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Come vivono gli animali in città? Mentre sono sempre più coccolati e curati i pet d’appartamento, la fauna randagia e selvatica nei contesti urbani non gode di sufficienti tutele. Il quadro che emerge dal dossier di Legambiente Animali in Città, indagine che valuta le performance che Amministrazioni comunali e Aziende sanitarie dichiarano di offrire per la migliore convivenza in città con animali padronali e selvatici, mette in luce una realtà fatta di vuoti normativi e discrepanze tra i numeri ufficiali di animali registrati e le popolazioni effettive presenti nei territori. Cani e gatti sono ancora oggi le due specie che dominano tra gli animali domestici: in Lombardia risultano registrati 1.624.735 cani, vale a dire 1 cane ogni 6,2 cittadini, mentre 188.572 sono i gatti, 1 ogni 53,4. Ma la realtà del randagismo e delle colonie feline non controllate amplia notevolmente questi dati. Sono poche le Amministrazioni comunali che rispondendo ai questionari di Legambiente dichiarano di monitorare le colonie feline presenti nel proprio territorio. Tra i Comuni più “gattofili” troviamo Curno (BG) con 1 gatto ogni 5 cittadini e tra le aziende sanitarie più attente l’ATS Città Metropolitana (Milano e Lodi) con 3.684 colonie per 28.343 gatti e 3.684 gattare/i, ATS Insubria (Varese e Como) con 1 gatto ogni 5 cittadini, ATS Brianza (Monza e Lecco) con 1 gatto ogni 35 cittadini.

«Il principale strumento di conoscenza su presenza e cambiamenti nelle popolazioni degli animali domestici o di compagnia è l’Anagrafe degli animali d’affezione, la cui responsabilità di gestione è in capo alle Regioni, tramite i Servizi veterinari delle Aziende sanitarie, ma tutt’oggi è obbligatoria soltanto per i cani e dal 2020 per i gatti appena nati o adottati. Tutto il variegato mondo animale, ricchissimo in termini quantitativi e qualitativi, che abita le case degli italiani rimane avvolto nelle nebbie. Il livello di conoscenza della biodiversità animale che abita sempre più spesso i territori urbanizzati è troppo scarso, mentre sarebbe importante sia in quanto valore naturale da promuovere sia per le nuove esigenze, sanitarie e di sicurezza che la convivenza tra uomini e animali comporta» sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

 

La gran parte degli attuali costi delle amministrazioni comunali destinata agli animali d’affezione è assorbita dalla gestione dei cani presso i canili sanitari, strutture indispensabili nel modello attuale, ma purtroppo carenti rispetto ai bisogni reali dei territori. Molto spesso canili e gattili rifugio, ma anche oasi e colonie feline e centri di addestramento per cani sono realtà che sopravvivono grazie all’impegno di privati, associazioni e gruppi di cittadini, che fanno del volontariato e della passione per gli amici a quattro zampe una vera vocazione. Lo dimostrano due esperienze positive sul territorio lombardo, il circolo Legambiente Mondo Gatto di Milano che conta 50 volontari e si prende cura di 140 gatti grazie al supporto di donazioni e si occupa per conto del Comune di Milano, della gestione del gattile municipale e il Canile-Gattile Sanitario/Rifugio Comprensoriale di Valle Camonica a Lozio diretto in collaborazione con il circolo Vallecamonica di Legambiente.

 

«Ci auguriamo che sempre più Amministrazioni locali prendano atto della difficoltà legate alla condizione degli animali nelle città, con interventi mirati e con stanziamenti adeguati, facendosi carico di situazioni che, ancora oggi, spesso sono affidate alla libera iniziativa delle associazioni di volontariato – dichiara Mavj Davanzo di Mondo Gatto -. È oggi quanto mai necessario il potenziamento e la formazione non solo degli agenti di Polizia dedicata agli interventi di protezione verso gli animali, ma anche delle guardie volontarie che intervengono nelle segnalazioni che coinvolgono animali come combattimenti, maltrattamenti, accattonaggio con animali, animal hoarding ecc. Sono ancora troppo “esili” le forze di Polizia messe in campo dalle Amministrazioni per gli interventi, soprattutto nelle città più grandi, e ancora troppo lungo il tempo di attesa in caso di necessità su segnalazione dei cittadini».

Legambiente da quest’anno ha deciso di assegnare il premio nazionale “Animali in Città” rivolto alle esperienze dei Comuni e delle Aziende sanitarie che hanno realizzato i risultati migliori secondo l’analisi complessiva di una serie di indicatori quali: i fondi spesi per la gestione degli animali, il numero di controlli effettuati, i servizi offerti, i regolamenti stilati. Sul podio nazionale si trova una città lombarda, Bergamo, al terzo posto in Italia preceduta da Prato e Modena nella valutazione complessiva tra tutti i 1.069 comuni che hanno fornito dati. Menzione anche per Mantova, primo miglior risultato nella valutazione complessiva degli indicatori considerati, tra i medi Comuni tra 15 e 100mila abitanti, che hanno fornito i dati. La classifica delle performance delle Aziende Sanitarie per quanto riguarda il quadro dei controlli vede al primo posto ATS Montagna (Sondrio, Valtellina, Valcamonica), tra le 46 aziende sanitarie che hanno fornito dati. 

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