Prosegue la Stagione 2021-2022 del Centro Teatrale Bresciano E ti vengo a cercare con lo spettacolo Il delitto di via dell’Orsina di Eugène-Marin Labiche, nella traduzione di Andrée Ruth Shammah e Giorgio Melazzi, adattato e diretto da Andrée Ruth Shammah, con protagonisti Massimo Dapporto e Antonello Fassari.

Lo spettacolo prodotto da Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana debutterà mercoledì 23 febbraio 2022 al Teatro Sociale di Brescia (via Felice Cavallotti, 20) e resterà in scena fino a domenica 27 febbraio (tutti i giorni alle 20:30; la domenica alle 15:30).

Un uomo si sveglia e si ritrova uno sconosciuto nel letto. Hanno entrambi una gran sete, le loro mani sono sporche, le tasche piene di carbone ma non sanno perché, non ricordano nulla della notte appena trascorsa. Lentamente, i due uomini tentano di ricostruire quanto accaduto, ma l’unica loro certezza è il ricordo di una festa di ex allievi del liceo cui hanno preso parte – degli accadimenti successivi nulla riaffiora alla loro mente. Da un giornale ritrovato in casa apprendono che una giovane carbonaia è morta proprio quella notte in via dell’Orsina: così, tra una serie di malintesi e bizzarri equivoci, si fa strada la possibilità che i due abbiano commesso quell’efferato omicidio.

Con l’atto unico L’affaire de la rue de Lourcine il drammaturgo francese Eugène-Marin Labiche costruisce una trama paradossale, beckettiana, che ha incontrato l’interesse di registi come Patrice Chereau e Klaus Michael Grüber.

Oggi, la regista Andrée Ruth Shammah porta in scena il suo adattamento dell’originale francese, che interpreta come “una grande sfida, un’opportunità per una regia sorprendente e una possibilità di dare vita a uno spettacolo leggero e divertente ma allo stesso tempo profondo”, in definitiva “una riflessione sull’insensatezza e l’assurdità della vita”.
Profondamente diversi l’uno dall’altro, uno ricco, nobile, elegante e l’altro rozzo, volgare, proletario, i due personaggi creati da Labiche sono costretti a confrontarsi con quello che credono di aver commesso. A dar loro vita, due fuoriclasse della scena, Massimo Dapporto e Antonello Fassari.

 

Il delitto di via dell’Orsina

di Eugène-Marin Labiche

traduzione Andrée Ruth Shammah e Giorgio Melazzi

adattamento e regia Andrée Ruth Shammah

Zancopè Massimo Dapporto

Mistenghi Antonello Fassari

Norina Susanna Marcomeni

Potardo Marco Balbi

Amedeo Andrea Soffiantini

Giustino Christian Pradella

Uomo Sagoma Luca Cesa-Bianchi

produzione Teatro Franco Parenti, Fondazione Teatro della Toscana

musiche Alessandro Nidi; scene Margherita Palli; costumi Nicoletta Ceccolini;

luci Camilla Piccioni; sagome tratte dalle opere di Paolo Ventura

 

 

 

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Note di regia a cura di Andrée Ruth Shammah

 

Il primo lavoro fatto sul testo di Labiche è stato quello della traduzione. Ho scelto di lavorare con Giorgio Melazzi che è un attore e ama questo tipo di teatro, e con lui abbiamo concluso una prima stesura spostando l’intera vicenda dalla Francia all’Italia e in un periodo storico differente, più vicino a noi. Poi c’è stato l’adattamento, durante il quale ho deciso di inserire all’interno di questo atto unico elementi presi da altre opere di Labiche, come la presenza dei due camerieri, che ho pensato avrebbero arricchito lo spettacolo di alcuni aspetti della vita profondamente umani: il confronto tra un giovane e un vecchio, il passaggio di consegne da una generazione all’altra, il doppio punto di vista sull’epoca presente. In questa fase, mi sono anche permessa di inventare io stessa alcune aggiunte al testo, anche grazie al prezioso aiuto datomi da tutti gli attori durante le prove, in un costante lavoro sugli specifici personaggi che ho portato avanti nel corso di tutto l’allestimento.

