute è invece più contenuto, pari a 2,2°C.
È proprio questo uno degli aspetti più rilevanti: il calore accumulato durante il giorno rimane intrappolato nel tessuto urbano e viene disperso con maggiore difficoltà durante la notte.
Asfalto, cemento, edifici e superfici artificiali assorbono energia nelle ore diurne per poi rilasciarla lentamente quando il sole tramonta.
È il fenomeno conosciuto come isola di calore urbana, particolarmente rilevante nelle grandi città densamente costruite.
Asfalto bollente e temperature percepite elevatissime
Durante il giorno la situazione non è certamente più semplice.
Secondo l’analisi, alcune misurazioni effettuate sulle superfici urbane avrebbero rilevato temperature dell’asfalto fino a circa 60°C.
Occorre distinguere naturalmente la temperatura della superficie stradale da quella dell’aria, ma il dato permette di comprendere quanto cemento e asfalto possano contribuire al disagio termico percepito da chi attraversa la città nelle ore più calde.
Con temperature dell’aria superiori ai 35°C e umidità elevata, l’indice di calore può raggiungere valori ancora più difficili da sopportare.
Pianura Padana, ventilazione e ristagno dell’aria
A incidere sulle condizioni di Milano c’è anche la particolare conformazione geografica della Pianura Padana, circondata dall’arco alpino e dagli Appennini.
La limitata ventilazione e il ridotto ricambio delle masse d’aria possono favorire il ristagno del calore e dell’umidità.
Nelle aree rurali a sud-ovest di Milano, come la Lomellina, l’analisi segnala inoltre livelli di umidità molto elevati e punti di rugiada che, in alcune rilevazioni, avrebbero raggiunto valori prossimi ai 28°C.
Il caldo riapre il tema di come progettare Milano
I dati dell’estate 2026 pongono inevitabilmente anche una questione urbanistica.
Se estati caratterizzate da temperature così elevate dovessero diventare più frequenti, l’adattamento delle città al caldo estremo sarà sempre più centrale nelle politiche urbane.
Verde, ombreggiamento, materiali utilizzati per edifici e pavimentazioni, disponibilità di superfici permeabili e capacità di ridurre l’accumulo di calore diventano elementi che incidono direttamente sulla qualità della vita.
L’analisi sottolinea in particolare la necessità di ripensare le superfici urbane e di scegliere una vegetazione capace di resistere alle temperature elevate e agli eventuali periodi di siccità.
Milano verso un possibile refrigerio, ma resta l’incognita temporali
Dopo settimane particolarmente calde, le previsioni indicate nella fonte prospettano una possibile attenuazione delle temperature.
Non significherebbe necessariamente un ritorno immediato alle medie stagionali.
Per Milano, infatti, viene indicata per questo periodo dell’anno una temperatura massima media di circa 27°C a Milano Linate. Un valore che rende ancora più evidente l’anomalia percepita nelle settimane caratterizzate da minime urbane vicine a quelle che normalmente dovrebbero essere le massime.
Resta inoltre l’incognita dei temporali.
In presenza di grandi quantità di energia e calore accumulate nei bassi strati atmosferici, eventuali fenomeni temporaleschi possono risultare localmente intensi e accompagnati da nubifragi, raffiche di vento e grandine.
La loro localizzazione, tuttavia, rimane difficile da prevedere con precisione.
Estate 2026, il caldo diventa una questione urbana
Al di là dei singoli record, quanto sta accadendo nell’estate milanese pone una questione più ampia.
Il problema non è più soltanto chiedersi quanto farà caldo nelle ore centrali della giornata, ma quanto la città sia capace di raffreddarsi dopo il tramonto.
Quando le temperature rimangono elevate per tutta la notte, diminuisce la possibilità di recupero per l’organismo e aumenta il disagio nelle abitazioni, soprattutto per chi non dispone di sistemi di climatizzazione.
L’estate 2026 diventa così un ulteriore banco di prova per Milano e per la sua capacità di adattarsi a estati sempre più calde, mettendo al centro della discussione non soltanto il meteo, ma la progettazione urbana, il verde, gli edifici e, più in generale, la qualità della vita di chi abita la città.
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