A Milano non c’è stato un vero e proprio sciopero dei taxi contro l’abusivismo, come accaduto a Roma e Napoli, ma la protesta dei tassisti è comunque arrivata in strada. Nel primo pomeriggio, poco dopo le 14, un corteo di 110 auto bianche è partito dal parcheggio taxi della Stazione Centrale per raggiungere piazza Scala, dove gli autisti hanno dato vita a un presidio.
Le vetture sono state parcheggiate lungo via Case Rotte e via Manzoni, creando un fronte visibile e compatto nel cuore della città. Alla manifestazione hanno portato solidarietà alcuni esponenti del centrodestra, tra cui il consigliere comunale della Lega Alessandro Verri e quello di Fratelli d’Italia Francesco Rocca.
La richiesta: attivare le telecamere nelle ZTL
Al centro della protesta c’è la battaglia contro l’abusivismo e contro le piattaforme digitali considerate dai tassisti come forme di “caporalato digitale”. A spiegare la posizione della categoria è stato Mattia Ferrarese, consigliere di Municipio 3 (FdI):
“Oggi sono state depositate in Prefettura 3.564 firme raccolte per chiedere l’attivazione delle telecamere nelle aree B, C e nelle ZTL. È uno strumento fondamentale per contrastare il fenomeno degli abusivi e delle piattaforme riconducibili a forme di caporalato digitale”.
Secondo Ferrarese, si tratta di una richiesta “chiara e concreta”, sostenuta da migliaia di operatori e cittadini. Ora i tassisti attendono una convocazione istituzionale per discutere il tema con Prefettura e Comune.
Il contesto
La protesta arriva in un momento in cui la categoria denuncia: concorrenza degli Ncc irregolari; mancanza di controlli nelle ZTL e nelle aree a traffico limitato; difficoltà nel contrastare l’abusivismo senza strumenti tecnologici adeguati; crescita delle piattaforme digitali che, secondo i tassisti, alterano il mercato.
Il Comune, finora, ha mantenuto una linea prudente sull’estensione delle telecamere, ma la pressione della categoria — e ora anche delle firme depositate — potrebbe riaprire il confronto.
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