Le ondate di calore non sono finite. Nonostante la tregua delle ultime settimane, i meteorologi avvertono che il caldo intenso è pronto a tornare anche a luglio: il servizio europeo Copernicus segnala infatti una persistente area di calore sopra l’intero bacino del Mediterraneo. Un allarme che riguarda da vicino anche Milano e la Lombardia, dove secondo una nuova ricerca il livello di consapevolezza dei genitori sui rischi di disidratazione infantile risulta tra i più bassi d’Italia.
Perché i bambini sono più a rischio degli adulti
Il rischio disidratazione non riguarda solo gli adulti, ma soprattutto i più piccoli. Nei bambini l’acqua rappresenta infatti circa il 75% del peso corporeo, contro il 60% degli adulti, rendendoli fisiologicamente più vulnerabili alla perdita di liquidi durante le giornate più calde. Nonostante avvisi istituzionali e allarmi lanciati dai pediatri siano ormai ampiamente diffusi sui mezzi di informazione, i risultati delle campagne di sensibilizzazione non sono omogenei su tutto il territorio nazionale.
Lombardia tra il fanalino di coda della classifica
Secondo una ricerca del Centro Studi Pool Pharma condotta su un campione di 280 adulti, sono soprattutto i bambini residenti nel Nord Italia a risultare più esposti al rischio disidratazione, complice una minore consapevolezza dei genitori rispetto alle regioni del Sud, tradizionalmente più abituate a temperature elevate e stagioni calde prolungate.
Nella classifica delle regioni più virtuose sul tema dell’idratazione infantile svetta la Calabria, con l’81% dei pareri positivi, seguita da Sicilia (76%) e Sardegna (70%). Il quadro cambia radicalmente scendendo verso il Nord Italia: il Piemonte chiude la classifica con appena il 35% dei pareri, seguito a stretto giro dalla Lombardia, ferma al 38%. Poco più preparate risultano Emilia-Romagna (41%) e Trentino-Alto Adige (42%), mentre fa eccezione la Liguria, che si attesta al 61%, un dato più vicino alle regioni del Sud.
La parola all’esperta
«Mentre il sale riduce la disponibilità di acqua a livello cellulare, al contrario bevande zuccherate e alcoliche aiutano il processo di diuresi: si tratta di due effetti il cui risultato si somma», spiega Camilla Pizzoni, Direttore Generale di Pool Pharma. Per questo, sottolinea l’esperta, è fondamentale assumere più acqua nel corso della giornata per compensare questi effetti che si sovrappongono. L’integrazione con prodotti salini specifici per i più giovani può essere utile, ma sempre sotto consiglio del medico o del farmacista, senza mai sostituire una dieta adeguata alla stagione.
Quanta acqua serve davvero
Le linee guida LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento per la popolazione italiana) indicano un fabbisogno giornaliero di acqua pari a circa 1,9-2,5 litri per gli adolescenti e 1,2-1,8 litri per i bambini: quantitativi non sempre facili da gestire nella routine quotidiana delle famiglie.
Il decalogo per proteggere i più piccoli dal caldo
Per aiutare i genitori a ridurre il rischio di disidratazione nei figli, Pool Pharma ha stilato dieci semplici regole pratiche:
- Offrire acqua a temperatura ambiente anche in assenza dello stimolo della sete, evitando quella troppo fredda direttamente dal frigorifero.
- Evitare le bibite zuccherate, che possono paradossalmente stimolare la diuresi e aggravare la disidratazione.
- Evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata.
- Vestire con abiti in fibre naturali che favoriscano la traspirazione, abbinati a un cappello leggero.
- Insegnare ai più giovani a riconoscere i segnali del corpo, come stanchezza mentale o leggere palpitazioni.
- Portare frutta e verdura di stagione anche in spiaggia o in passeggiata, evitando alimenti troppo salati a pranzo.
- Non far mai mancare l’acqua in viaggio, anche negli spostamenti brevi.
- Promuovere l’attività fisica nelle ore più fresche, mattina presto o tardo pomeriggio.
- Limitare l’uso eccessivo dell’aria condizionata, che riduce l’umidità dell’aria.
- Monitorare le previsioni meteo e adattare le attività quotidiane nei giorni di picco di calore.
Un vademecum semplice ma utile, in una stagione in cui — soprattutto in Lombardia — la prevenzione resta la miglior difesa contro i rischi del caldo estivo.
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