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L’Olimpia costruisce la sua terza vittoria consecutiva in EuroLeague con un primo tempo di altissimo livello, in cui attacco e difesa si esprimono al meglio e creano un divario che tocca anche i 22 punti. Nella ripresa, il Maccabi usa tutte le sue armi, approfitta di un calo di efficacia dell’attacco per tenere ancora un po’ in apprensione Milano, ma non abbastanza da essere davvero minacciosa. Con l’apporto di tutti, tanto movimento di palla, 19 assist, 11 triple e tantissima difesa arriva la vittoria 83-72

IL PRIMO QUARTO – James Nunnally è subito protagonista nel Maccabi, con cinque punti e l’assist che manda a schiacciare Lessort. Malcolm Delaney guida la rimonta dell’Olimpia, segna un canestro, alza un alley-oop per Tarczewski, poi una sua tripla dall’angolo vale il 13-7 Milano. Il Maccabi riparte con l’ingresso di Reynolds e la sua energia a rimbalzo, ma è ancora Delaney a comandare la partita: due volte manda a canestro Melli e genera l’allungo di Milano sul 20-9. Anche dopo il secondo giro di cambi, la difesa dell’Olimpia tiene, riesce ad arginare Reynolds a rimbalzo così il vantaggio tocca i 13 punti. Sfruttando il bonus, il Maccabi trova ritmo in attacco con quattro tiri liberi consecutivi con i quali rientra a meno otto, prima che uno scarico di Mitoglou per Sergio Rodriguez chiuda il quarto sul 26-15 Olimpia.

IL SECONDO QUARTO – Il primo rimbalzo offensivo dell’Olimpia è convertito da Hines, che costringe Reynolds al terzo fallo. Da rimessa dal fondo, Rodriguez arma la mano di Shields e una tripla di Mitoglou determina il massimo vantaggio sul 35-19, mentre il Maccabi si affida al gioco interno, prima di Reynolds poi di Lessort. Coach Messina usa anche Rodriguez e Delaney in combinazione contro Wilbekin ed Evans. La difesa resta aggressiva. Un assist di Delaney per la seconda tripla di Mitoglou obbliga Coach Sfairopoulos a fermare la partita una seconda volta. Al rientro, Lessort segna due volte di fila così tocca a Coach Messina spendere il time-out. Tornati in campo un’altra esemplare circolazione frutta la terza tripla di Mitoglou. Poi l’energia di Delaney dopo uno spettacolare gancio di Melli apre 20 punti a favore di Milano, in coincidenza del secondo fallo proprio di Melli. Il vantaggio massimo raggiunge i 22 punti, due volte, l’ultima attraverso un gioco da tre punti completato da Devon Hall: 52-30.

IL TERZO QUARTO – Il Maccabi parte con un quintetto potente, con Nunnally da 2 e Caloiaro da 3. Il terzo fallo di Delaney cambia un po’ le rotazioni della ripresa e il muro giallo e protezione dell’area inceppa l’attacco biancorosso. E’ Devon Hall, con una penetrazione con la mano destra e poi una tripla, a conservare il vantaggio dell’Olimpia nella prima metà del periodo. Quando Derrick Williams colpisce da tre, Mitoglou risponde con la quarta tripla della sua partita. Poco dopo però segnano Reynolds e Wilbekin con la sua prima tre. Il Maccabi mangia un po’ del vantaggio dell’Olimpia e Coach Messina dopo otto minuti usa il suo primo time-out del secondo tempo. La seconda tripla di Wilbekin riporta il Maccabi da meno 22 a meno 13. Datome con una tripla allenta la pressione. Wilbekin con un assist manda a canestro Reynolds. Alla fine del terzo è 63-49 Olimpia.

IL QUARTO QUARTO – L’Olimpia usa la taglia di Mitoglou nei mismatch per piazzare subito un parziale di 4-0 tutto del greco, su assist di Shields e Melli. la prima bomba di Shields su ribaltamento di Rodriguez per un attimo ripristina 19 punti di vantaggio per Milano. Derrick Williams però si accende in modo improvviso: produce sette punti con due triple, incluso un gioco da quattro punti. In mezzo però c’è anche la bomba di Hall, così il margine resta a quota 15 a metà del periodo. Lo show balistico dell’ala del Maccabi prosegue. Arriva anche la terza bomba consecutiva. L’Olimpia però continua a macinare gioco. Shields schiaccia, Mitoglou conquista un rimbalzo d’attacco e Hines firma un canestro di rapina. A 4:01 dalla fine, è ancora 77-61. Il Maccabi però procede con l’ultimo assalto. Anche Evans segna da tre quando l’Olimpia si ferma un po’. A 1:43 il divario è ridotto a 11 punti, poi sono anche nove. Sul fallo tattico del Maccabi, Rodriguez mantiene a distanza l’avversario, 83-72.

Così Coach Ettore Messina ha commentato la vittoria sul Maccabi: “E’ stata una bella vittoria in una giornata che ha dimostrato quanto sia difficile vincere in EuroLeague. Ovviamente, abbiamo giocato un primo tempo di alto livello, abbiamo conquistato un largo vantaggio che non avevamo mai avuto in questa stagione e non l’abbiamo gestito benissimo. Nella ripresa siamo entrati in campo un po’ molli, ma la difesa non è mai venuta meno e ogni volta che abbiamo mosso la palla abbiamo costruito buoni tiri. Sono molto contento per Dinos Mitoglou che ha mostrato il suo potenziale, sono molto contento per la prova di Malcolm Delaney soprattutto in difesa sul loro giocatore più pericoloso. L’ha fatto con l’aiuto della squadra ma è stata una grande prova difensiva la sua. Adesso continuiamo a lavorare e ci prepariamo alla prossima partita che sarà difficile”.

Sulla prova difensiva: “Mi piace molto quando i giocatori mostrano il loro spirito, quando combattono in difesa e lo fanno con coesione, perché è testimone di un’identità che si sta creando ed è molto buona. Quando tieni sotto media un giocatore come Wilbekin le responsabilità sono da dividere. Giocatori come lui sono chiamati ogni sera a giocare ai massimi livelli e qualche volta capita che non succeda. Questo non toglie nulla al loro status. Sicuramente noi abbiamo fatto bene, abbiamo difeso il pick and roll in modo eccellente per gran parte della gara, ma non era la sua miglior serata”.

Su Malcolm Delaney: “Anche in attacco soprattutto nel primo tempo ha avuto ritmo, ha trovato i suoi tiri, come aveva fatto anche a Vitoria. Nel secondo tempo è andato meno bene, probabilmente ha pagato la stanchezza del grande sacrificio difensivo. Spero continui così”.

Su Kyle Hines: “Ho letto che ha parlato di ultima stagione, ma gli ho subito mendato un messaggio, gli ho detto di non scherzare. Non so per quanti anni possa andare avanti, finché vuole probabilmente, è una delle pietre angolari della squadra, un idolo per la tifoseria, la sua conoscenza del gioco è estrema, la sua fisicità non manca mai. Quando sarà il momento parleremo con lui, ma in realtà gli parlo tutti i giorni. Non vedo il problema”.

Sulla partita con l’Efes: “E’ una situazione anomala, ma è bello poterla giocare senza preoccuparci del loro stato di forma, di come verranno qui. Nel giro di un anno siamo diventati una squadra che ha fatto le Final Four e si è guadagnata il diritto di affrontare faccia a faccia i Campioni d’Europa senza preoccupazioni. Quindi ci giochiamo questa partita con orgoglio”.

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