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Vittorio Sgarbi ha rilasciato una fragorosa intervista a MOW (mowmag.com), l’innovativo magazine lifestyle del gruppo AM Network, in cui inquadra l’attualità e, da vaccinato, tuona contro il vaccino: «lo hanno messo al posto di Dio». Sgarbi racconta il suo personale obiettivo per rilanciare cultura e storia dell’Arte in Italia: «Voglio fare il Ministro dei Beni Culturali. E lo voglio fare perché voglio chiamare persone colte a lavorare con me», mentre attacca il collega e accademico toscano, Tomaso Montanari: «Non so cosa faccia questo Montaroli… chi è? uno che parla di cul-tura?» e circa la recente polemica tra Gli Uffizi e il colosso dell’intrattenimento per adulti Pornhub, dichiara nel ruolo di presidente del Museo di Trento e Rovereto: «se volessero farlo per il Mart gli darei volentieri l’autorizzazione, una volta pagati i diritti. Fatto questo, chiunque può fare ciò che vuole di quel che vede.»

Passando all’impegno politico, Vittorio Sgarbi su MOW anticipa i nomi che vorrebbe candidare nelle liste di Rinascimento per le amministrative d’autunno: «a Roma c’è bisogno di un capolista e ci metterei subito Malena. Così il Vaticano sarà contento»; mentre il suo maestro, l’attore, regista e produttore Rocco Siffredi: «Si potrebbe, però è troppo anziano. E poi Siffredi lavora dove io mi diverto» e Sgarbi sottolinea altri nomi molto noti, come candiati del suo movimento politico, ad esempio: «Morgan a Sulmona, come sindaco», mentre in Emilia: «Vasco Rossi nel modenese. Mi piace molto.»

L’intervista su mowmag.com prosegue, tra aneddoti personali: «L’ultima volta che ho fatto l’amore è stato il 6 febbraio di quest’anno» e opinioni sul costume contemporaneo e i fenomeni che genera, come la coppia Ferragnez: «Lei è una befana, lui un mezzo marito».

E tra le prossime iniziative del noto critico d’arte a settembre è previsto un incontro a sostegno di Luca Bernardo, candidato sindaco di Milano, città in cui Vittorio Sgarbi fino al 2008 era al timone dell’ambito Assessorato alla Cultura del Comune, che dirige i musei civici e le mostre nel centro del capoluogo meneghino: «sono stato cacciato. Sa perché? Perché avevo fatto la mostra Arte e Omosessualità. Capisce? Ero talmente avanti che prima che Fedez nascesse, io affrontavo pubblicamente queste tematiche e sono stato appunto cacciato perché la Moratti non era d’accordo.»

Dopo l’esperienza di 13anni fa con la giunta Moratti, il cui city manager era l’attuale sindaco Beppe Sala, Vittorio Sgarbi conclude con un’osservazione circa l’uscente Assessore alla Cultura del Comune di Milano: «Del Corno è un mio seguace, quindi non posso che pensarne bene. Era un giovane comunista che ha avuto molto più da me, quando ero Assessore, che dai suoi compagni. Possiamo dire che sia un mio allievo, uno che ha continuato la mia opera», segnalando a mowmag chi vedrebbe bene in quell’importante ruolo per la città meneghina: «potrebbero andare benissimo Davide Rampello o Davide Rondoni, entrambi molto capaci. O anche Morgan.»
https://mowmag.com/culture/sgarb-i-atissima-intervista-covid-io-sono-invulnerabile-candido-morgan-e-vasco-e-punto-a-diventare-ministro-della-cultura

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