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Daniele Scruzzi, a 18 anni crea WITP

Il progetto nasce dall’idea di Daniele Scruzzi, sviluppatore iOS indipendente originario di Verbania. WITP prova a superare il tradizionale “pin” sulla mappa attraverso geometrie reali, un modello probabilistico deterministico e, nei livelli a pagamento, Claude come supporto al ragionamento.

A soli 18 anni, Daniele Scruzzi ha deciso di affrontare uno dei problemi più comuni per chi si muove quotidianamente in automobile: trovare parcheggio e capire realmente dove cercarlo.

Originario di Verbania, sul Lago Maggiore, Scruzzi è uno sviluppatore iOS indipendente e lavora con il nome di studio By D.S.. È da una sua osservazione molto concreta che nasce WITP, progetto tecnologico pensato per offrire un approccio differente rispetto alle tradizionali applicazioni dedicate alla ricerca del parcheggio.

L’idea di partenza è semplice: un generico pin posizionato su una mappa può non essere sufficiente per rappresentare ciò che accade realmente sulla strada.

Da qui la scelta di costruire un sistema nel quale geometria, cartografia e probabilità assumono un ruolo centrale.

WITP, dal pin generico alla geometria reale delle strade

Alla base di WITP c’è un principio preciso: cercare di rappresentare sulla mappa la realtà urbana con maggiore fedeltà.

Il progetto utilizza infatti geometrie reali provenienti da OpenStreetMap e Apple Maps, superando l’impostazione iniziale basata sulle immagini satellitari.

Non si è trattato semplicemente di un’evoluzione progressiva del prodotto. Nella primavera del 2026, il primo prototipo è stato sostanzialmente abbandonato perché, secondo la visione del suo sviluppatore, non riusciva a raggiungere lo standard di precisione desiderato.

Scruzzi ha quindi scelto di procedere con una riscrittura completa dell’applicazione, costruendo WITP su basi differenti.

Una decisione significativa soprattutto considerando la giovane età dello sviluppatore e la complessità tecnica di un progetto che mette insieme sviluppo iOS, dati cartografici e modellazione probabilistica.

Una probabilità di parcheggio che nasce da una formula

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il modo in cui WITP affronta il concetto di probabilità.

Quando un’applicazione indica, per esempio, una “probabilità del 72%” di trovare un posto, secondo la filosofia alla base del progetto quel numero non dovrebbe essere una semplice indicazione generica.

Deve esistere un modello che permetta di comprendere come sia stato ottenuto.

Per questo WITP è stato sviluppato attorno a un modello di probabilità deterministico, con l’obiettivo di rendere il risultato verificabile e collegato a una logica concreta.

L’approccio punta quindi a distinguere il progetto da sistemi percepiti dall’utente come vere e proprie “scatole nere”, nelle quali viene mostrato un risultato senza che sia immediatamente comprensibile ciò che lo ha prodotto.

Claude entra nei livelli a pagamento di WITP

Nel progetto trova spazio anche l’intelligenza artificiale.

Nei livelli a pagamento, WITP utilizza Claude come livello di ragionamento, affiancandolo alla struttura deterministica sulla quale è costruito il sistema.

La distinzione è importante: il cuore della probabilità non viene presentato come una semplice previsione generata dall’intelligenza artificiale, ma come il risultato di un modello strutturato sul quale possono essere innestate funzionalità più avanzate.

È un’impostazione che riflette una delle tendenze più interessanti dell’attuale sviluppo software: utilizzare l’AI non necessariamente per sostituire algoritmi, dati e regole definite, ma per costruire un ulteriore livello di interpretazione e interazione.

A 18 anni una sfida tecnologica nata sul Lago Maggiore

La storia di WITP è interessante anche per il profilo del suo creatore.

Daniele Scruzzi rappresenta una generazione di giovanissimi sviluppatori che può oggi progettare prodotti digitali complessi senza dover necessariamente partire dalla struttura tradizionale di una grande software house.

Un computer, competenze tecniche, accesso a piattaforme cartografiche, API e nuovi modelli di intelligenza artificiale consentono a uno sviluppatore indipendente di sperimentare soluzioni che fino a pochi anni fa avrebbero richiesto organizzazioni decisamente più articolate.

Ma WITP racconta anche un altro aspetto dell’innovazione: la capacità di abbandonare una soluzione quando non raggiunge gli standard prefissati.

La decisione di accantonare il prototipo satellitare e ricostruire il progetto sulle geometrie di OpenStreetMap e Apple Maps mostra come lo sviluppo di un prodotto digitale sia spesso un percorso fatto di verifiche, errori, riscritture e cambiamenti di architettura.

Mobilità urbana, dati e AI: il parcheggio diventa un problema tecnologico

Il tema affrontato da WITP va oltre la singola applicazione.

Nelle grandi città, parcheggio e mobilità urbana sono problemi strettamente collegati. Ridurre il tempo impiegato dagli automobilisti nella ricerca di un posto può avere implicazioni sull’esperienza di mobilità e, potenzialmente, sull’efficienza degli spostamenti.

È proprio nelle città complesse e ad alta densità come Milano che tecnologie basate su cartografia evoluta, dati e modelli predittivi possono trovare uno dei principali terreni di sperimentazione.

Il futuro della mobilità urbana passa infatti sempre più dalla capacità di trasformare grandi quantità di informazioni territoriali in indicazioni realmente utili per chi si muove.

WITP prova a inserirsi in questo scenario partendo da una domanda apparentemente elementare: dove posso trovare parcheggio?

Dietro quella domanda, però, ci sono geometrie, mappe, algoritmi, probabilità e intelligenza artificiale.

E soprattutto c’è la storia di uno sviluppatore italiano di appena 18 anni che ha deciso di provare a ripensare un problema quotidiano partendo dal codice.


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