L’Inter ci crede, battuto il Cagliari, ancora in scia al Milan.

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Inter's Lautaro Martinez (C) jubilates with his teammates after scoring the goal 2-0 during the Italian Serie A soccer match Cagliari Calcio vs FC Inter at Unipol Domus stadium in Cagliari, Sardinia island, Italy,15 May 2022 ANSA/FABIO MURRU

L’Inter ha battuto il Cagliari 3-1 nel posticipo serale della 37/a giornata della Serie A.

I nerazzurri, a quota 81 punti, restano a -2 dal Milan capolista: per lo scudetto sarà decisivo l’ultimo turno di campionato.

L’Inter risponde al Milan, vince a Cagliari senza molti problemi e si ritaglia altri novanta minuti di speranza scudetto. Decidono Darmian nel primo tempo e Lautaro nel secondo con una doppietta. Anche se poi la squadra di Inzaghi lascia che Lykogiannis riapra la partita e per una mezz’ora soffre più del dovuto. Comunque Inzaghi ha ottenuto quello che voleva, il massimo, in queste condizioni. Cagliari con un piede in B: per non retrocedere deve battere il Venezia e sperare che la Salernitana non vinca in casa contro l’Udinese. Verdetti rimandati: ma scudetto e serie A dipendono soprattutto dagli altri. Per l’Inter vittoria come da pronostico: Brozovic non hanno sentito la pressione. E hanno presto tolto ossigeno e speranze all’undici di Agostini. Per il Cagliari è la partita della vita. E si vede da come la squadra va subito a pressare alto per evitare che la palla la prenda l’Inter e la nasconda al Cagliari. Per i nerazzurri, invece, calma e nervi saldissimi perché il caos fa più gioco ai rossoblu che a loro. Nei primi dieci minuti botta e risposta da fuori con i tiri di Perisic e Lykogiannis: parete di Cragno e Handanovic. Al 12′ la prima grande emozione: punizione cross di Calhanoglu, spiazza Perisic e Skriniar incorna e prende il palo. La palla ritorna in campo e il difensore la accompagna in rete rotolando per terra. Dal Var arriva la segnalazione: c’è un tocco di mano. E non è gol.

Prima o poi la rete arriva. Anche perché il Cagliari soffre per ogni pallone alto messo in mezzo. E infatti al 25′ il gol dell’Inter giunge proprio così: Perisic da sinistra pesca Darmian sull’altro lato. E di testa l’esterna destro beffa Cragno. Tutto fin troppo elementare. Poi il Cagliari fa quel che può. Ma è sempre troppo poco di fronte a un Inter superiore. Che, prova e riprova, per poco non chiude i conti alla fine del primo tempo con Lautaro che prende il palo con Cragno battuto. Questione di tempo: nella ripresa al 6′ lancio di Barella per l’uno contro uno tra Lautaro e Altare. Vince l’argentino: rasoterra e palla alle spalle di Cragno. Sembra finita, ma tre minuti dopo un lampo di Lykogiannis riapre i giochi: un tiro da lontanissimo forte e preciso sorprende Handonovic. Per l’Inter un imprevisto che complica un po’ la vita. Anche perché il Cagliari è disperato. E anche se non riesce a giocare bene, con il cuore continua a provarci. E con l’ex Keita ha anche una buona occasione davanti ad Handanovic anche se forse c’è un fallo in partenza che forse non sarebbe sfuggito al Var. Poi il Cagliari non riesce a osare. E a sei minuti dal novantesimo ancora Lautaro chiude i conti: l’idea è di Brozovic, ma poi la rifinitura è di Gagliardini. Al Toro non rimane altro che fare lo scavetto su Cragno che esce. Nel finale anche un palo di Dumfries. E finisce con un fumogeno in campo e le contestazioni della curva contro il presidente Giulini. Ancora novanta minuti per i verdetti, l’Inter sogna. Il Cagliari trema. (ANSA)

Inzaghi ci crede ancora: “Manca una partita – ha detto – a me è successo di essere in ritardo di due punti e quindi sin quando non è finita ci dobbiamo credere.vA volte nel calcio può succedere di tutto”.

Nessuna fatica dopo la Coppa Italia: “Grande gara preparata in due giorni: i ragazzi sono stati bravissimi a organizzare una partita che si sta giocando la salvezza. Ho davvero una squadra di grandi professionisti”. Un po’ di paura: “Il Cagliari sta lottando- ha detto- ed è riuscito a riaprire la gara. Ma la squadra ha mantenuto la calma e rimesso le cose a posto”. Rimpianti? “Non ce ne sono, ogni squadra raccoglie quanto merita”. (ANSA).