Basket, all’Olimpia Milano la Supercoppa, battuta la Virtus Bologna in finale.

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L’Olimpia comanda la partita per tutti i 40 minuti, sopravvive all’infortunio di Vlado Micov, ai problemi di falli, ad un terzo periodo da otto punti e quando serve trova nel finale un Sergio Rodriguez spettacolare. Una difesa da 13 palle rubate completa il lavoro. E’ la quarta Supercoppa dell’Olimpia. Meritata, conquistata senza mai seguire nel punteggio in tutte le Final Four e con percorso netto, 8-0. MVP Malcolm Delaney, ma mai come questa volta è stata la vittoria di squadra, della difesa e dell’energia. 75-68 il finale.

IL PRIMO QUARTO – La difesa dell’Olimpia è subito molto aggressiva sul perimetro. La Virtus trova le migliori soluzioni attaccando i mismatch interni con Gamble e Ricci. Il vantaggio di Milano tocca i sei punti tre volte, la prima con una tripla di Delaney. Sul 15-7, terzo jumper dalla media di Kevin Punter, Bologna spende il primo timeout, nel momento in cui l’Olimpia perde Vlado Micov (distorsione al gomito sinistro). L’Olimpia finisce il quarto con due playmaker assieme, Rodriguez e Delaney. Il margine resta costante, a Rodriguez fischiano il secondo fallo, e Milano chiude il periodo avanti 21-16.

La nota: in un primo periodo molto attento, l’Olimpia non tira bene da tre e dalla linea (2/5), ma costruisce la sua partita con sei assist e nessuna palla persa.

IL SECONDO QUARTO – Bologna torna a meno tre quando a Kevin Punter fischiano il secondo fallo. La risposta è una tripla di Delaney, poi una palla rubata da Datome scava il più otto sul 26-18. La seconda bomba di Delaney dall’angolo genera il massimo vantaggio dopo tre minuti e mezzo obbligando la Virtus al timeout. Con i falli a costringere Coach Messina ad una rotazione “protettiva”, e il bonus bruciato, l’Olimpia trova lo stesso il modo di passare da più sei a più 13 con una tripla di Datome. La risposta di Abass dall’arco è cancellata da un gioco da tre completato a rimbalzo ancora da Datome. All’intervallo è 45-33 Milano.

La nota: nel secondo quarto, l’Olimpia ha perso cinque palloni, ma ha invertito la tendenza rispetto al primo mettendo cinque triple su sei, nonostante il minutaggio ridotto di Punter e l’uscita per infortunio di Micov, due dei migliori specialisti della squadra.

IL TERZO QUARTO – Con Moraschini in quintetto al posto di Micov e incassando terzo e quarto fallo di Brooks, l’Olimpia si ritrova la Virtus a meno sette quando perde un po’ di efficacia in difesa nei primi possessi. Un coast-to-coast di Kyle Hines allenta la pressione per un attimo, ,a succede prima di un gioco da tre di Alibegovic che firma sette punti quasi consecutivi. Milano torna ad aggrapparsi alla difesa in un quarto offensivamente problematico, in cui segna appena otto punti e chiude in vantaggio ma di soli due punti, 53-51.

La nota: il 2/16 da tre di Bologna dopo tre quarti grazie all’aggressività della “switching defense” dell’Olimpia è il motivo per cui Milano conserva il vantaggio.

IL QUARTO QUARTO – L’Olimpia aggredisce il quarto periodo, con due possessi difensivi in cui non permette a Bologna di tirare, poi Punter segna cinque punti consecutivi allungando di nuovo a più sette dopo un minuto. Dal timeout Virtus, l’Olimpia esce perdendo di nuovo precisione in attacco. Bologna ne approfitta per rientrare a meno tre con sei minuti da giocare. Un libero di Hines e due di Datome ripristinano sei punti di margine. Teodosic risponde subito con una tripla, Tarczewski mette il gancio. Dal secondo timeout bianconero, Milano invece esce con una palla rubata, Punter fa solo 1/3 dalla lunetta, ma Datome da tre allunga a più sette. La seconda palla rubata, produce un altro jumper dall’angolo di Datome per il più nove a 2:50 dalla fine. Un gioco da tre di Hunter e due liberi di Alibegovic ricuciono il margine a quattro punti. Rodriguez con una tripla monumentale che di fatto è quella che chiude la partita.

La nota: il capolavoro difensivo dell’Olimpia è stato tenere Teodosic a sei punti con 2/12 dal campo.

Prima vittoria di Coach Ettore Messina sulla panchina dell’Olimpia: “E’ stata una vittoria molto bella, che ci rende felici per noi, per la proprietà, per il gruppo Armani che fa tanto per l’Olimpia e in generale per il basket. E’ stata una partita di grande sacrificio contro una grande squadra, così come una grande suqadra è Venezia che abbiamo battuto in semifinale e resta la squadra che ha vinto due degli ultimi tre scudetti. In più abbiamo perso Micov subito nel primo quarto. Come in tutte le partite secche, è importante non concedere parziali di sei-otto a zero, non concedere rimbalzi offensivi, non permettere agli avversari di imporre il loro gioco. Noi siamo sttai bravi a tenere due campioni come Teodosic e Markovic al di sotto dei loro numeri abituali e poi in attacco nei momenti cruciali alcuni giocatori sono stati bravi a vincerla per noi, penso ai canestri di Punter, a Datome che è stato fondamentale, infine a Rodriguez che l’ha chiusa. E’ stato fondamentale Delaney all’inizio quando ci ha permesso di prendere subito fiducia. Poi ha avuto un problema al ginocchio che l’ha condizionato nel secondo tempo. Voglio spendere due parole anche per Shields, Roll e LeDay: avveamo deciso di dare la precedenza ai giocatori che avevano sofferto con noi nei momenti difficili”.

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