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Caro energia, Salvini chiama, Giorgetti risponde.

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Il leader della Lega, Matteo Salvini, propone “il modello Macron” contro il caro bollette.
“Diamo un mandato pieno al Governo in carica per fare quello che ha fatto Macron. Su luce e gas facciamo un armistizio, pace”.

Lo ha sottolineato Salvini in una conferenza stampa a Coregliano Rossano, in Calabria. “Noi – ha aggiunto – abbiamo quantificato in 30 miliardi di euro” le risorse necessarie per bloccare gli aumenti.

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“Chiedo di convocare un Cdm la prossima settimana e riunire il Parlamento ai primi di settembre – ha dichiarato -. La politica si fermi, si riunisca e firmi un impegno”. “Occorre agire subito, non c’è tempo. C’è chi dice ‘aspettiamo dopo le elezionì. Non si può fare. Aspettare un mese e mezzo è tardi e nel frattempo rischiamo una strage di aziende”, ha aggiunto.
Salvini in videoconferenza sul suo profilo Facebook.

“Essere in carica per gli affari correnti non significa non avere poteri. Credo di essere stato il primo a sollevare il problema dell’energia più di un anno fa. Oggi bisogna rispondere senza aspettare i due mesi che serviranno per avere un nuovo governo. Sarebbe un disastro economico e sociale”. Lo dice il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, in una intervista al “Corriere della Sera”. «Mi pare che Matteo Salvini – aggiunge – abbia visto giusto nel chiedere un armistizio in campagna elettorale. Tutti devono porsi il problema di come affrontare questo frangente”.

“Abbiamo dichiarato una guerra commerciale alla Russia – afferma Giorgetti – con le sanzioni, usando meccanismi economici con un obiettivo politico sacrosanto: difendere la libertà. Intanto però, di fronte alla risposta russa alle nostre sanzioni, continuiamo a usare meccanismi strettamente di mercato. Non capiamo che quei meccanismi sono utili in tempo di pace, ma falliscono in tempo di guerra».

Oggi “il prezzo del gas è legato al Ttf di Amsterdam, un piccolo mercato speculativo che Vladimir Putin si diverte a far impazzire. Questo è un finto sistema di mercato, così come lo è l’ostinazione in Europa nel tenere il prezzo dell’elettricità agganciato a quello del gas benché tanta energia elettrica sia prodotta da altre fonti molto meno costose. Questi sono sistemi concepiti per funzionare in tempo di pace, non di guerra. Perciò l’Italia chiede un tetto europeo al prezzo del gas e di sganciare quest’ultimo dalle tariffe elettriche». (ItalPress)

 

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