Durante la Milano Design Week 2026, Dàmeda ha creato una presenza significativa, collegando luoghi, attori e diverse scale progettuali. Questo approccio non era solo di natura produttiva, ma anche culturale, posizionandosi come un interlocutore capace di tradurre il dialogo in forma.
Il cuore di questa visione è stato Design Generation(s), realizzato alla Fabbrica del Vapore dal 20 al 26 aprile, un progetto sviluppato con VenturAcademy che ha messo in luce un tema fondamentale: il trasferimento di conoscenze tra generazioni e la loro trasformazione in risultati tangibili.
Il Ruolo di Ventura Academy
In questo intreccio di relazioni, Ventura Academy ha introdotto una dimensione culturale e narrativa, ampliando il progetto e rafforzandone il significato.
Fondata da Simona Ventura e Giovanni Terzi come incubatore di talenti e piattaforma multidisciplinare, l’Academy ha reso lo spazio attivo per l’elaborazione, in cui il progetto è stato realizzato, raccontato, interpretato e messo in scena.
Design Generation(s)
Ci sono incontri che passano e altri che generano trasformazioni. Design Generation(s) è nato da questi ultimi. Il titolo alludeva sia alla compresenza di generazioni diverse sia al processo virtuoso attivato quando queste entrano in relazione.
Designer affermati, nuove generazioni e piattaforme culturali hanno collaborato insieme alla costruzione del progetto.
In questo contesto, Dàmeda e Ventura Academy hanno assunto un ruolo centrale come interlocutori in grado di connettere competenze diverse, trasformando i progetti in risultati concreti.
L’incontro e l’emozione che ne sono derivati hanno permesso alle idee di emergere, evolvere e diventare materia. Negli spazi della Ventura Academy alla Fabbrica del Vapore, il progetto si è fondato su un sistema di relazioni in cui la cultura progettuale si trasmetteva, veniva rielaborata e si convertiva in oggetto.
I Progetti in Mostra
Be.MORE di Simone Micheli Architectural Hero
Il progetto di Simone Micheli, sviluppato con il suo studio, si è collocato come nucleo concettuale della mostra. Un sistema di sedute che rifletteva un’idea di spazio fluido e dinamico, concepito per favorire relazioni piuttosto che funzioni rigidamente definite.
Le morbide geometrie e le generose imbottiture erano incorniciate da schienali, enfatizzando la possibilità di configurazioni aperte e suggerendo un uso non gerarchico degli ambienti domestici e collettivi.
MOS – Sistema di Sedute (NID + Simone Micheli Architectural Hero + Dàmeda)
Se Be.MORE rappresentava una visione consolidata sull’evoluzione dell’abitare, MOS era l’elaborazione di questo approccio, sviluppata dagli studenti del NID all’interno del workshop “Hybrid Living”. Il sistema, progettato da Francesco Fassio, Lorela Gashi e Giada Talarico, affrontava la dissoluzione dei confini tra casa, lavoro e spazi condivisi.
Canapé – Studio02Milano per Dàmeda
Disegnato da Matteo Bermani, Canapé si concentrava sull’evoluzione tipologica, ispirato agli anni ’60 e ’70. Le linee morbide di sedute e schienali si abbinavano a una base personalizzabile, diventando un segno grafico distintivo. Il concept si basava su un principio di apertura, trasformando il sistema imbottito in un’infrastruttura flessibile e modulare, capace di adattarsi a diversi contesti e modalità d’uso.
Dàmeda: L’Incontro Che Diventa Prodotto
Dàmeda, radicata nella tradizione artigianale della Brianza, ha sviluppato competenze che vanno oltre la produzione, fondandosi su capacità di ascolto e interpretazione. Ogni prodotto nasceva da un confronto diretto con progettisti e clienti, dando forma a soluzioni calibrate sulle esigenze specifiche.
L’azienda si è distinta per una vocazione fortemente sartoriale, non intesa come semplice personalizzazione formale, ma come costruzione di soluzioni su misura. La manifattura è diventata uno spazio di mediazione attiva, interpretando il progetto.
Chromatica Marcegaglia è stata sponsor tecnico, realizzato le superfici scenografiche che hanno definito lo spazio espositivo. Ca’ del Bosco, in qualità di partner beverage, simboleggia l’armonia tra tradizione e innovazione.
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