Sciopero di 24 ore lunedì 17 agosto 2026 nello stabilimento Granarolo di Usmate Velate, in provincia di Monza e Brianza, per le lavoratrici e i lavoratori della Cooperativa San Martino Soc. Coop. a r.l. impiegati nell’appalto interno.
A proclamare la mobilitazione è il Sindacato Intercategoriale Cobas (S.I. Cobas), che dichiara di essere maggiormente rappresentativo tra i lavoratori interessati dalla vertenza.
Al centro della protesta ci sono soprattutto inquadramenti contrattuali, differenze retributive e condizioni economiche dell’appalto. Il sindacato chiede inoltre un coinvolgimento diretto di Granarolo S.p.A., in qualità di committente, nel confronto con la cooperativa.
Le contestazioni e le dichiarazioni riportate sono quelle formulate da S.I. Cobas. Nel comunicato sindacale non è riportata, al momento, una replica delle aziende coinvolte.
S.I. Cobas: “Mansioni superiori rispetto ai livelli riconosciuti”
Secondo quanto denunciato dal sindacato, da mesi sarebbero state inviate lettere formali, richieste di confronto e segnalazioni sia alla Cooperativa San Martino sia a Granarolo, senza arrivare finora – sostiene S.I. Cobas – a impegni scritti considerati sufficienti su livelli di inquadramento e arretrati.
Il punto principale della vertenza riguarda la corrispondenza tra le mansioni effettivamente svolte e il livello contrattuale riconosciuto.
S.I. Cobas sostiene che diversi addetti svolgerebbero da anni mansioni riconducibili al quinto o quarto livello del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni, pur risultando inquadrati a livelli inferiori.
Una situazione che, secondo la ricostruzione sindacale, avrebbe prodotto nel tempo differenze retributive a danno dei lavoratori.
La questione del costo dell’appalto
La vertenza non riguarda soltanto il rapporto tra i dipendenti e la cooperativa.
S.I. Cobas porta infatti al centro della mobilitazione anche il modello economico dell’appalto, sostenendo che le condizioni applicate ai lavoratori sarebbero legate alla necessità di contenere il costo complessivo del servizio.
Secondo il sindacato, nei contatti intercorsi la Cooperativa San Martino avrebbe collegato gli eventuali adeguamenti dei livelli e il riconoscimento degli arretrati ai margini economici disponibili nell’appalto e alla necessità di confrontarsi con il committente.
Da qui la richiesta che al tavolo della vertenza siedano contemporaneamente Cooperativa San Martino e Granarolo, superando quello che il sindacato definisce uno “scaricabarile” delle responsabilità.
S.I. Cobas riferisce inoltre della presenza, tra i lavoratori, di indiscrezioni secondo cui eventuali riconoscimenti dei livelli potrebbero essere rinviati al 2027. Il sindacato precisa tuttavia che tali ipotesi non sarebbero state formalizzate attraverso atti ufficiali.
Di Giorgio: “Il risparmio sull’appalto sono soldi tolti ai lavoratori”
Netta la posizione del coordinatore S.I. Cobas Fulvio Di Giorgio.
“Qui c’è gente che da anni fa lavoro da 5°–4° livello ed è pagata come se valesse molto meno. Il cosiddetto ‘risparmio sull’appalto’ sono soldi tolti dalle tasche dei lavoratori. Lo sciopero di domani serve a mettere fine a questo gioco”, dichiara Di Giorgio.
Il sindacato chiede quindi che la discussione si sposti su elementi concreti: mansioni effettivamente svolte, livelli contrattuali, differenze economiche maturate e condizioni future dell’appalto.
Le richieste dei lavoratori
La piattaforma alla base dello sciopero del 17 agosto contiene diversi punti.
Il primo riguarda il riconoscimento dei corretti livelli di inquadramento, con particolare riferimento al quinto e quarto livello del CCNL Logistica per i lavoratori che, secondo S.I. Cobas, svolgono mansioni corrispondenti.
La seconda richiesta è il pagamento delle differenze retributive arretrate che sarebbero maturate negli anni interessati dal presunto sottoinquadramento.
Il sindacato chiede inoltre l’applicazione effettiva del CCNL Logistica, non limitata alla formale indicazione del contratto applicato, ma comprensiva di livelli, paga base, scatti e degli altri istituti previsti.
Un ulteriore punto riguarda il coinvolgimento della committente. Per S.I. Cobas, Granarolo dovrebbe partecipare direttamente al confronto insieme alla Cooperativa San Martino, affrontando gli aspetti economici e organizzativi della gestione dell’appalto.
Chiesto un tavolo alla Prefettura di Monza e Brianza
La vertenza è stata portata anche all’attenzione delle istituzioni.
S.I. Cobas riferisce di aver chiesto alla Prefettura di Monza e della Brianza la convocazione di un tavolo dedicato all’appalto Granarolo di Usmate Velate.
La richiesta prevede, secondo quanto comunicato dal sindacato, la partecipazione della Cooperativa San Martino, di Granarolo, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, di ATS Brianza e delle organizzazioni sindacali presenti nello stabilimento.
Parallelamente sarebbe stato sollecitato anche l’Ispettorato del Lavoro di Milano, affinché vengano verificati il contratto applicato, la correttezza degli inquadramenti e le eventuali differenze retributive.
“Non chiediamo alle istituzioni di fare da spettatori – sottolinea S.I. Cobas – ma di intervenire su una situazione in cui il costo del massimo ribasso viene scaricato da anni sui lavoratori dell’appalto”.
Il sindacato chiede garanzie contro eventuali ritorsioni
Un altro capitolo riguarda la tutela dei lavoratori che aderiranno alla mobilitazione.
S.I. Cobas chiede che non vengano adottati cambi di turno punitivi, provvedimenti disciplinari ritenuti pretestuosi, esclusioni dagli straordinari o altre forme di penalizzazione economica nei confronti di chi parteciperà allo sciopero o alle iniziative sindacali.
Il sindacato richiama quindi il rispetto della libertà sindacale e del ruolo delle proprie rappresentanze all’interno del sito di Usmate Velate.
La vertenza potrebbe proseguire dopo lo sciopero
La mobilitazione del 17 agosto potrebbe non rappresentare l’ultimo passaggio della controversia.
S.I. Cobas annuncia infatti che, in assenza di risposte concrete su inquadramenti, arretrati e responsabilità nella gestione dell’appalto, potrebbero essere organizzati ulteriori scioperi, presìdi e iniziative pubbliche di informazione.
Il sindacato conferma comunque la propria disponibilità al confronto, chiedendo però che l’eventuale trattativa si sviluppi sulla base di tempi definiti, cifre e impegni formalizzati per iscritto.
La giornata di lunedì diventa così un passaggio significativo di una vertenza che coinvolge non soltanto le condizioni economiche dei lavoratori, ma anche un tema più ampio e sempre più centrale nel mercato del lavoro: il rapporto tra aziende committenti, cooperative, appalti e tutela delle condizioni contrattuali lungo l’intera filiera.
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