Superlega, nuovo capitolo, la questione finisce alla Corte di Giustizia Ue.

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epa09146774 A handout photo made available by the UEFA of UEFA President Aleksander Ceferin speaking at the 45th Ordinary UEFA Congress in Montreux, Switzerland, 20 April 2021. EPA/Paul Murphy / UEFA HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
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La vicenda Superlega sbarca alla Corte di giustizia dell’Unione Europea. Secondo quanto riporta il quotidiano sportivo spagnolo ‘As’, il tribunale commerciale numero 17 di Madrid ha sollevato una pronuncia pregiudiziale l’11 maggio dinanzi alla Cgue per chiarire se la Fifa e l’Uefa hanno una posizione dominante e abusiva, come dettato dall’ordinanza del 20 aprile con la quale la Super League Company SL ha citato in giudizio le due organizzazioni calcistiche.

Il tribunale del Lussemburgo – scrive As – è la corte suprema di tutte le corti supreme dell’Unione e ha il potere di decidere se la Uefa e la Fifa sono beneficiarie dei diritti economici televisivi e del potere di impedire l’organizzazione di altre competizioni rivali, cosa che la Super League contesa. Secondo l’ordine del magistrato Manuel Ruiz de Lara, l’interpretazione degli articoli 101 e 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) attiene a come l’Uefa e la Fifa abusano della loro posizione dominante.

“Se la Fifa e l’Uefa, in quanto entità che rivendicano la competenza esclusiva di organizzare e autorizzare competizioni internazionali di club di calcio in Europa, vietano o si oppongono, sulla base delle suddette disposizioni dei loro statuti, allo sviluppo della Super League, dovrebbe essere interpretato – scrive As – l’articolo 101 TFUE nel senso che queste restrizioni alla concorrenza potrebbero beneficiare dell’eccezione stabilita in questa disposizione, considerando che la produzione è sostanzialmente limitata, la comparsa di prodotti alternativi a quelli offerti dalla Fifa / Uefa nel mercato e l’innovazione è limitata, impedendo altri formati e modalità, eliminando la potenziale concorrenza nel mercato e limitando la scelta dei consumatori”.

Si sottolinea inoltre che la Uefa e la Fifa sono società commerciali e si pone una domanda: “Questa restrizione beneficerebbe di una giustificazione oggettiva che consentirebbe di ritenere che non vi sia abuso di posizione dominante ai sensi dell’articolo 102 TFUE?” (ANSA).

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