La fiaccolata organizzata dalla Casa della Carità e dalla parrocchia di Gesù a Nazaret, nel quartiere Adriano, in adesione alla giornata di digiuno e preghiera indetta da Papa Francesco (Foto Mianews)

In centinaia hanno partecipato questa sera nel quartiere Adriano alla fiaccolata organizzata dalla Casa della Carità e e dalla parrocchia di Gesù a Nazaret, in adesione alla giornata di digiuno e preghiera indetta da Papa Francesco. Sono oltre 400 le candele distribuite, ma molti di più i presenti alla manifestazione per lanciare un appello per la fine delle ostilità in Ucraina. Alla fiaccolata si sono unite persone di tutte le età, tra loro anche gli ospiti afgani e ucraini della Casa della Carità. Prima della partenza della fiaccolata don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità, ha recitato una poesia per ‘gridare’ alla pace, per “cancellare la parola guerra dai nostri vocabolari” e per non dimenticare le altre guerre in corso in Siria e in Yemen.

“Questa è la Via Crucis dei poveri cristi: quelli che sono là e non riescono a fuggire. Il nostro è un appello accorato per una pace che entra nel nostro sangue, nelle immagini drammatiche che fanno crescere un grido: basta alle guerre. Partendo dalla Casa della Carità, cammineremo lungo le strade e rifletteremo nel silenzio e nel grido innocente”. Così don Virginio Colmegna commenta la fiaccolata per la pace che questa sera attraverserà il quartiere Adriano, organizzata dalla Casa della Carità e dalla parrocchia di Gesù a Nazaret in adesione alla giornata di digiuno e preghiera indetta da Papa Francesco. “Vogliamo tirar fuori la speranza di pace dal cumulo di macerie che la logica della guerra produce – ha spiegato don Colmegna -. Per questo siamo qui tutti, gli ospiti afgani e ucraini, per dire insieme basta guerra. Dobbiamo intervenire per scavare e distruggere le radici della guerra, dell’onnipotenza falsa e ipocrita”. Per quanto riguarda l’impegno della Casa della Carità nell’accoglienza dei profughi, don Colmegna ha poi aggiunto che “c’è tutta una città che si prepara ad ospitarli. Noi lanceremo una proposta di ospitalità diffusa, di famiglie che si rendono disponibili ad accogliere”.