Olimpia ancora inceppata, il Khimki vince a Milano.

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L’Olimpia non riesce a sbloccarsi, incappa in un’altra serata di tiro da incubo e non importa se tiene il Khimki molto sottomedia. Nel secondo tempo fa 0/8 da tre nel terzo quarto e trova la prima (e unica) tripla della ripresa solo a 52 secondi dalla fine con Rodriguez per ritornare a meno cinque. La differenza è tutta nella precisione dall’arco, il Khimki è stato efficace fin dal primo quarto, con tanti giocatori diversi, chiudendo 78-69.

IL PRIMO TEMPO – L’Olimpia chiude gli spazi in area, ma si espone sul tiro da tre avversario. Ne mette due Jerebko poi il terzo arriva da Jovic e determina il sorpasso Khimki sul 10-8. Milano risponde con due jumper di Micov. Ma il Khimki continua a segnare da fuori, prima con Shved – sul quale si spende coraggiosamente Cinciarini – poi ancora con Jerebko. Il quarto resta in equilibrio, con Gudaitis che fa sentire la sua potenza dentro l’area, ma il Khimki lo finisce meglio e con due liberi di Shved va avanti 21-16. La precisione nel tiro da tre del Khimki, arrivano anche le triple di Bertans e Timma, scava nove punti tra le due squadre all’inizio del secondo periodo. Milano reagisce con un canestro in entrata di Roll, poi un layup di Micov su assist di Rodriguez. Ritorna a meno quattro su un’entrata di Della Valle, a meno due con un floater di Rodriguez, giocando qualche minuto con Micov da 4 nominale. La tripla in stepback di Rodriguez riporta l’Olimpia avanti sul 34-33 con timeout di Coach Kurtinaitis. Un gioco da tre di Shved è cancellato da una penetrazione di Rodriguez e poi da un assist dello stesso Rodriguez per Micov. Ma sulla sirena da nove metri Chrus Kramer chiude il tempo con la settima bomba del primo tempo per il 39-38.

IL SECONDO TEMPO – L’Olimpia prende tre punti di vantaggio su un alley-oop per Tarczewski e un rimbalzo offensivo di Scola. Dura poco. Il Khimki replica con due entrate, di Shved e Jerebko. Milano si smarrisce un po’ sui due lati del campi e, su un altro canestro di Shved, scivola a meno cinque in un attimo obbligando Coach Messina al timeout immediato. Ma al rientro, il digiuno offensivo prosegue, il Khimki torna a costruire nove punti di vantaggio e Messina usa un ulteriore timeout. La tripla di Timma amplifica il gap, 12 punti, completando un parziale di 15-0, interrotto da un rimbalzo d’attacco convertito da Gudaitis. Un gioco da tre punti di energia di Della Valle rimette in ritmo Milano, ma è frustrato da una tripla allo scadere dei 24″ di Shved. Alla fine del terzo periodo è 59-51 Khimki. Un jumper di Roll e uno di Rodriguez riportano l’Olimpia a meno quattro all’inizio del quarto periodo. Ma la risposta è un 5-0 di Booker e Bertans. Due liberi di Jerebko ripristinano 11 punti di distacco e una tripla di Bertans vale il 69-57 a metà periodo. Un gioco da tre punti di Tarczewski riduce il divario a sette punti, ma senza continuità offensive e senza triple più di così non è possibile. Il Khimki lavora per procurarsi tiri liberi e conserva un margine di sicurezza anche dopo l’unica bomba del secondo tempo, la terza della gara, per poi vincere 78-69.

NOTE – Vlado Micov ha raggiunto i 1.000 punti segnati in EuroLeague in maglia Olimpia nel secondo quarto della gara. Era a meno 11 all’inizio della partita… Sergio Rodriguez era a meno cinque dal 10° posto tra i realizzatori di tutti i tempi in EuroLeague e anche lui nel secondo periodo ha raggiunto la soglia.

Così Coach Ettore Messina ha commentato la partita con il Khimki: “Hanno giocato meglio il secondo tempo, ovviamente è una sconfitta dura che analizzeremo nei prossimi giorni cercando di correggere gli errori commessi. Tirare per due gare di fila con il 14% non è incoraggiante. La squadra ci prova, nel senso che anche oggi una squadra da 88 punti di media è stata tenuta dieci punti sotto. L’attacco però non è di livello e oggi abbiamo aggiunto anche errori banali da sotto. L’impressione è che siamo sfiduciati. Devo fare in modo che la squadra trovi più fiducia, più decisione, più coraggio in queste partite che ovviamente dobbiamo cercare di vincere. E’ ovvio che se la squadra si scioglie così facilmente la prima responsabilità è mia, sono io che la alleno, io che devo trovare il modo di risolvere il problema. Se ci riuscirò bene, altrimenti ne parliamo. Oggi l’unico modo che conosco per rimediare è allenarsi, parlarsi, arrabbiarsi. Non ci sono ricette miracolose, non cambieremo nulla, perché questi siamo, questi saremo e i conti li faremo alla fine. Di sicuro dobbiamo giocare con più detemrinazione, cattiveria, sputando sangue. In questo momento c’è un’arrendevolezza che non fa onore a club, pubblico, città. Me ne rendo conto, ma so che sono anche quello che deve cambiare questa situazione. Tra le tante critiche, l’unica cosa è che qualcosa in difesa, almeno per impegno e disponibilità, si vedono. Oggi non sarebbe utile fare processi sommari o liste di proscrizione, non è nell’interesse di nessuno farlo, non ha senso. Proveremo a cambiare qualcosa sull’aspetto mentale, perché bisogna fare di più e meglio”.

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