Coppa Italia, Olimpia sconfitta in finale da Napoli

Una partita da incubo, trascorsa ad inseguire, finisce in modo frustrante con una sconfitta, 77-72, che consegna a Napoli la meritata Coppa Italia. L’Olimpia ha trovato ritmo per la prima volta negli ultimi due minuti con tre triple consecutive e una serie di buone difese che avevano ribaltato il meno otto in un più uno. Mirotic, Shields, Shields. Avanti per la prima volta dal primo quarto, non è riuscita a finire come avrebbe dovuto. Decide una prodezza di Jacob Pullen a 13 secondi dalla fine. L’Olimpia avrebbe avuto un’altra possibilità, ma dalla rimessa è nata solo una palla persa, uno dei molti errori commessi nel corso della gara che non hanno permesso all’Olimpia di vincere o di esprimersi vicini a quanto fatto vedere nelle prime due gare della Coppa Italia.

IL PRIMO TEMPO – Nik Melli parte con grande aggressività, segna i primi sei punti dell’Olimpia, ruba un pallone, controlla i rimbalzi. Ma nell’avvio di gara ci sono un paio di errori in attacco, al tiro, banali che Napoli capitalizza. Superato l’attimo di sbandamento, Napoli trova due triple di Zubcic, apre la difesa e arriva al ferro con facilità. Dopo cinque minuti, è avanti 15-8 e costringe Coach Messina a spendere il primo time-out. L’Olimpia si sblocca prima in attacco, non nel tiro da fuori, ma nell’esecuzione dei giochi che porta a due canestri da sotto di Hines poi sette punti consecutivi di Mirotic con i quali il divario viene ridotto a due punti. Succede però prima della tripla con cui Ennis (11 punti) chiude il primo periodo sul 24-19 Napoli. Uno scatenato Ennis guida Napoli alla fuga. Il vantaggio tocca i nove punti. Mirotic lo riduce subito con la sua seconda tripla, dall’angolo. Poi Milano sale un po’ di colpi in difesa. Su un jumper dalla media di Melli torna a meno due. Ma il momento positivo non dura: a Melli fischiano secondo e terzo fallo sullo stesso possesso, il tiro da fuori non entra, il bonus bruciato permette a Napoli di racimolare tiri liberi. Il vantaggio torna a sette punti, Milano lo riduce ancora con tre canestri consecutivi attaccando il ferro di Voigtmann. Ma gli ultimi possessi del tempo sono ancora favorevole agli avversari che segnano quattro punti facili con De Nicolao da sotto e Pullen dalla lunetta. Alla fine del primo tempo, il margine è ancora di sette punti, 43-36.

IL SECONDO TEMPO – Melli è travolgente con tre falli a carico. Ruba palla, attacca dal palleggio. Segna quattro canestri tutti con penetrazioni al ferro, ma è molto solo. Napoli tocca i 12 di vantaggio. L’Olimpia risponde. Torna a meno tre con Devon Hall e l’unica tripla del terzo periodo. Milano non ha continuità sui due lati del campo. Due tiri liberi di Shields e poi un canestro ravvicinato di Mirotic la tengono in partita. Pullen in entrata firma il più nove prima di una prodezza di Mirotic allo scadere del tempo per il 60-53 Napoli di fine terzo quarto. Una palla rubata da Mirotic con canestro in contropiede, poi un’altra sfuriata di Melli riportano l’Olimpia a meno tre per l’ennesima volta, anche se sia il Capitano che Mirotic sono in campo con quattro falli. Napoli con un paio di ulteriori canestri al ferro in transizione allunga ancora a più sette prima della tripla di Napier. Qui l’Olimpia ha un altro passaggio a vuoto. Difende meglio rispetto al primo tempo, ma non capitalizza quando va in attacco. Un canestro al ferro di Owens e uno dalla media di Ennis scavano otto punti con due minuti da giocare. L’Olimpia reagisce ancora. Mirotic segna una tripla dall’angolo, la difesa regge, Shields trova il bersaglio da sette metri e il 6-0 vale il meno due. Dopo il time-out, l’Olimpia difende ancora bene, poi Shields dall’angolo converte un altro tiro da tre che porta Milano avanti di uno. Ma Pullen estrae dal cilindro una tripla senza ritmo mettendo alle corde l’Olimpia con 13 secondi da giocare. Dopo la rimessa arriva la palla persa che chiude di fatto la gara. Napoli vince con merito.

Così Coach Ettore Messina ha commentato la sconfitta nella finale di Coppa Italia: “Napoli ha vinto con merito, ha guidato praticamente per tutta la partita, e poi ovviamente ha vinto con quel tiro di Pullen nel momento in cui eravamo riusciti ad andare avanti. Abbiamo scelto il giorno sbagliato per fare passi indietro importanti nella qualità del gioco. La difesa è stata mediocre se non a sprazzi e in attacco abbiamo palleggiato e passato la palla in modo preoccupante, soffrendo tantissimo la loro aggressività sulle nostre guardie. Così siamo andati sempre a rimorchio, con la sensazione che bastasse poco per ribaltarla ma non l’abbiamo mai fatto. Alla fine, ripeto, hanno vinto con pieno merito. E’ chiaro che quando giochi così significa che c’è qualcosa di sconnesso e sarebbe interessante capire come e perché trattandosi di una squadra costituita da giocatori per lo più esperti. Purtroppo, è il leit-motiv di tutta la stagione. Appena facciamo dei passi avanti, poi torniamo indietro e questa volta è successo dopo due buone partite, per cui è un passo indietro che brucia tantissimo. Era un titolo, era importante, e dopo due prove molto buone non c’era ragione di giocare una gara come questa”.