Vent’anni di accoglienza, cura e umanità. Casa VIDAS festeggia il ventesimo anniversario dall’apertura dell’hospice di via Ojetti 66, inaugurato nel luglio 2006 grazie alla volontà della fondatrice Giovanna Cavazzoni e alla straordinaria generosità di migliaia di cittadini, aziende e sostenitori.
In due decenni la struttura ha accolto 8.939 pazienti, offrendo gratuitamente cure palliative specialistiche e supporto alle loro famiglie, diventando uno dei punti di riferimento della sanità milanese e italiana per l’assistenza ai malati inguaribili.
Un modello di assistenza che mette al centro la persona
La storia di Casa VIDAS inizia con un episodio rimasto nella memoria dell’organizzazione: la prima paziente, una donna di 86 anni affetta da SLA, appena arrivata chiese un bicchiere di Bonarda. Quel piccolo desiderio venne immediatamente esaudito, diventando il simbolo di una filosofia assistenziale che mette al centro la dignità e i bisogni della persona.
“Negli ultimi anni sono aumentati gli ospiti affetti da patologie croniche gravi e degenerative, riflesso dell’invecchiamento della popolazione e della crescita delle fragilità”, spiega Giada Lonati, direttrice sociosanitaria di VIDAS.
Oggi circa il 30% dei pazienti assistiti è rappresentato da persone con patologie non oncologiche, che necessitano di percorsi di cura sempre più complessi e prolungati.
Dall’assistenza domiciliare all’hospice
VIDAS nasce nel 1982 con l’obiettivo di portare le cure palliative direttamente nelle case dei malati. Con il tempo è emersa però la necessità di creare una struttura dedicata a chi, per motivi sanitari o sociali, non poteva più essere assistito al proprio domicilio.
Nel 2002 il Comune di Milano concesse il terreno di via Ojetti in comodato gratuito e prese così forma il progetto di Casa VIDAS, realizzato esclusivamente grazie a una grande campagna di raccolta fondi che coinvolse cittadini e numerosi protagonisti del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo.
Un hospice progettato per accogliere
Casa VIDAS dispone oggi di 20 camere singole con bagno privato, tutte predisposte per ospitare anche un familiare durante la notte.
Gli ambienti sono stati progettati per offrire un’atmosfera accogliente e familiare, con spazi comuni, terrazze, biblioteca, una stanza del silenzio e percorsi completamente accessibili anche ai pazienti non autosufficienti.
Tra gli elementi più apprezzati vi è la speciale vasca assistita con sollevatore, che permette anche alle persone completamente immobilizzate di vivere nuovamente l’esperienza di un bagno in totale sicurezza.
Vent’anni di storie, emozioni e piccoli grandi desideri
Nel corso degli anni Casa VIDAS è stata teatro di compleanni, matrimoni, battesimi e momenti di straordinaria intensità umana. Celebre il caso di Margherita, protagonista nel 2016 della prima unione civile celebrata a Milano all’interno dell’hospice.
La vita quotidiana della struttura è arricchita da attività di musicoterapia, pet therapy e iniziative che favoriscono la relazione tra pazienti, familiari e operatori. Tra i simboli più amati dell’hospice c’è Trilly, il pony che per anni ha fatto visita agli ospiti, diventando uno dei volti più riconoscibili di Casa VIDAS.
Una comunità che continua a sostenere VIDAS
Il ventesimo anniversario è stato celebrato insieme a operatori sanitari, volontari, donatori, pazienti, familiari e rappresentanti del Municipio 8 di Milano.
A rendere ancora più speciale la ricorrenza ha contribuito la storica pasticceria milanese Martesana, che ha donato la torta celebrativa, confermando il forte legame tra Casa VIDAS e la città.
Dopo vent’anni, l’hospice fondato da Giovanna Cavazzoni continua a rappresentare un esempio di eccellenza nelle cure palliative, dimostrando come competenza sanitaria, attenzione alla persona e solidarietà possano convivere in un modello di assistenza che mette sempre al centro la dignità del paziente.
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