Vandalizzata statua di Montanelli, Fontana: odio e astio, c’è da preoccuparsi.

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E' stata imbrattata con della vernice rossa la statua dedicata a Indro Montanelli, collocata nell'omonimo giardino di via Palestro, nel centro di Milano, 13 giugno 2020. "Razzista, stupratore" la scritta che è stata fatta in nero sulla base della statua che raffigura il giornalista. ANSA/STRINGER
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E’ stata imbrattata con della vernice rossa la statua dedicata a Indro Montanelli, collocata nell’omonimo giardino di via Palestro, nel centro di Milano.

“Razzista, stupratore” la scritta che è stata fatta in nero sulla base della statua che raffigura il giornalista. Sulla statua di Montanelli sono stati versati almeno quattro barattoli di vernice rossa, lasciati poi sul posto da ignoti insieme ad alcuni sacchetti di carta. In particolare, la vernice è stata versata sul viso ed è poi colata a ricoprire gran parte del monumento. Nei giorni scorsi l’associazione di Sentinelli ne aveva chiesto la rimozione con una lettera indirizzata al sindaco di Milano Giuseppe Sala, sull’onda delle manifestazioni antirazziste scoppiate in tutto il mondo in seguito all’uccisione di George Floyd a Minneapolis.

“Proprio non ci siamo. L’odio, la cattiveria e l’astio sono sempre più dominanti sul confronto civile e democratico. C’è da preoccuparsi seriamente”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta la notizia diffusa dalla stampa degli atti vandalici alla statua di Indro Montanelli a Milano.

“Noi abbiamo integrato, noi abbiamo accolto chi arrivava da lontano scappando dalla fame o dalla guerra. E siamo scesi in piazza quando necessario. Io ho rivisto più volte il video di Indro Montanelli che confessa quello che è successo in Africa e sono disorientato dalla leggerezza con cui confessa una comportamento del genere”. Lo afferma il sindaco di Milano, Beppe Sala, in un videomessaggio su Facebook.

“Ma Montanelli è stato di più – aggiunge Sala – è stato un grande giornalista, che si è battuto per la libertà di stampa, indipendente, e forse per tutti questi motivi è stato gambizzato. Invito tutti a riflettere su cosa chiediamo ai personaggi che vogliamo ricordare con una statua, con una lapide, un monumento . ha concluso il sindaco -. Chiediamo una vita senza macchia? Ma noi quando giudichiamo le nostre vite possiamo dire che la nostra è senza macchie? Le vite vanno giudicate nella loro complessità. Per tutti questi motivi – conclude il sindaco di Milano – penso che la statua debba rimanere lì, ma sono a disposizione per qualsiasi confronto”.

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