Integrazione, intervista al Console Generale del Perù Augusto Salamanca Castro.

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Ministro Augusto Ernesto Salamanca Castro

Il Console Generale del Perù Augusto Salamanca Castro aderisce all’iniziativa di inclusività di Gazzetta di Milano, nell’intervista le opportunità e i punti salienti del progetto internazionale.

Augusto Salamanca C. è ambasciatore nel servizio diplomatico della Repubblica. Diplomatico di carriera con 30 anni di servizio. È bachelor e laureato in Relazioni Internazionali presso l’Accademia Diplomatica del Perù. Inoltre, ha ottenuto il master in servizio internazionale dell’American University degli Stati Uniti e in Difesa e sicurezza emisferica dell’università del Salvador, in Argentina. Ha svolto incarichi all’estero al consolato generale del Perù a Barcellona, e nelle ambasciate del Perù negli Stati Uniti, Venezuela e Paraguay. Nel Ministero degli Affari Esteri del Perù, ha ricoperto gli incarichi di Capo gabinetto del Segretario Generale, Direttore Controllo di Sostanze Stupefacenti e Direttore dei Paesi Andini.

A fare da collante con il Consolato Generale del Perù, la dottoressa Maria Santovito (alias Mary Sun), consulente della comunicazione internazionale.

Sig. Salamanca, lei rappresenta i cittadini peruviani in Italia, in particolar modo a Milano. Cosa vuol dire per lei essere un punto di riferimento per i suoi concittadini?

«Il Consolato Generale del Perú è un punto di incontro per i 100,000 concittadini che abitano nelle Regioni della Lombardia ed Emilia Romagna. Possono fare molteplici pratiche, un totale di 43 tipi diversi di documenti. Organizziamo anche molte attività per diffondere la cultura peruviana, dalla letteratura, alla musica, senza dimenticare la nostra eccellente gastronomia».

 

Lei è ambasciatore nel servizio diplomatico della Repubblica e Diplomatico di carriera con 30 anni di servizio, qual è stato o qual è il compito più difficile da dirigere?

«Considero che purtroppo la situazione della Pandemia del COVID-19 è stata la sfida più grande da affrontare.  Una situazione senza precedenti dove ogni giorno abbiamo dovuto fronteggiare tante difficili situazioni: più di 80 concittadini morti, centinaia di turisti peruviani bloccati, migliaia di persone con diverse necessità».

 

Lei ha aderito all’iniziativa di inclusività, cultura, turismo ed economia proposta da Gazzetta di Milano. Che tipo di strategia culturale e sociale intende attuare sul territorio lombardo ed in particolare, di Milano?

«Ho aderito a questa interessante iniziativa, a nome di questo Consolato Generale, perché ritengo importante avere un’alleanza con la stampa al fine di diffondere i nostri servizi e la promozione dell’ immagine di un paese con una cultura così ricca come il Peru’ e un destino turistico di primo livello».

 Gazzetta di Milano punta alla bilateralità e all’unione tra l’Italia e altri paesi. Data la sua esperienza, crede che c’è qualche strategia in particolare che dovremmo adottare per incentivare questo progetto?

«Questa alleanza di cui parlavo è bilaterale, pertanto considero che la strategia iniziale dovrebbe coinvolgere le due parti per fare un joint venture sulla diffusione delle opportunità in Perú in beneficio dei vostri lettori e i servizi consolari per i cittadini peruviani».

A cura di Ilenia Cavaliere