Da molti mesi noi abitanti della Bicocca denunciamo il progressivo degrado di un quartiere che, fino a pochi anni fa, rappresentava uno dei migliori esempi di riqualificazione urbana di Milano: vivace, ordinato, sicuro, ricco di verde, di spazi pubblici, di cultura grazie al teatro e all’università, un luogo ideale dove crescere una famiglia.
Quando ci siamo trasferiti qui, otto anni fa, ce ne siamo innamorati. Oggi, purtroppo, fatichiamo a riconoscerlo.
Ogni settimana assistiamo a episodi che nulla hanno a che vedere con una normale e sana vita di quartiere. Aree pubbliche trasformate in luoghi di bivacco, persone ubriache che urinano ovunque, rifiuti abbandonati, schiamazzi fino a notte fonda, risse, atti vandalici e perfino fuochi d’artificio esplosi in mezzo alle abitazioni. Non sono episodi isolati, ma una situazione che si ripete con una frequenza ormai insostenibile.
Anche il degrado urbano è sotto gli occhi di tutti. Il verde è sempre più trascurato, gli arredi urbani vengono danneggiati senza essere ripristinati in tempi ragionevoli, le strade sono spesso sporche e i rifiuti ingombranti rimangono per giorni, talvolta settimane, nonostante le ripetute segnalazioni ai servizi competenti.
A tutto questo si aggiunge un’occupazione sempre più disinvolta dello spazio pubblico da parte di alcuni venditori ambulanti di cibo, con tavoli e sedie sistemati sui marciapiedi, musica ad alto volume, odori persistenti e rifiuti lasciati al termine della giornata. Non è una questione di provenienza delle persone o del tipo di cucina proposta: è una questione di rispetto delle regole, che devono valere per tutti.
Quella che inizialmente era delusione si è trasformata in frustrazione. Oggi è diventata rabbia. Rabbia verso chi tratta il quartiere come una terra di nessuno, ma anche verso un’amministrazione comunale e municipale che, troppo spesso, sembra minimizzare il problema. Ci viene risposto che la situazione è sotto controllo, mentre i residenti vivono quotidianamente una realtà ben diversa.
Migliaia di firme raccolte in pochi giorni dimostrano che il disagio non appartiene a pochi cittadini particolarmente sensibili, ma a un’intera comunità che chiede semplicemente di poter vivere in un quartiere pulito, sicuro e rispettato.
Non chiediamo privilegi. Chiediamo che le regole vengano fatte rispettare, che il decoro urbano venga ripristinato, che la manutenzione sia adeguata e che la sicurezza torni a essere una priorità.
La Bicocca è un patrimonio di Milano. Lasciarla scivolare nel degrado significa rinunciare a uno dei più riusciti progetti di rigenerazione urbana della città. I suoi cittadini meritano di essere ascoltati, prima che sia troppo tardi
Fabio Pallaro
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