Eurolega, l’Olimpia ci prova a Montecarlo ma cede nel finale.

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L’Olimpia ci ha provato a Monaco contro una squadra chiaramente in salute, in lotta per grandi obiettivi, perdendo però 101-88. E’ finita sotto, ha combattuto contro una prestazione offensiva eccezionale della formazione di casa, cercando di rimanere in partita, addirittura impattandola nel terzo periodo. Lì ha subito la spallata risolutiva, perché in questa serata non è mai riuscita a imporre la propria difesa. Monaco ha usato tutte le sue armi offensive e ha sempre avuto una risposta. Di positivo c’è stata la prestazione offensiva, che a sua volta è stata incoraggiante, e qualche singolo ha fatto meglio di altre volte, come Deshaun Thomas.

IL PRIMO QUARTO – L’Olimpia parte con una tripla dall’angolo di Melli, ma poi si smarrisce sui due lati del campo mentre Mike James segna otto punti consecutivi e genera il 10-0 che obbliga Coach Messina a spendere il primo time-out dopo tre minuti di gara sul 10-2 Monaco. Al rientro, Milano incassa il jumper dalla media di John Brown, ma poi risponde con un parziale di 7-0 che contiene cinque punti in fila di Luwawu-Cabarrot. Il gran primo periodo di Devon Hall e Tim Luwawu-Cabarrot, 17 punti in due, permette all’Olimpia di tornare a meno tre sul 22-19. Poi però la difesa non regge di fronte all’assalto di Monaco che usa tutti assieme James, Okobo e Loyd riconquistando sette punti di margine sul 29-22.

IL SECONDO QUARTO – Otto punti consecutivi di Deshaun Thomas ricuciono il divario a tre punti sul 33-30 quando l’Olimpia gioca “piccolo” con lui e Hines. Il problema è arginare i tanti tiratori di Monaco oltre alla potenza fisica di Donta Hall. Un gioco da quattro punti di Okobo riapre otto punti di margine. Milano trova una tripla da Mitrou-Long, ma a metà del secondo è ancora a meno sette. Ancora Okobo (14 nel primo tempo) dall’arco frustra un tentativo di rimonta alimentato da Mitrou-Long con due tiri liberi, poi Davies segna cinque punti consecutivi ricucendo una volta di più a meno quattro in un primo tempo a punteggio alto. Nel finale, l’Olimpia perde un paio di palloni a rimbalzo, chiudendo sotto di sette, 57-50.

IL TERZO QUARTO – L’Olimpia continua a faticare in difesa, incassa persino un canestro da tre a gioco rotto di John Brown, non certo uno specialista, però mentalmente resta in partita. Scende a meno dieci, ma risale con una tripla di Luwawu-Cabarrot poi un suo lay-up su assist di Kyle Hines che la riporta a quattro punti di distanza dall’avversaria. Due tiri liberi di Hines e un post-up di Thomas valgono il meno uno, anche se Milano è in bonus da tempo e questo complica ulteriormente il compito della difesa, tra l’altro con Melli a quota tre falli. Un’entrata di Luwawu-Cabarrot sancisce la parità a due minuti e mezzo dalla fine del quarto. Ma proprio nel suo momento migliore, l’Olimpia perde il controllo del ritmo, si espone non tanto ad una tripla di Mike James, ma a due conclusioni al ferro di Hall e Blossomgame che la spediscono ancora a meno otto, parziale di 10-2. Due tiri liberi di Davies chiudono il periodo sull’80-74 Monaco.

IL QUARTO QUARTO – Monaco va con quattro esterni usando Blossomgame e Diallo insiene a due guardie e Hall dentro l’area. L’Olimpia tenta di restare aggrappata alla partita anche senza ritmo in difesa. Due penetrazioni di Mitrou-Long la mantengono in corsa, poi un passaggio a vuoto la spinge a meno 14. La terza tripla di Melli e due liberi di Hall le restituiscono un po’ di inerzia, ma senza continuità. Alla fine cede 101-88.

Così Coach Ettore Messina ha commentato la partita di Monaco: “Complimenti a Coach Obradovic e alla sua squadra. Noi siamo riusciti a rendere la gara competitiva fino a raggiungere la parità sul 69-69 nel terzo periodo. Quello è stato il momento in cui abbiamo pagato qualche esecuzione inadeguata e perso contatto. Purtroppo le palle perse sono state un problema anche questa volta. Noi abbiamo troppe guardie che giocano fuori posizione a causa degli infortuni, dei giocatori che mancano e in questo settore ovviamente non siamo abbastanza solidi. Non è una scusa ma la realtà dei fatti”.