Spazio, Forma, Concetto, dal 6 ottobre alla Fondazione Kenta.

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Spazio, Forma, Concetto è il titolo della mostra che inaugura la nuova stagione della Fondazione Kenta, con sede a Milano. L’esposizione a cura di Giorgio Verzotti con il contributo di Isorropia Homegallery verrà ospitata dal 6 ottobre al 5 dicembre negli spazi della Fondazione in Via Sassetti 31. 

Un titolo molto asettico, sobrio, quasi generico, ma in realtà molto preciso e puntuto: un artista si misura con lo spazio espositivo, qualunque esso sia, che gli ispira forme attraverso le quali viaggiano i concetti, i pensieri visivi che trovano verifica nello sguardo e nella mente dell’osservatore.

Di fatto, la collettiva così indicata nasce semplicemente dall’incontro fra lo spazio e alcuni artisti che subito si sono sentiti stimolati dalla sua specificità. L’origine della Fabbrica Sassetti, in cui ha sede la Fondazione Kenta è industriale; ora ristrutturato per diventare un luogo di attività culturale e sociale, aperto alla collettività, esso lascia però visibili le tracce delle sue funzioni originarie, quelle di uno spazio di lavoro. È proprio questo permanere della memoria, della storia del luogo che ha interessato gli artisti, da sempre affascinati dal “riuso” estetico di luoghi a suo tempo pensati per altri scopi.

Gli artisti sono dapprima due, Sergio Limonta e Filippo Manzini, scultori, che pensano sempre e realizzano le proprie opere in funzione dello spazio che le ospiterà; nel loro caso, la scultura si “apre” allo spazio, rispettando le sue specificità e anzi rivelandole, e rinuncia alla sua stessa pienezza volumetrica, quasi destrutturandosi. 

Poi gli artisti sono diventati quattro, perché i primi due si sono voluti confrontare con due esponenti di rilievo della generazione a loro precedente, Federico De Leonardis e Hidetoshi Nagasawa.  

De Leonardis da sempre “abita” lo spazio con i suoi interventi, non necessariamente tridimensionali, segnandolo anche marcatamente e se necessario mutando l’aspetto dell’opera, pur di sondare tutte le possibili relazioni di senso create da questo rapporto.  

Nagasawa è il riconosciuto maestro di simili percorsi della scultura, dove l’opera diviene una relazione, spesso ardita, di equilibri fra forze contrapposte. In lui, la scultura sembra perdere peso proprio quando i materiali impiegati e le dimensioni annunciano tutto il loro “pondus”. 

La sua presenza in mostra vale per noi tutti anche come omaggio al maestro scomparso.

La Fondazione Kenta apre dunque la nuova stagione con una mostra dove il “tema” trattato è la Fondazione stessa, la sua storia e la sua architettura, reinterpretata dagli artisti. Viene coinvolto il suo passato e se vogliamo anche il suo futuro, la sua apertura pensata come offerta alla collettività di nuovo spazio di elaborazione culturale.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo, pubblicato da Peruzzo Industrie Grafiche, che documenterà l’installazione delle opere negli spazi della Fondazione Kenta.

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