Ballottaggi, l’indipendente Rapinese nuovo sindaco di Como, Di Stefano confermato a Sesto, sorpresa Pilotto a Monza. Ma il vero vincitore è l’astensionismo.

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Nella combo Alessandro Rapinese (S) e Barbara Minghetti (D) al ballottaggio per l'elezione a sindaco di Monza, in programma il 26 giugno, Roma, 14 giugno 2022. ANSA

E’ Alessandro Rapinese il nuovo sindaco di Como. Il candidato civico, al terzo tentativo in 15 anni e per la prima volta al ballottaggio, ha sconfitto in rimonta la candidata del centrosinistra Barbara Minghetti, che non ha atteso la conclusione dello scrutinio per ammettere la sconfitta.

“Continuerò a impegnarmi per la città. In bocca al lupo ad Alessandro”, afferma mentre al comitato elettorale dello sfidante inizia la festa.

Rapinese, agente immobiliare 46enne, è consigliere comunale dal 2008, prima con il centrodestra poi con la lista civica personale. Da sempre critico con il sistema dei partiti, ha saputo incanalare il voto di protesta facendo quello che a livello nazionale è riuscito a fare il Movimento 5 Stelle che, infatti, a Como ha sempre preso pochissimi voti. Favorito anche dalla esclusione per la prima volta dal ballottaggio del centrodestra, che ha presentato ricorso al Tar, ha ottenuto oltre il 55% dei voti quando mancano ormai poche schede alla conclusione dello spoglio. Partita dal 27,33% di due settimane fa, contro il 39,38% della rivale.

Una vera e propria doccia fredda per la Minghetti, manager culturale di 57 anni moderata, che rispetto al primo turno ha avuto una vera e propria emorragia di preferenze. Mille in meno quello ottenute rispetto a due settimane fa. “Sapevo che col ballottaggio si ripartiva da zero – commenta – Sono comunque contenta del lavoro fatto e lavorerò lo stesso per la città, sia in Consiglio comunale che fuori”.

Roberto Di Stefano è stato confermato sindaco di Sesto San Giovanni. Al ballottaggio per l’amministrazione di quella che fino a cinque anni fa era la ‘Stalingrado d’Italia, l’esponente del centrodestra ha sconfitto lo sfidante del centrosinistra Michele Foggetta.

Al termine dello spoglio sono 13.187 i voti ottenuti da Di Stefano, contro i 12.171 del suo avversario.

“Sento un’emozione che mi fa venire i brividi. Ho il cuore pieno di gioia. Sesto San Giovanni non è più la Stalingrado d’Italia”: esulta così il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, che governerà per altri cinque anni la cittadina alle porte di Milano dopo aver sconfitto al ballottaggio lo sfidante Michele Foggetta. Di Stefano ha invitato tutti gli elettori ad andare nella piazza sotto il Comune “per festeggiare una vittoria stupenda e bellissima”, ringraziando poi tutti “i candidati, i consiglieri eletti, i militanti, il mio staff”.

Sul totale delle sezioni scrutinate, Di Stefano ha ottenuto 13.187 preferenze contro le 12.171 di Foggetta.

“Vi prometto – ha detto il sindaco rivolgendosi ai cittadini – che continueremo a lavorare con ancora più impegno e passione per la nostra amata Sesto San Giovanni”. E quelli che verranno “saranno anni di svolta, di grande cambiamento e di sviluppo per il nostro territorio”.

Il secondo mandato resta un tabù a Monza. Dario Allevi, sindaco uscente del centrodestra che aveva chiuso il primo turno con un vantaggio di 7 punti percentuali, non è riuscito nell’impresa.

Al ballottaggio ha vinto il candidato del centrosinistra Paolo Pilotto, che non ha atteso la conclusione dello spoglio per recarsi in Comune. “Immagino si debba aspettare la conferma ufficiale – afferma contattato telefonicamente dall’ANSA – ma da quello che sembra si sta delineando un risultato abbastanza netto, frutto di una campagna basata su idee e proposti”.

Insegnante di 60 anni, attivo nel panorama politico monzese da sempre e già consigliere comunale d’opposizione, Pilotto ha vinto le elezioni appoggiato da una coalizione che comprende tutte le forze di sinistra dal Pd ad Articolo 1 e SI, oltre ad Azione, Italia Viva, Psi, Europa Verde e alcune liste civiche.

“Sono con cento persone e stiamo salendo in sala stampa in Comune. Dopodiché ci abbracceremo e andremo a dormire, perché c’è bisogno di lavorare per la città”, commenta a caldo -. Durante la campagna elettorale ho cercato a tutti i costi il confronto”, senza mai “alzare i toni o aggredire verbalmente”.

Sulla sconfitta del centrodestra ha pesato anche l’astensionismo, con i votanti in calo di 10 punti percentuali rispetto a due settimane fa. Pilotto parla comunque di una vittoria costruita “tenacemente, dalla costruzione del manifesto, passando per le primarie, al programma e alla campagna elettorale”. Uno sforzo che, evidentemente, “è stato compreso dai cittadini – conclude Pilotto – Negli ultimi giorni avevamo la sensazione che si sarebbe profilato un testa a testa siamo partiti dall’ascolto e da lì ripartiremo per governare”.
(ANSA).