Finale scudetto, l’Olimpia si aggiudica gara 1 contro Bologna.

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Con una prestazione difensiva eccezionale, l’Olimpia tiene la Virtus a 62 punti e 21/66 dal campo superando anche le inside di una serata di tiro non impeccabile e vince Gara 1, 66-62. E’ stata una prima partita estramamente dura, fisica, con tanti errori, dovuto al nervosismo ma soprattutto all’attenzione difensiva di ambedue le squadre. Milano ha avuto più momenti brillanti, ha giocato un primo tempo di straordinaria applicazione nella propria metà campo, ha usato tutta la sua energia a rimbalzo e giocato il terzo quarto che doveva per spaccare la partita. Ha costruito 13 punti di vantaggio massimo, nel quarto periodo ha subito la sfuriata avversaria, prevedibile, ma ha resistito, è sempre rimasta davanti e alla fine ha chiuso la gara vincendola.

IL PRIMO QUARTO – La gara si incanala subito sui binari del nervosismo, è molto fisica e le difese rendono impossibile la vita degli attacchi. L’Olimpia gioca meglio, quattro volte Sergio Rodriguez in situazioni di pick and roll manda a canestro Kyle Hines, poi al primo giro di cambi l’attacco si ferma, la difesa esegue, a rimbalzo è meglio Milano, ma i cinque rimbalzi offensivi non si traducono in punti. Il vantaggio massimo tocca i quattro punti, la Virtus segna quattro volte su sei dalla lunetta. Alla fine del primo periodo è 13-10 Olimpia.

IL SECONDO QUARTO – L’energia di Shavon Shields è l’arma migliore dell’Olimpia nella prima parte del secondo periodo. Segna di forza, attaccando dal palleggio, per tre volte, guadagnando cinque punti di margine per Milano. La risposta della Virtus arriva con due canestri da fuori di Belinelli. A metà del quarto, l’Olimpia ha ancora quattro punti di margine. Una tripla di Hackett dopo sei minuti ripristina la parità, dopo otto minuti un lay-up di Tessitori consegna a Bologna il primo vantaggio . Da qui la partita diventa una battaglia, fatta di sorpassi e controsorpassi. Due tiri liberi di Shields (otto punti nel quarto) valgono il 28-27 Olimpia.

IL TERZO QUARTO – L’Olimpia parte con un altro ritmo in attacco, Shields segna tre volte di fila, un jumper corto lo centra Rodriguez e quando il suo pick and roll con Hines genera otto punti di vantaggio sul 40-32, Bologna spende il primo time-out della ripresa. Al rientro, l?Olimpia continua ad eseguire bene, Datome segna un fade-away poi anche una tripla dall’angolo scavando 13 punti a favore di Milano. La Virtus replica con un jumper corto di Sampson e poi un contropiede convertito da Belinelli. Il margine scende a otto punti quando l’Olimpia deve rifiatare in attacco, ma non in difesa. Shields segna 10 punti nel quarto e Milano lo chiude avanti 50-40.

IL QUARTO QUARTO – La Virtus produce il massimo sforzo offensivo, trascinata da Teodosic. Con due tiri liberi del suo playmaker si avvicina a meno cinque. L’Olimpia risponde con due canestri di opportunismo di Rodriguez e poi un jumper allo scadere dei 24 secondi di Datome che crea di nuovo otto punti di margine. Qui Milano perde qualche opportunità per allungare. Una tripla di Datome è respinta dal ferro. Un rimbalzo offensivo di Sampson e poi un gioco in post basso di Shengelia ricuciono il divario a quattro punti. Dopo il time-out di Coach Messina, l’inerzia resta in mano a Bologna. Shengelia con una schiacciata firma il meno due. L’Olimpia respira con due tiri liberi di Bentil, poi con una spettacolare conclusione lungolinea di Datome. Avanti di sei, si inceppa l’attacco, tiene la difesa. Melli fa 1/2, Teodosic con una tripla rapida riporta Bologna a meno due con 17 secondi da giocare. Sul fallo tattico di Hackett, Hall mette i due liberi del più quattro. Il 66-62 chiude la partita.

Così Coach Ettore Messina ha commentato la vittoria di Gara 1: “E’ stata una partita molto dura, equilibrata, con percentuali basse, ma noi credo che abbiamo avuto la solidità per stare sempre davanti e così abbiamo anche vinto, anche se è stata soltato una partita di una serie che potrebbe diventare molto lunga”.

Questo il commento di Gigi Datome: “Non è stata una partita bellissima, ma è stata molto intensa, in campo avevo avuto la sensazione che avessimo fatto molto bene a rimbalzo e così è stato. Credo che sia stato fondamentale eseguire il piano partita, nel primo tempo abbiamo costruito tanti buoni tiri che non sono entrati però abbiamo mantenuto la fiducia per continuare a prenderli. Così abbiamo vinto, ma è solo la prima. Specie sotto canestro è stata durissima, quello che adesso non dobbiamo fare è essere soddisfatti di averne vinta una qui. Anche venerdì dovremo andare in campo arrabbiati, tesi e decisi a ripetere una gara di questa intensità. Tecnicamente invece c’è tanto che possiamo ripulire e migliorare. Ma ripeto è solo una partita”.