Regione, piano vaccinale da 214 milioni.

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Mitigazione e contenimento dei contagi, individuazione dei punti vaccinali, campagna massima da concludere entro sei mesi fatta salva la disponibilità dei vaccini, un Tavolo tecnico con Ministero Saluto, Aifa, Istituto Superiore della Sanità, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e quattro Regioni, compresa la Lombardia per imprimere più rapidità alle decisioni senza agire in base a compartimenti stagni.

Queste le linee dell’aggiornamento del Piano vaccinale illustrate dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana insieme alla vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, all’assessore al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni e al responsabile della campagna vaccinale della Lombardia Guido Bertolaso.

Le risorse stimate per la campagna vaccinale sono di 214 milioni di euro. Nel dettaglio, 96 milioni per la remunerazione delle prestazioni vaccinali; 66, milioni per i costi del personale dedicato; 18 milioni per i costi totali per allestimento centri vaccinali; 18,5 milioni per i costi per i sistemi informativi dedicati alla gestione del processo; 15 milioni per i costi a carico dei bilanci di Ats e Asst per l’erogazione dei servizi sanitari e non sanitari nelle strutture allestite temporaneamente.

Le previsioni di consegna delle dosi di vaccino per marzo per un totale di 1.031.621 dosi sono (Pfizer 573.300 dosi previste), (Moderna 137.600 dosi previste), (Astrazeneca 320.721 dosi previste).

“Tenendo conto – ha concluso il vicepresidente – che le consegne per motivi ‘esogeni’ possono subire variazione”. Tra le altre linee guida del piano, la possibilità di coinvolgere gli specializzandi per la somministrazione dei vaccini il sabato e la domenica, dietro compenso, e la possibilità di trovare altri vaccini all’estero o di favorirne la produzione in Italia, su licenza o incentivare la ricerca in Italia in modo da non essere più dipendenti da forniture estere. Era presente anche Giovanni Pavesi, direttore generale dell’assessorato al Welfare.

“Si sta cercando di variare il progetto iniziale del piano vaccinale – ha spiegato il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana – andando a coprire maggiormente le zone che in questi giorni sono le più colpite dall’infezione, come Brescia e Bergamo. Questo è ciò che faremo ma è chiaro che per consentire questa operazione, serve che ci venga inviato un maggior contingente vaccinale”.

“A questo proposito – ha aggiunto il presidente – domani il ministro Giorgetti incontrerà i rappresentanti delle aziende farmaceutiche italiane per discutere della produzione domestica del vaccino: mi sembra che questa sia la direzione a cui tendere, non possiamo dipendere esclusivamente da produzioni che arrivano dall’estero, dobbiamo avere una nostra produzione per far fronte a tutte le emergenze che si dovessero presentare”.

“Le varianti – ha concluso Fontana – stanno imprimendo un’accelerazione inaspettata alla diffusione del virus e perciò stiamo improntando i nostri rapporti, anche con il Cts e con l’Iss, ad una maggiore velocità e chiedendo anche agli organi nazionali di adeguarsi alla nuova situazione. Aspettiamo che arrivino presto più vaccini”.

“Si tratta – ha detto Letizia Moratti – della prima delibera che portiamo in Giunta in questo ambito. Sarà seguita la settimana prossima da un’altra con indicazioni precise sui punti vaccinali. E la nostra azione si inserisce nel contesto della pandemia, ancora in corso, e con la diffusione delle sue varianti, soprattutto quella inglese che, vista la rapidità con cui si espande, temiamo diventi prevalente”. “Nel novembre 2020 – ha spiegato l’assessore al Welfare – Regione Lombardia aveva già individuato 66 strutture (hub) sulla base della copertura geografica e dalla specificità del territorio, della distribuzione della popolazione e della capacità di conservazione e gestione del vaccino. Ed anche strutture secondarie per la somministrazione (spoke), indicativamente 600, e le Rsa per la vaccinazione di ospiti e di personale sanitario”.

“La delibera – ha aggiunto la vicepresidente – si propone di offrire una governance chiara, in grado di accompagnare tutto il processo vaccinale. Per garantire l’accesso al vaccino per la popolazione lombarda secondo la programmazione e i criteri di priorità previsti dal piano nazionale. Applicando un modello organizzativo che consente di coniugare sia la concentrazione dell’erogazione in punti di grande dimensione che l’erogazione in punti distribuiti più vicini ai cittadini. Per concludere il processo di vaccinazione massiva entro giugno, compatibilmente con la disponibilità dei vaccini da parte della struttura commissariale”.(MiaNews)

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