Come scegliere coperture metalliche resistenti al peso della neve

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In ambito industriale le coperture metalliche sono sottoposte a notevoli sollecitazioni esterne e agenti atmosferici e uno di questi è la neve. In particolare il peso della neve può mettere a dura prova le coperture, che spesso si estendono per larghe superfici e lunghi tratti ma con pochi sostegni.

Bisogna quindi installare costruzioni metalliche in grado di resistere ai carichi della neve, tenendo conto di alcuni specifici fattori come: la forma della copertura, la densità e la distribuzione della neve, la temperatura che può influire sull’aderenza della neve e il vento che può modificare la distribuzione stessa della neve.

In commercio esistono costruzioni metalliche prefabbricate, come quelle realizzate da O&T Costruzioni Metalliche, che vengono realizzate per resistere a carichi di neve, anche pesanti, e tutelare l’incolumità di persone, cose ed edifici in qualsiasi zona climatica.

Cos’è il carico della neve?

Innanzitutto è importante capire cos’è il carico della neve, cioè la forza variabile che esercita l’azione climatica sulle costruzioni.

Il carico della neve può avere un impatto differente ed esercitare un’azione diversa in base alle temperature, alla topografia, alla posizione geografica, alla forma dell’edificio, alla forma della copertura e alla trasmissione di calore del materiale di cui è composta la copertura stessa. In pratica agisce come un carico verticale in riferimento alla proiezione orizzontale della superficie della copertura.

Conoscere l’azione del carico della neve è fondamentale per la realizzazione di tetti e coperture metalliche e quindi per la tutela dell’incolumità di cose e persone ed è regolamentata dalle Norme Tecniche per le Costruzioni NTC 2018.

Per calcolare il carico della neve bisogna quindi prendere in considerazione i seguenti fattori:

  • altitudine sul livello del mare dove sarà installata la copertura;
  • zona di appartenenza;
  • valore caratteristico della neve al suolo;
  • coefficienti esterni;
  • coefficienti di esposizione cin base alla classe di tipografia;
  • coefficiente termico;
  • coefficienti di forma.

Dopo aver calcolato tutti questi fattori bisogna poi metterli in relazione con altri elementi, come l’eventuale attività sismica in base all’area geografica di riferimento.

I rischi della neve

Durante l’inverno gli strati di neve che cade sui tetti e sulle coperture si impilano uno sull’altro. Una condizione pericolosa che, insieme all’alta pressione e al peso elevato, favorisce un rapido collasso. I grumi di ghiaccio inoltre possono provocare danni seri alle grondaie, alle finestre e agli oggetti sottostanti, come auto e macchinari, per non parlare poi del rischio per le persone stesse.

Bisogna quindi fare in modo che la neve non si accumuli, ma anzi che scivoli verso il basso. Per questo motivo le costruzioni metalliche industriali hanno una superficie liscia e pendenze tali da facilitare lo scivolamento verso il basso della neve, che non ha quindi la possibilità di accumularsi.

Le caratteristiche delle coperture metalliche che devono resistere alla neve

L’Italia presenta zone geografiche molto variegate e quindi le coperture metalliche vanno scelte in base alle proprie necessità e alle caratteristiche della zona geografica. Alcune zone d’Italia, soprattutto quelle al Centro-Nord, nel periodo invernale devono fare i conti con abbondanti nevicate.

L’accumulo della neve sui tetti rappresenta però un serio pericolo, sia per le persone che per l’edificio stesso, poiché rischia di provocare cedimenti e crolli. Le costruzioni devono quindi essere realizzate con materiali specifici in modo da garantire la massima resistenza al carico neve secondo le normative vigenti.

Tra i materiali più diffusi ci sono le lamiere in acciaio o alluminio anodizzato, oppure le lamiere grecate o in policarbonato compatto. Le costruzioni garantiscono un’elevata capacità portante, che viene calcolata in base alla quantità e alla modalità in cui cade la neve.

Le coperture, sottoposte ad un processo di zincatura a caldo, garantiscono una protezione maggiore contro la corrosione e la formazione di ruggine grazie ad uno strato di lega intermetallica ferro-zinco che resiste perfettamente agli urti e impedisce il contatto con l’atmosfera.

L’alluminio anodizzato che forma queste particolari strutture viene pretrattato con l’anodizzazione, un particolare processo elettrochimico che innalza una sorta di barriera contro gli agenti atmosferici.

Queste coperture, oltre a resistere perfettamente ai carichi di neve anche pesanti, sono in grado di resistere a lungo contro l’azione usurante e corrosiva esercitata dagli agenti atmosferici, graffi e macchie.

E ancora ci sono delle strutture specifiche che resistono al doppio carico neve e sono indicate in quelle zone dove bufere e nevicate sono frequenti e abbondanti. La struttura viene ulteriormente irrobustita così da poter sopportare pesi notevoli, come impone la normativa.

Protezione per la neve per coperture metalliche

Per ottimizzare le prestazioni delle coperture si possono utilizzare anche dei cosiddetti paraneve per le coperture metalliche che prevengono l’indurimento della neve che, scorrendo, rischia di lasciare graffi sulla superficie.

Questi elementi fermano lo scivolamento e la discesa degli strati della neve, che viene divisa in tante piccole dimensioni così da non creare pericolosi accumuli e stratificazioni. Piccole parti di neve infatti non rappresentano rischi e impediscono la formazione di grumi di ghiaccio pesanti che esercitano una pressione maggiore.

Per la scelta dei paraneve bisogna tenere in considerazione:

  • la copertura;
  • l’angolo di inclinazione del tetto;
  • la quantità di neve che periodicamente cade nella stagione invernale.