Una scultura di pane per annunciare Pane in piazza l’evento benefico più importante di Milano Food City.

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Oltre 400 metri quadri di hangar con maxi schermo in Piazza Duomo e una squadra di 150 panificatori volontari provenienti da tutta Italia che sforneranno in diretta 24 ore su 24 specialità regionali  dolci e salate. A far da protagonista il pane, in tutte le sue molteplici e golose declinazioni.

Sono questi i numeri di  Pane in Piazza 2019, l’imponente manifestazione  organizzata a scopo benefico da Famiglia Marinoni e Missioni Estere Cappuccini onlus di Milano, che si terrà  durante ‘Milano Food City’, da giovedì 25 Aprile a sabato 4 Maggio, con i patrocini del Comune di Milano, di Confcommercio e di varie associazioni regionali del mondo della panificazione; inoltre con la partenership di Società Umanitaria e dell’Istituto di formazione professionale Ciofs di Cinisello Balsamo.

L’obiettivo  è raccogliere fondi per la costruzione di un panificio industriale a Dire Dawa, in Etiopia, progetto già avviato nel 2018 grazie alla generosità dei numerosissimi visitatori all’edizione precedente.

Nel frattempo in attesa dell’appuntamento solidale più goloso dell’anno, una serie di eventi ed installazioni dedicati all’Arte Bianca animeranno a  partire dai prossimi giorni il capoluogo meneghino.

Durante il Salone del Mobile (9-14 Aprile) alla Fabbrica del Vapore in via Procaccini 4 sarà esposta “Bread for Life” una statua di pane di 1 metro e 20 di altezza che rappresenta il globo terrestre sorretto da braccia forti e adornato da  foglie rigogliose a suggerire la tematica ambientale.

L’opera è firmata dall’esperto panificatore  Attilo Pavin, 42 anni, titolare del forno “L’angolo del Pane” a Castiglione Olona (Varese): “Attraverso  Bread for Life ho voluto lanciare un monito per il nostro pianeta, ancora provato dalle carestie che affliggono gran parte della popolazione mondiale  e  sempre più indebolito dal disboscamento e dall’effetto serra – spiega – . Nient’altro meglio del pane avrebbe potuto esprimere il mio messaggio per un futuro globale sereno. Il pane infatti è un elemento da sempre simbolo di vita,  di pace e di speranza”.

 

IL PROGETTO ‘PANIFICIO INDUSTRIALE SAINT AUGUSTIN 

Lunedì 3 Settembre 2018 alle 8 del mattino ora locale è giunto alla sede del Segretariato Cattolico di Dire Dawa, a 50 km da Harar, un grande container con tutto il necessario per avviare un primo forno per la panificazione, installato e poi inaugurato il 26  Ottobre da Cesare Marinoni. Complessivamente sono stati donati 2 macchine impastatrici, 1 chifferatrice per tranciare e arrotolare la pasta, 1 cella a lievitazione programmata, 2 spezzatrici  per porzionare l’impasto, 1 cilindro laminatoio per raffinarlo e renderlo omogeneo, 1 macchina macina pane, 1 stampatrice per michette, 2 bilance e  6 carrelli donati da una panetteria milanese; in più 6 forni, una cucina domestica completa, 1.206 confezioni di generi alimentari, 100 di t-shirt, 71 di detergenti e 34 di vestiti per bambini aggiunti da altri benefattori. A impastare e produrre concretamente il pane sono Tewodros e Abiy, i due ragazzi etiopi fatti venire  in Italia un anno fa  per imparare l’Arte Bianca, formati gratuitamente al Ciofs e poi con un periodo di stage nel panificio di Luca Piantanida.

Un prezioso obiettivo è raggiunto: questo primo piccolo panificio già rifornisce di un buon quantitativo di pane i più poveri tra i poveri,  come i 1500 ospiti dell’Istituto delle Suore di Madre Teresa di Calcutta e i 150 bambini orfani.

A coordinare localmente il progetto è lo stesso Vescovo di Harar, SE Mons. Angelo Pagano che lo ha ideato.

In Etiopia, nonostante i grattacieli di Addis Abeba, guerra e siccità hanno causato una grave inflazione che ha portato perfino la materia prima del pane a costi proibitivi. Il Vicariato di Harar si estende su una superficie di 266.000 chilometri quadrati e la popolazione, raddoppiata nel giro di pochi anni, è di 8 milioni di persone, per la maggior parte giovani senza un impiego.

 

Così Mons. Pagano ha deciso di mettere a disposizione 500 metri quadri appartenenti al Vicariato per costruire un panificio ad ampia produzione.

Lo stabilimento dedicato a St. Augustin dovrà avere una capacità produttiva di 300 quintali all’anno necessaria per colmare parte dell’enorme divario fra domanda e offerta di pane su tutto il territorio, e per sostenere le opere della Diocesi rivolte a persone di ogni religione ed etnia.

 

I Frati del Centro Missionario di piazzale Cimitero Maggiore 5 a Milano coordinano l’attività di animazione missionaria della Provincia dei Frati Minori Cappuccini di Lombardia, che ha un centinaio di missionari presenti in varie nazioni dei diversi continenti: Brasile, Costa d’Avorio, Camerun, Thailandia, Etiopia, Emirati Arabi, India.

Hanno quindi accolto la richiesta di aiuto di Mons. Pagano dando vita a una serie di attività, la più imponente delle quali è ‘Pane in piazza’, per raccogliere fondi, materiali e insomma tutti gli aiuti indispensabili per dare vita al progetto Saint Augustin, secondo lo stile missionario dei Cappuccini riassunto nello slogan ‘Vicini per chi è lontano’.

Non a caso, dove arrivano questi Missionari, che vivono sull’esempio di San Francesco, sorgono fabbriche, ospedali, scuole, conventi, centri di formazione alla vita religiosa, parrocchie, strutture sociali, lebbrosari, centri di accoglienza per famiglie, adulti e bambini di ogni credo religioso, per la promozione umana personale, sociale e spirituale.

E molto hanno fatto e continuano a fare anche in Italia nelle regioni colpite dal terremoto.

Per contribuire come volontari a ‘Pane in piazza’: marinoni@marinoni.com

Per sponsorizzare ‘Pane in piazza’: marinoni@marinoni.com

Per donare: https://www.missioni.org/come-aiutarci/ specificando la causale Panificio Harar.

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