A quel punto c’è stata la prova del meccanismo: si lavora sul far funzionare insieme tutte le parti che compongono lo spettacolo, e sull’inserire poi tutte queste parti all’interno della scena. Questo è stato un lavoro non semplice, che ci ha richiesto del tempo, perché la bellissima scenografia dello spettacolo disegnata da Margherita Palli si compone di diversi livelli, e questa sua complessità comporta un utilizzo attento e preciso della scena stessa. Abbiamo quindi studiato come far comparire e scomparire il letto, come far entrare e uscire gli oggetti di scena, ma anche come armonizzare i colori rispetto alla particolarità dei toni scelti da Margherita. Un altro elemento sono state le musiche, composte per l’occasione dal Maestro Alessandro Nidi, durante le prove a tavolino. Il lavoro fatto è stato non solo di capire quali scene musicare e come, ma anche di comporre insieme le parole delle canzoni, e di usarle per dare a ogni personaggio il proprio spazio, e il proprio carattere, all’interno dello spettacolo.

Ora inizia il conto alla rovescia e ci si interroga se le intenzioni trovate durante le prove emergeranno. Ma è solo un interrogativo di prudenza perché gli attori in scena sono semplicemente straordinari. Massimo Dapporto conosce bene il mondo del teatro di varietà che io, con la guida magistrale di Franco Parenti, incontrai e amai da molto giovane quale ero. In quel contesto basta un suggerimento, nessun bisogno di spiegazioni, tutto rapido e creativo. Per questo motivo non avrei potuto fare questo spettacolo senza di loro: perché sapevo che per lavorare su questo testo, sarebbe stato necessario rievocare quel mondo e che avrei potuto farlo solo con attori con cui fosse possibile raggiungere quell’armonia di ricordi e significati che ho raggiunto con Massimo e Antonello. E questa armonia è un qualcosa che non si può insegnare né spiegare, ma solo conoscere. Credo poi che l’abilità di un regista consista nel riconoscere il mondo teatrale da far risuonare dentro ciascun attore e nel saper utilizzare al meglio le doti di ciascuno. La personalità di un attore come Dapporto ha risvegliato in me tutto ciò che conoscevo dei grandi attori del passato, e l’umanità di Antonello Fassari mi ha portata a lavorare molto sul suo personaggio, inventando per lui delle battute e un’intera canzone che in Labiche non c’erano, e che restituissero ad Arturo Mistenghi tutta la complessità d’animo suggerita dal suo interprete.

Per Norina invece, un personaggio difficile, che crea una frattura ogni volta che entra in scena, ho pensato di usare la femminilità e le doti canore di Susanna Marcomeni, per dare alle sue entrate un crescendo, nel corso di tutto lo spettacolo, che rendesse Norina uno dei fili conduttori della commedia. Ed è stato infine proprio partendo dalla poeticità che sempre contraddistingue Andrea Soffiantini, un attore che ormai conoscono molto bene, che ho disegnato il personaggio di Amedeo. Giustino è una scoperta di cui vado fiera. È un personaggio riservato nelle battute, ma imponente come carattere e lucido e freddo in tono dialogante con tutto lo spettacolo. Siamo così arrivati agli ultimi giorni prima del debutto, ed è questo secondo me il momento in cui uno spettacolo fiorisce. Perché c’è un grado di maturazione che può raggiungere soltanto da solo. Arriva un momento in cui lo spettacolo esplode, e pensi “ecco, questo è lo spettacolo”, che non è lo stesso di tre giorni fa. E questo accade perché si è messo in ordine tutto: il meccanismo, la recitazione, la scena, i costumi… e all’improvviso tutti questi elementi diventano un’unica cosa.

