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Dal videogame alle app: come il game design sta entrando nella vita digitale quotidiana

Il linguaggio dei videogiochi non appartiene più soltanto alle console e ai computer. Negli ultimi anni molte delle logiche nate nel gaming sono entrate nelle applicazioni che utilizziamo ogni giorno, nei servizi digitali, nelle piattaforme di intrattenimento e persino negli strumenti dedicati allo sport, allo shopping e alla formazione. Il risultato è un ambiente digitale sempre più interattivo, nel quale l’utente non si limita a osservare uno schermo, ma viene continuamente invitato a compiere azioni, raggiungere obiettivi e seguire percorsi costruiti intorno alla partecipazione.

Il fenomeno viene spesso associato alla gamification, termine con cui si indica l’utilizzo di meccaniche tipiche del gioco in contesti differenti. Punti, livelli, classifiche, ricompense e obiettivi sono diventati elementi familiari anche per chi non si considera un videogiocatore. Dietro questa evoluzione c’è però qualcosa di più ampio: il game design sta influenzando il modo stesso in cui vengono progettate molte esperienze digitali.

Dai videogiochi alle piattaforme che utilizziamo ogni giorno

I videogiochi hanno imparato molto presto a comunicare grandi quantità di informazioni attraverso pochi elementi visivi. Barre di avanzamento, indicatori, notifiche, mappe e sistemi di ricompensa permettono al giocatore di capire rapidamente cosa sta accadendo e quale potrebbe essere l’azione successiva.

Oggi principi simili possono essere osservati in numerose applicazioni. Le piattaforme dedicate all’apprendimento mostrano percentuali di completamento dei corsi, le app sportive registrano serie consecutive di allenamenti e gli e-commerce utilizzano sistemi di fidelizzazione basati su punti e traguardi. Anche alcune piattaforme social introducono badge, livelli di interazione o statistiche che incoraggiano una partecipazione costante.

Il confine con il gaming vero e proprio rimane comunque evidente. Videogiochi per smartphone, titoli multiplayer e produzioni per console continuano infatti a rappresentare il laboratorio principale nel quale vengono sperimentate nuove forme di interazione. Sono ambienti nei quali grafica, musica, animazioni e interfacce devono lavorare insieme per rendere comprensibili meccaniche spesso molto complesse.

L’intrattenimento digitale punta sempre di più sull’immediatezza

Una caratteristica comune delle piattaforme contemporanee è la ricerca di un’esperienza immediata. L’utente deve poter comprendere rapidamente dove si trova, cosa può fare e quali strumenti ha a disposizione. È una filosofia che interessa videogiochi, servizi di streaming, applicazioni mobile e numerose altre forme di intrattenimento.

Anche settori differenti finiscono così per utilizzare soluzioni grafiche simili. Animazioni, pulsanti dinamici e indicatori visivi possono comparire nei giochi casual, nelle slot online, nei quiz digitali o nelle app dedicate ai programmi fedeltà. Non significa che queste esperienze siano equivalenti, ma che condividono alcuni principi di progettazione sviluppati nel corso degli anni dall’industria videoludica.

Il gaming ha inoltre contribuito a rendere normale l’idea di un’interfaccia in continua evoluzione. Aggiornamenti, nuove funzionalità, eventi temporanei e contenuti aggiuntivi sono ormai parte dell’esperienza di moltissimi servizi digitali. L’utente si aspetta piattaforme capaci di cambiare e adattarsi, invece di prodotti completamente statici.

Quando il gioco diventa un linguaggio del design digitale

La diffusione di queste meccaniche dimostra quanto il videogioco abbia superato i confini dell’intrattenimento tradizionale. Il game design è diventato una disciplina osservata anche da aziende che operano in settori molto distanti dal gaming, perché offre soluzioni interessanti per organizzare informazioni e rendere più intuitiva l’interazione. Anche una città fortemente legata al design e all’innovazione come Milano rappresenta un osservatorio interessante per questa trasformazione. Agenzie creative, aziende tecnologiche, università e studi di progettazione lavorano sempre più spesso su prodotti nei quali esperienza visiva e interazione digitale devono procedere insieme.

Il punto centrale non è trasformare qualsiasi servizio in un gioco, ma comprendere perché alcune soluzioni sviluppate dal mondo videoludico funzionino così bene. Un’interfaccia chiara, un feedback immediato e la capacità di mostrare i progressi dell’utente possono migliorare l’esperienza anche quando non esiste alcuna competizione. Per questo il game design sta diventando uno dei linguaggi più riconoscibili dell’ambiente digitale contemporaneo. Nato per guidare giocatori all’interno di mondi virtuali, oggi contribuisce anche a definire il modo in cui milioni di persone utilizzano applicazioni, piattaforme e servizi nella vita quotidiana.


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