Aspettando Carla Maria Maggi Ogni giovedì un video della curatrice Simona Bartolena introduce l’artista e le sue opere.

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In questo difficile periodo la rete sta dimostrando la sua vitalità e resilienza lanciando quotidianamente pregevoli iniziative per la fruizione on line dell’arte e della cultura. Musei, istituzioni, associazioni inventano format e proposte originali per mantenere vivo il legame tra l’arte e il pubblico, impossibilitato a visitare le mostre fisicamente. Questi tempi di attesa e sospensione sono quindi un’occasione speciale per sperimentare nuovi modelli di comunicazione e, perché no, nuove opportunità di studio, approfondimento e ascolto. Perché la cultura e l’arte, nonostante tutto, non si devono fermare.

 

Anche il Comune di Arcore e l’Associazione heart – PULSAZIONI CULTURALI, promotori della mostra Carla Maria Maggi, l’artista ritrovata, in attesa di aprire presso Villa Borromeo d’Adda, Arcore (MB), hanno deciso di inaugurare un format on line “ad hoc”: Aspettando Carla Maria Maggi (#aspettandocarlamariamaggi), una serie di appuntamenti virtuali pensati per prepararsi alla mostra e conoscere meglio la pittrice e il suo tempo.

 

Ogni giovedì, sulle pagine dei canali Instagram, Facebook e YouTube dell’Associazione heart verrà pubblicato un video della durata di circa 2 minuti in cui la curatrice della mostra, Simona Bartolena, parlerà dell’artista presentando, di volta in volta, una sua opera significativa. Un viaggio alla scoperta di Carla Maria Maggi attaverso i temi e i soggetti che illuminano la sua arte, ma anche riflessioni su cosa poteva voler dire essere una donna artista nella Milano borghese del tempo.

Pittrice attiva negli anni Trenta del Novecento, suo malgrado costretta a rinunciare a una brillante, promettente carriera, Carla Maria Maggi è oggetto di una riscoperta critica recente. Ricordiamo in particolar modo le antologiche inaugurate a Palazzo Reale di Milano nel 2008 (a cura di Elena Pontiggia) e al Washington Museum National Museum of Women in the Arts, dove il dipinto La Sigaretta (1934), capolavoro della pittrice, è stato esposto in prestito temporaneo per qualche anno.

 

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