 

Dal programma di sala dello spettacolo

 

Nei testi teatrali ci sono personaggi che si ribellano all’autore che li ha creati e cercano rifugio nell’attore che li interpreta. Giorno dopo giorno, durante le prove ti fanno partecipe del loro carattere e ti sorprendono rivelando se stessi con una forza che a una prima lettura ti era sfuggita. Così è stato per il mio Oscar Zancopè. Ancora oggi, mentre sono in scena, quando serve, mi prende per mano e mi suggerisce i suoi stati d’animo. Spero di averlo accontentato raccontandolo per intero. Se così non fosse, andasse a protestare da Labiche. A voi, indispensabili spettatori, auguro buon divertimento e, anche se è curioso scriverlo sul programma di sala, invio un forte abbraccio. Bentornati a teatro, ci siete mancati.

Massimo Dapporto

 

 

Questo testo sembra vivere di un gioioso meccanismo teatrale di equivoci, entrate e uscite fini a se stesse e al divertimento dello spettatore. Invece, quanta ferocia c’è in questi personaggi disposti a uccidere per farla franca, per non perdere la loro rispettabilità, la loro posizione e la loro fortuna. In questi personaggi fatui, solari e rispettabili, giocosi e goliardici vive un’anima nera che li porterà ad azioni efferate pur di mantenere il loro status di borghesi e privilegiati. Il genere è quello della commedia nera. Questa commedia racconta una tragedia in modo comico e la tragedia, sottotraccia, è sempre presente, dietro ogni nostra risata.

Antonello Fassari

 

 

Per Norina, moglie di Zancopè, quel giorno che inizia come un ordinario tran-tran lievemente increspato da due gioiosi eventi familiari, un compleanno e un battesimo, repentinamente si trasformerà in extra-ordinario, accendendo di toni foschi e imprevisti quella sua esistenza forse un po’ noiosa. C’è un filo rosso che collega il destino tragico e sinistro di una giovane carbonaia a quello di una donna borghese come Norina? Norina scoprirà di avere tra le dita il bandolo dell’intricata matassa, risolvendo fortunosamente l’“affaire” come una tenace detective ante litteram. La verità completa verrà a galla non certo grazie alla dilettantesca manomissione dei fatti praticata involontariamente da maschi confusi e pasticcioni. Evviva Labiche!”.

Susanna Marcomeni

 

 

 

 

 

Biglietti

 

Intero

platea                          27 €

I galleria                       20 €

II galleria                      18 €

III galleria                     15 €

ridotto gruppi*

platea                          25 €

I galleria                       18 €

II galleria                      16 €

III galleria                     13 €

ridotto speciale**

platea                          20 €

I galleria                       16 €

II galleria                      14 €

III galleria                     11 €

 

Riduzioni

* la riduzione gruppi è riservata esclusivamente a Soci Coop, Arci, Touring Club e titolari carta Ikea family.

** riservato a giovani fino a 25 anni e ultrasessantacinquenni.

 

Modalità di acquisto

Biglietteria del Teatro Sociale

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

Tel. 030 2808600; e-mail biglietteria@centroteatralebresciano.it

Orari

da martedì a sabato ore 16.00 – 19.00 – domenica ore 15.30 – 18.00

60 minuti prima dell’inizio di ogni spettacolo saranno in vendita esclusivamente i biglietti per la serata stessa.

 

Biglietteria telefonica t. 376 0450011

Secondo gli stessi orari del botteghino, è disponibile la biglietteria telefonica al numero 376 0450011. Si informa che agli acquisti effettuati e pagati con carta di credito, tramite il servizio di biglietteria telefonica, verrà applicata la maggiorazione pari al 2,5% del costo dell’abbonamento o biglietto.

 

Punto vendita CTB

Piazza della Loggia, 6 – Brescia

da martedì a venerdì ore 10.00-13.00 (escluso i festivi)

 

on-line

sul sito www.vivaticket.it e in tutti i punti vendita del circuito VIVATICKET

 

 

 

AVVERTENZE

L’ingresso del pubblico, i percorsi di entrata e uscita, la disposizione delle sedute e del palcoscenico sono realizzati nel pieno rispetto di tutte le linee guida e le prescrizioni di sicurezza stabiliti dalle Autorità competenti, per garantire agli spettatori, al personale di sala e agli artisti la piena tranquillità nello svolgimento di tutte le fasi della serata di spettacolo.

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