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eSports: all’origine di un trend

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Oramai possiamo affermarlo tranquillamente. Al contrario di quanto si poteva dire fino a due o tre decenni fa, i videogiochi non sono più una “cosa per ragazzini”. Oltre alla maestosa evoluzione che ha avuto il media videoludico nel corso degli anni, soprattutto quelli Ottanta che hanno rappresentato il suo periodo d’oro, al giorno d’oggi i videogiochi sono saliti al rango di vere e proprie discipline sportive.

 

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Senza ovviamente dimenticare una copertura mediatica più approfondita che va ben oltre ai “casi limite” di giocatori problematici e che li ha consolidati come una delle colonne portanti della moderna Pop Culture. Provate a pensare ai loghi ed ai visi di tale cultura, non vi sembra già di vedere i volti di Super Mario o di Pac – Man? Non vi sembra già di canticchiare la musichetta di Tetris?

 

Comunque sia oggi, alcuni videogiochi sono diventati eSports cioè letteralmente “sport elettronici”. Ovvero un modo di giocare più competitivo che, sfruttando la potenza di Internet oltre che del software di gioco stesso, è possibile creare la propria squadra ed andare a scontrarsi contro i team di giocatori sparpagliati in giro per tutto il mondo.

 

Qualche esempio di titolo per rinfrescarsi la memoria? È presto detto! Tra i più in voga c’è il sempreverde Fortnite, Rainbow Six Siege, Valorant, Rocket League, Dota 2, Overwatch, League of Legends (che oggi gode anche di una sua serie animata su Netflix), FIFA, Counter Strike: Global Offensive, Warcraft e così via.

 

Ed il bello è che ce n’è davvero per tutti i gusti. Strategico, sportivo, simulazione di guida, sparatutto, scegliete dunque il vostro gioco e via alla ricerca di gloria sulle principali piattaforme di streaming, come Twitch e YouTube, e di ricchi premi messi in palio nei tornei ufficiali.

 

Pensate poi che anche i migliori siti di scommesse ospitano al loro interno, assieme agli sport più tradizionali come calcio, pallavolo, automobilismo eccetera, la propria sezione dedicata ai videogiochi competitivi. Se ancora tutto questo non dovesse sembrarvi molto vi consigliamo, oltre a guardare l’ammontare dei premi e delle sponsorizzazioni dei brand, di ricordarvi come alcuni team russi sono stati esclusi dai tornei ufficiali poiché avevano mostrato sostegno per la politica di Putin nei confronti dell’invasione dell’Ucraina.

Si tratta infatti di una perdita di non poco conto, soprattutto dal punto di vista economico, ma che fa capire come anche i videogiochi possano avere lo stesso risalto dello sport come ad esempio il calcio che è riconosciuto in tutto il mondo.

Ma da dove hanno avuto origine questi “sport elettronici”? Anche in questo frangente si deve far ritorno agli sfavillanti anni Ottanta dove vennero organizzate le prime manifestazioni a riguardo, principalmente al di fuori dell’Europa, sponsorizzate dalle grandi case che in quel momento dominavano il mercato (Atari e Nintendo) dei pixel.

La storia poi ha fatto il suo corso, la tecnologia si è unita sempre più ad Internet ed ecco che è possibile vedere un giocatore in Italia sfidare un altro in Giappone in tempo reale comunicando con lui tramite microfono. Fantascienza? No, semmai una fantastica realtà!